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Carissimo Signor Gaetano Vicari oggi mi
accingerò a scrivere delle parole che
possano spiegare al meglio le emozioni, i
sentimenti, le sensazioni che provo a
guardare le sue opere.. innanzitutto mi
sembra doveroso descrivere simbolicamente
l’ARTE. Per me è come una colomba bianca
portatrice di valori etici e morali di
grande importanza e che purtroppo sono
stati persi in questa società dominata da
una troppa cura per l’apparire, dominata
dall’egoismo, dallo scetticismo,
dall’avidità, dal consumismo… Quello che mi
rammarica di più è sapere purtroppo che la
società siamo noi. L’arte dovrebbe essere
una forma pura mai intaccata da QUESTI MALI
,se così si possono chiamare visto che al
giorno d’oggi la società li prende come
piccole pillole per star meglio e per
sentirsi uniti e uguali a tutti, facendo
decadere il mito del super uomo che si
prodigava a mostrare la propria effige e il
proprio operato per raggiungere la gloria
anche se solo apparente. Ancora più
deludente è sapere che il valore universale
dell’arte che la faceva portatrice di gioia,
di sentimenti e soprattutto dell’anima di
ogni singolo artista ,che donava se stesso
per esprimere al meglio quello che veramente
aveva dentro, si è perso perché è stato
intaccato sia dal denaro che sfigura e
trasforma le cose che nascono sinceramente
dal cuore sia da un gruppo di montati che si
credono dei grandi artisti in quanto
accartocciano le tele, le bucano con la
fiamma ossidrica e facendo questo riempiono
le pagine di storia dell’arte redatte da
persone come loro cioè prive di quello
spirito che va alla ricerca dell’arte vera ,
ma purtroppo questa non è una realtà solo di
oggi..in passato la società non ha
riconosciuto Goya, Van Gogh e molti altri
grandi, morti dannati con in mano la fiamma
della loro vita “ Il Pennello “ che
inevitabilmente si spezzava. Per fortuna ci
sono ancora delle persone che dedicano la
loro vita alla pittura con un fervore
immenso è questo il caso di Gaetano Vicari
che imprime sulla tela piccoli attimi
quotidiani non trascendendo il banale,
rendendo anche le piccole cose delle grandi
immagini portatrici di speranza per un mondo
migliore non dominato dall’UOMO nero.
L’opera sulla quale voglio soffermarmi è “ i
segni del Tempo”… già il titolo implica la
visione dello scorrere inesorabile della
vita che purtroppo ha sempre una fine e che
passa troppo velocemente davanti gli occhi
di tutti senza avere il tempo di fermarla
per godersi ogni singolo attimo alla massima
espressione, portando pian piano con se dei
segni eclatanti come il logorarsi della
carne, lo spegnersi della luce degli occhi,
la perdita della forza e del vigore innato
nella gioventù. La figura non ci spiega a
che classe sociale appartiene anche se ha
sul capo un cappello..forse è un uomo di
chiesa. Le guance sono arrossite
probabilmente per un bicchierino di troppo
bevuto in sacrestia dopo la celebrazione. i
3 buchi che invadono la tela ,senza però
trasfigurarla, mi fanno pensare ad una
poesia del Leopardi "Canto notturno di un
pastore errante dell'Asia" quando ha detto
queste parole :
infin ch'arriva colà dove la via e dove il
tanto affaticar fu vòlto: abisso orrido,
immenso, ov'ei precipitando,
il tutto obblia.
I buchi li vedo come un abisso, che fa
perdere l’uomo umano e fa volare l’anima
sui giardini più alti della felicità. È
questo quello che penso de “I segni del
tempo”. |