Mio nonno paterno era Pasquale Celommi, notissimo nella storia dell’arte dell’800 italiano, molto amico del suo conterraneo e coetaneo F.Paolo Michetti. Mio padre era Raffaello Celommi, anch’esso noto nella storia dell’arte del primo novecento ed amico del conterraneo e contemporaneo Tommaso Cascella. Mio nonno materno era Luigi Rosati, direttore dell’Accademia di S.Cecilia di Roma, compositore e maestro del cantante Beniamino Gigli. Mio zio materno era Giuseppe Rosati, insegnante anch’esso all’Accademia di S. Cecilia e compositore di molte musiche di film tra i quali il notissimo “ossessione” del grande Luchino Visconti. Ho dovuto fare tale premessa, non per potermi magnificare, ma solo per far presente come tutta l’aria che ho sempre respirato sia stata pregna di quel meraviglioso profumo dell’arte. Ciò, però, se da una parte mi ha dato la possibilità di conoscere molto da vicino quel mondo incantevole ed incantato, dall’altra ha reso molto gravose le mie responsabilità di artista. E’ facile e spontaneo, infatti, fare paragoni ed esprimere giudizi (anche se essi sono soprattutto positivi) facendo un parallelismo che mi onora ma, alcune volte, anche infastidisce. Ovviamente la mia pittura non può non risentire degli influssi di quella dei miei avi alla quale sono sentimentalmente legato,  ma mi piacerebbe essere disgiunto da tali meravigliosi  progenitori. Per tale motivo ho dovuto sempre lottare affinché di me non si dicesse “Ah, il nipote di Pasquale Celommi; è bravo come il nonno ed il padre! ma solo “ è Luigi Celommi”.

 

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