Angelo Ferlisi

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La mia pittura è formale e si può collocare nell’area di un originale surrealismo che esplora gli ambiti del proprio inconscio spesso fatti di spazi siderali, paesaggi con figure senza tempo .

Essa nasce da una profonda meditazione su cosa ho dentro e che voglio portare alla luce. Ciò comporta spesso un duro lavoro di pennello, svolto con la massima cura e precisione, proprio perché i miei occhi vedano il più fedelmente possibile ciò che mi preme dentro.

Prima di tutto per me è molto importante esporre le mie opere, per farle conoscere e di conseguenza avere l’opportunità di instaurare dei dialoghi con persone interessanti che mi aiutino a portare avanti i miei obbiettivi artistici.

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Angelo Ferlisi

Biografia

NGELO FERLISI è nato a SUTERA (Caltanissetta) l’11.04.1953 dove tuttora lavora in via Orti n. 35.

Ha studiato a Palermo conseguendo la maturità artistica nel 1975 Lontano da Sutera, ambiente provinciale e poco stimolante proprio di un paese sperduto nel centro  Sicilia, ha trovato a Palermo, dove ha vissuto per circa dieci anni, quegli spazi culturali e quel respiro di libertà che gli ha permesso di realizzare le prime esperienze pittoriche.

Nell’ultimo decennio  ha realizzato una serie di quadri con immagini che sembrano emergere da un mondo sotterraneo e che si esteriorizzano su tela quasi per una incomprimibile ed arcana necessità.

Il tratto pittorico, nelle sue linee e nei suoi colori, è’ un qualcosa d’indeterminato e d’indefinibile che ci appare imprigionato dal tempo in un’atmosfera rarefatta, che ci riporta alla sfera del subcosciente.

Emerge un mondo quasi onirico che preme con viva forza per conquistarsi un posto alla luce ed imporsi alla nostra cosciente sensibilità cromatica. Tra il sogno e la realtà, il mistero ed il quotidiano, il banale e l’infinito, si snodano pitture di sapore surrealista ed orientaleggiante. Esse ci colpiscono, ci meravigliano ci disorientano perché parlano il linguaggio immortale dell’arte e della poesia.

Riflessioni

Il drammaturgo Dott.Mario Ricotta nell’occasione di una mia prima mostra scrisse.“….E’ una galleria di sogni, quasi d’incubi, di simboli, come l’affiorare di mostri abissali provenienti dai primordi dell’esistenza , archetipi oscuri nelle voragini dell’indeterminato , che si materializzano in tracce storiche, in paesaggi surrealizzati. La storia infinita viene dissacrata dalle istanze dell’inconscio.

E’ la consacrazione della trasgressione, la contestazione globale, la realtà duplicata. Vi è come la proposizione di un enigma, di un anatema incombente. Emerge dagli strati sotterranei, profondissimi dell’inconscio. E’ come uno squarcio che scava e penetra nella lontananza : la lontananza cosmica, d’infiniti cieli, la lontananza inconscia di simboli, di segreti inaccessibili.

L’animo sta sospeso  tra questi due infiniti. La sensibilità verso la bellezza della natura nei suoi vari aspetti, l’incanto dei paesaggi carezzato da occhi avidi si condensa con una inesauribile fantasia e crea una incredibile, nuova magia. ….”

Critiche

“…Vi è un’ accostamento bizzarro e inusitato di luoghi sacri in rovina, una rovina splendente in trionfo, un prezioso che si sfalda…svariati oggetti e figure, figure solitarie, avvolte in una solitudine misteriosa …la storia infinita viene dissacrata dalle istanze dell’incoscio.

E’ la consacrazione della trasgressione la contestazione globale. Vi è come la proposizione di un enigma di un’ anatema incombente.

Emerge come uno squarcio che scava che scava e penetra nella lontananza:la lontananza cosmica, di infiniti cieli. La lontananza incoscia di simboli, di segreti inaccessibili. L’animo sta sospeso tra questi due infiniti.

La sensibilità verso la bellezza della natura nei suoi vari aspetti, l’incanto del paesaggio carezzato da occhi avidi si condensa con una inesauribile fantasia e crea una incredibile nuova magia…..Il mistero aleggia su tutto.

Vi è in sintesi l’inizio e la fine del mondo, che sono un inizio ed una fine perenni. L’accostamento dei colori crea singoli effetti cromatici e della luce che si diffonde anch’essa con la stessa andatura del tempo, del sogno, con la stessa armonia del suono-muica, con la stessa sensazione dell’ombra, del chiarore, del crepuscolo, con la stessa sostanza della vita…

Questo effimero eterno dei sogni che si sognano, questo incanto ossessivo delle fiabe che si raccontano, questo fulgore oscuro della storia che si tramanda, questa rovina splendente della vita che si vive, qui rappresentata, è come il sospiro sospeso, la voce ingoiata, il gesto immobilizzato in un atto…

Davvero un’artista è nato oggi dalla miseria della Sicilia più misera….Lo consacriamo!” Dott. Mario Ricotta (Drammaturgo)

Mostre

Io in vita mia ho fatto pochissime mostre, ma ho avuto moltissimi apprezzamenti e spesso vengono a trovarmi perché vogliono acquistare le mie opere e proprio in quelle occasioni mi trovo restio a venderle, ma l’insistenza delle persone infine mi fa capire che il loro interesse, il loro desiderio, il loro piacere nel prendere una mia opera è autentica e ciò mi convince nel vendere e a dare un prezzo che normalmente è accettato volentieri.

Mi devo rassegnare a cedere il quadro soprattutto ad una persona che lo apprezza e lo desidera e ciò diventa cosa buona ed utile perché l’opera stessa potrà essere osservata, ammirata e contemplata pronta ad ammaliare, scandalizzare chi l’osservi, producendo quell’effetto sulle persone che è il motore che spinge la mia creatività in fase della realizzazione dell’opera.

Forse qui sta l’essenza dell’arte, in questo rapporto strano tra l’artista e la gente che la osserva con passione.

Angelo Ferlisi

Quadri

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