Vincent van Gogh

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Gli Inizi della Carriera Artistica

Nell'autunno del 1880, dopo più di un anno trascorso da indigente nel Borinage, Vincent si trasferì a Bruxelles per iniziare i suoi studi artistici. Vincent ebbe l'idea di iniziare questi studi grazie al sostegno finanziario del fratello Theo.

Lui e Theo erano sempre stati molto vicini fin da bambini e per quasi tutta la loro vita adulta mantennero una corrispondenza ininterrotta e assai rivelatrice. Sono queste lettere, più di 700 ancora esistenti in totale, a dar corpo a gran parte delle nostre conoscenze circa il modo in cui Van Gogh percepiva la sua propria vita e le sue opere. Il 1881 si rivelò un anno turbolento per Vincent van Gogh.

Vincent fece domanda di ammissione alla Ecole des Beaux-Arts di Bruxelles, sebbene i biografi Hulsker e Tralbaut siano in disaccordo tra loro sui dettagli: Tralbaut propende per una sia pur breve e irrilevante frequentazione della scuola, mentre Hulsker sostiene che la domanda di ammissione di Vincent non venne mai accettata.

Qualunque sia il caso, Vincent continuò ad imparare il disegno da solo, traendo esempi da libri come Travaux des champs di Jean-Francois Millet e Cours de dessin di Charles Bargue. In estate, Vincent tornò di nuovo a vivere coi suoi genitori, ora ad Etten, e in quel periodo incontrò la cugina Cornelia Adriana Vos-Stricker (Kee). Kee (1846-1918) era rimasta vedova da poco e stava crescendo un figlio giovane da sola. Vincent si innamorò di Kee e rimase sconvolto quando lei rifiutò le sue avances.

Lo sfortunato episodio si concluse con uno dei più memorabili incidenti nella vita di Van Gogh. Dopo essere stato respinto violentemente da Kee, Vincent decise di affrontarla a casa dei suoi genitori.

Il padre di Kee non permise a Vincent di vedere la figlia e Vincent, sempre determinato, mise la sua mano sopra il tubo di una lampada ad olio, bruciandosela intenzional-

mente. Il padre di Kee disinnescò rapidamente la situazione spegnendo semplicemente la lampada con un soffio, e Vincent lasciò la casa umiliato. Nonostante i rovesci sentimentali con Kee e le tensioni personali col padre, Vincent trovò incoraggia-menti da parte di Anton Mauve (1838-88), suo cugino acquisito.

Mauve si era affermato come artista di successo e, dalla sua casa all'Aia, procurò a Vincent il suo primo set di colori ad acquarello introducendolo così al lavoro con i colori. Vincent era un grande ammiratore delle opere di Mauve e gli era profondamente riconoscente per tutti gli insegnamenti che questi fu in grado di fornirgli.

La loro relazione era gradevole, ma finì per soffrire di tensioni quando Vincent iniziò a vivere con una prostituta. Vincent van Gogh incontrò Clasina Maria Hoornik (1850-1904) verso la fine di febbraio del 1882 all'Aia. Già incinta del secondo figlio quando Vincent la incontrò, questa donna, conosciuta come "Sien", andò a vivere con lui poco tempo dopo. Vincent visse con Sien per il successivo anno e mezzo.

La loro relazione fu di quelle tempestose, in parte a causa di entrambe le loro volubili personalità, in parte a causa della tensione dovuta al fatto che vivevano in completa povertà. Le lettere di Vincent a Theo mostrano come egli si dedicasse a Sien e specialmente ai suoi bambini, ma la sua arte rimaneva la sua prima passione fino ad escludere qualsiasi altra preoccupa-zione, incluso il cibo.

Sien e i suoi bambini posarono per dozzine di disegni di Vincent, e i suoi talenti artistici crebbero considere-volmente in questo periodo. I suoi primitivi disegni di minatori nel Borinage lasciarono il posto a lavori molto più raffinati e carichi di emozione. Nel disegno Sien, seduta su una cesta, con una ragazza, per esempio, Vincent raffigura magistralmente sia la quiete domestica che un sottostante senso di disperazione sentimenti che definirebbero in modo veritiero i suoi 19 mesi di vita con Sien.

Il 1883 fu un altro anno di transizione per Van Gogh, sia per la sua vita personale che per il suo ruolo come artista. Vincent aveva iniziato a sperimentare la pittura ad olio nel 1882, ma fu solo nel 1883 che iniziò ad adoperare sempre più frequentemente questa tecnica. Man mano che la sua abilità nel disegnare e dipingere aumentava, la sua relazione con Sien si deteriorava, e in settembre essi si divisero.

Come dopo il suo fallimento nel Borinage, anche questa volta Vincent si sarebbe ripreso da questa fallita relazione isolandosi. Con molto rincrescimento, in particolare a causa dei sentimenti che provava per i figli di Sien, Vincent lasciò l'Aia a metà settembre per dirigersi nel Drenthe, una regione alquanto desolata dei Paesi Bassi.

Nelle successive sei settimane Vincent condusse una vita da nomade, spostandosi attraverso tutta la regione e disegnando e dipingendo quel paesaggio fuori mano e i suoi abitanti. Vincent tornò di nuovo a casa dai suoi genitori, questa volta a Neunen, sul finire del 1883. Per tutto l'anno successivo continuò a rifinire la sua arte. In questo periodo produsse dozzine di disegni e di dipinti: tessitori, filatori e altri ritratti.

I contadini del posto si rivelarono i suoi soggetti preferiti - in parte perchè Van Gogh sentiva una forte affinità con questi poveri lavoratori, in parte perché era un così grande ammiratore del pittore Millet, che produsse a sua volta dipinti teneri e compassionevoli di lavoratori nei campi. La vita romantica di Vincent subì quell'estate un'altra svolta drammatica, e infelice, quando una vicina, Margot Begemann (1841-1907), cercò di avvelenarsi.

Margot, la cui famiglia era vicina di casa di quella di Vincent, era stata innamorata di Vincent, e lo sconvolgimento emotivo di quella relazione la portò a tentare il suicidio. Vincent rimase molto turbato dall'incidente, ma Margot alla fine si riprese.

1885: L'Anno della Svolta. I primi Capolavori

Nei primi mesi del 1885 Van Gogh continuò le sue serie di ritratti di contadini. Vincent li considerava degli "studi", lavori che avrebbero continuato a rifinire la sua arte in preparazione a quella che sarebbe stata la sua opera più ambiziosa fino a qual momento. Vincent lavorò tutto marzo e aprile a questi studi, brevemente distratto dal suo lavoro dalla morte del padre, il 26 marzo.

Vincent e suo padre negli ultimi anni avevano mantenuto una relazione assai tesa e, sebbene certamente non felice per la morte di suo padre, Vincent rimase emotivamente quasi distaccato e continuò il suo lavoro. Tutti gli anni di duro lavoro, di continua ridefinizione della sua tecnica e di apprendimento di nuove--tutto ciò servì da preparazione graduale alla esecuzione del primo grande dipinto di Van Gogh: I mangiatori di patate.

Vincent lavorò a I mangiatori di patate per tutto aprile del 1885. Aveva eseguito vari abbozzi in preparazione della grande, definitiva versione a olio. I mangiatori di patate viene riconosciuto essere il primo vero capolavoro di Van Gogh, ed egli rimase incoraggiato dal risultato che ottenne.

Sebbene irritato e sconvolto da ogni critica che riceveva per l'opera (all'amico e compagno d'arte Anthon van Rappard non piacque, e i suoi commenti indussero Vincent a rompere la loro amicizia), Vincent era contento dei risultati ottenuti e questo fu l'inizio di una nuova, più fiduciosa e tecnicamente compiuta fase della sua carriera.

Van Gogh continuò a lavorare per tutto il 1885, ma divenne nuovamente inquieto e bisognoso di nuovi stimoli. Si iscrisse per breve tempo all'Accademia di Anversa all'inizio del 1886, ma la lasciò circa quattro settimane dopo, sentendosi soffocato dalla rigidità e ristrettezza di schemi mentali degli istruttori.

Come dimostrò frequentemente in tutto il corso della sua vita, Vincent riteneva gli studi formali un misero sostituto del lavoro pratico. Vincent aveva lavorato cinque difficili anni ad affinare i suoi talenti artistici, e con la creazione de I mangiatori di patate aveva dimostrato di essere un pittore di prima qualità.

Ma egli cercava continuamente di migliorar-si, di acquisire idee nuove ed esplorare nuove tecniche per diventare l'artista che veramente aspirava ad essere. In Olanda, Vincent aveva realizzato tutto quel che poteva. Era tempo ormai di esplorare nuovi orizzonti ed iniziare un viaggio che avrebbe rifinito ulteriormente la sua arte.

Vincent lasciò l'Olanda per trovare le sue risposte a Parigi e... in compagnia degli Impressionisti.

I Girasoli di Vincent

I girasoli Arles Van Gogh

Il Dr. Jan Hulsker, uno dei massimi studiosi di Vincent van Gogh a livello mondiale, afferma che la serie dei girasoli "forse più che qualsiasi altro dei suoi dipinti, lo ha fatto conoscere in tutto il mondo. Sono spesso le uniche opere con le quali viene identificato." Qui sotto sono elencati tutti i dipinti di girasoli.

Quando pensa ai dipinti di girasoli di Van Gogh, la maggior parte delle persone, generalmente, pensa ai quadri dipinti ad Arles, in Francia, negli anni 1888-89. Io comunque includo nella tabella anche quattro precedenti dipinti di girasoli eseguiti da Vincent a Parigi.

girasoli van goghSebbene questi quattro lavori siano totalmente diversi rispetto alla serie dei girasoli di Arles, essi nondimeno rappresentano una conquista notevole nell'evoluzione di Vincent come pittore.

In anni recenti molta attenzione si è concentrata sull'autenticità o meno di alcuni dei dipinti di girasoli (segnatamente, quello dello Yasuda). Molti esperti, comunque, sono giunti alla conclusione che il dipinto dello Yasuda è autentico.

Sfortunatamente, le discussioni circa l'autenticità hanno distolto l'attenzione dall'analisi critica delle opere stesse--è sorprendentemente difficile trovare commenti critici approfonditi sulla serie dei girasoli. Nelle settimane e nei mesi a venire spero di fornire più commentari e analisi su questi famosi dipinti.

L'osservazione di Jan Hulsker circa la serie dei girasoli riflette in verità quella propria di Vincent- essi si sarebbero veramente rivelati le opere per le quali Vincent è più amato.

Gli Autoritratti di Vincent

"Molta gente arrivò [al funerale di Vincent], soprattutto artisti, tra i quali riconobbi Lucien Pissarro e Lauzet. Non conoscevo gli altri, anche gente del luogo che lo aveva conosciuto un poco, lo aveva visto una volta o due e ai quali era piaciuto perché era così di buon cuore, così umano ."

Lettera di Emile Bernard a Gustave-Albert Aurier
31 Luglio 1890

Le Lettere di Vincent

Il Dr.Jan Hulsker, una delle autorità preminenti al mondo per quanto riguarda le lettere di Van Gogh, ebbe a scrivere di queste:

"(Le sue lettere) ci permettono di sapere, sulla vita e la mentalità di
Van Gogh, più di quello che sappiamo di qualsiasi altro artista. Le lettere formano come una cronaca scorrevole del suo lavoro, e un documento di vita umana senza paralleli."

Il completamento della sezione Lettere costituisce una pietra miliare assai importante per la Vincent Van Gogh Information Gallery. Dopo quattro anni di sforzi rinnovati sono orgoglioso di presentare il 100% delle 864 lettere di Van Gogh (più di 850.000 parole in totale). La stragrande maggioranza di queste lettere sono di Vincent ai suoi amici e alla sua famiglia (per la maggior parte a suo fratello Theo), ma ci sono anche molte curiosità (lettere di Theo a Vincent, di Joseph Roulin alla sorella Wilhelmina, ecc.) che forniscono interessanti spunti di approfondimento nella ricca trama della vita e dell'opera di Vincent Van Gogh. Per la prima volta, la totalità delle lettere di Vincent Van Gogh sono accessibili on-line in un formato facile da navigare e da ricercare, e liberamente disponibili a tutti in tutto il mondo. Molti considerano le lettere di Van Gogh una forma d'arte altrettanto importante dei suoi dipinti e disegni. In queste pagine si trova il resoconto assai ricco di una vita straordinaria. Per finire, vorrei menzionare l'immenso debito di gratitudine che devo a Bob Harrison il cui contributo a questa sezione continua a sorprendermi. Questa raccolta on-line completa delle lettere di Van Gogh non sarebbe mai stata possibile senza l'entusiasmo incessante e il sostegno instancabile di Bob.

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