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Gentili Amici,
in occasione della prossima Mostra Personale
che si terrà a Firenze, capitale indiscussa
dell'arte, presso il Palazzo Coveri, mi è
sembrato doveroso, dato i molti successi
riscossi, omaggiare il Maestro Ciro Palumbo,
inserendolo nuovamente nelle rubriche "I
Grandi Dell'Arte". Nelle Pagine che
seguiranno, troverete nuovi scritti critici
ma soprattutto le immagini delle innovative
creazioni artistiche del Maestro alcune
delle quali saranno esposte nella
prestigiosa "Galleria Il Palazzo" dal 4
ottobre al 17 novembre 2007. Anche questo
mese sarà possibile lasciare un commento, e
il più bello sarà premiato con una deliziosa
sorpresa artistica...
INFORMAZIONI
UTILI
"La
Metafisica dei Colori"
Indirizzo
“Galleria del Palazzo”
Palazzo Coveri - Lungarno Guicciardini, 19 Firenze
Titolo
PALUMBO “ la metafisica dei colori”.
Data
4
ottobre-
17 novembre 2007
Conferenza stampa
4 ottobre 2007 ore 11.30
Inaugurazione
4 Ottobre 2007 ore 18.30
Durata
4 Ottobre-17 Novembre
2007
Orario
11/13—15.30/19.30 da
martedì a sabato
Ingresso
Libero
Ufficio stampa
beatrice
cifuentes sarmiento
beatrice@galleriadelpalazzo.com
Tel +39 055 281044 cell +39 339 3456 316
Informazioni
Galleria del Palazzo
www.galleriadelpalazzo.com
Ischia
Prospettiva Arte
www.ischiaprospettivaarte.org
Per
approfondimento sull’artista visitare il
sito
www.palumbociro.it
La metafisica dei
colori” o “I colori della metafisica”
La sensibilità
artistica di un pittore si svela non solo
attraverso i soggetti delle sue opere, ma
soprattutto attraverso la sua espressività
cromatica che dà corpo e sostanza alla
composizione. Il colore, con i suoi
infiniti riverberi, rappresenta pertanto
l’elemento essenziale e fondamentale del
linguaggio pittorico e consente di definire
le peculiarità della personalità espressiva
dell’artista. Di volta in volta sarà il
colore del tempo, il colore della memoria,
il colore dell’anima o il colore del sogno,
ovvero, come nel caso di Ciro Palumbo, il
colore che, permeandosi di un senso
“metafisico”, consente all’artista di
travalicare l’imminente per ascendere le
vette più alte dell’iperuranio ed in questo
percorso si impregna di elementi simbolici.
La mostra di Ciro Palumbo si connota
appunto per la peculiare sensibilità
cromatica dell’artista che, nei quaranta
dipinti di cui essa si compone, svolge una
tematica densa di emozioni e di figurazioni
immaginifiche, definita “La metafisica dei
colori”, quasi come se l’autore volesse con
i colori, per mezzo dei colori ed attraverso
i colori scandagliare le complesse e
profonde assonanze sensibili che l’inconscio
nasconde, le percezioni di identità
psichiche in esso celate come archetipi
sondabili solo attraverso le infinite
sfumature del colore che la sua sensibilità
pittorica rende percepibili. Spiccano sulla
tela elementi reali e contingenti, delineati
con contorni netti ed espliciti da cui
sembra prendere avvio l’ispirazione e
l’intuizione dell’artista, ma essi vengono
immersi in un’atmosfera eterea ed
indefinita, in un’aura vaga e sfuggente che
ha le caratteristiche del sogno, con la
simbologia magica e le fantasie oniriche di
un mondo vivo solo nella profonda
interiorità dell’inconscio, con i suoi
archetipi e la forza primigenia che essi
sono in grado di sprigionare. I colori di
Palumbo vivono di una vita allo stesso tempo
arcaica e cosmica, si animano di suggestioni
a volte sfumate, a volte nitide, a volte
degradanti in infinite tonalità che si
estrinsecano in una miriade di evanescenze,
ma che tuttavia rimangono sempre contenute
in un arco diadico oscillante tra “il rosso”
ed “il blu”...E il colore diventa
espressione delle emozioni dell’artista,
diviene il suo linguaggio immediato ed
istintivo, la sua modalità comunicativa con
la quale trasferisce sulla tela la ricchezza
della sua capacità creativa ed
interpretativa di una realtà che, nonostante
sia evocata in una complessa e variegata
gamma di modulazioni cromatiche, fluttua con
sperimentata sapienza tra due colori: “il
rosso” ed “il blu”, la realtà ed il sogno,
il conscio e l’inconscio, il concreto e
l’astratto, l’immanente ed il trascendente,
il caos primordiale e l’ordine dell’armonia
divina. In questo eterno dualismo l’uomo
pencola sospeso, tra l’istinto e
la ragione, la
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