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Monica Maffei, distribu-ita in esclusiva da “Fal-pa Promozione Arte”,
è una pittrice dotata di rara sensibilità,
che at-tinge la propria ricchez-za espressiva
da varie esperienze umane e artistiche, per
giungere a un percorso personale originale
ed estrema-mente interessante, in continua
evoluzione. L'arte di Monica Maffei è un
luogo evanescente e potente, a tratti
dia-fano e a tratti acceso, dove risuona
l'eco accattivante dell'ineffa-bilità; è,
come disse Charles Baudelaire “una magia
suggestiva che accoglie insieme l'ogget-to e
il soggetto”, e che innesca una profonda e
irreversibile trasforma-zione della realtà,
scher-nendo sottilmente l'illu-sione
positivista che per secoli ci ha fatto
credere che possa esistere un “oggetto in
sé”, indipen-dentemente da colui che lo
osserva e lo perce-pisce. Le opere della
pittrice varesina sono cariche di
intuizione, di pathos, di slancio, e
interpretano il mondo attraverso un vivido
ed “epidermico” processo di identificazione empa-tica, che, attraverso tele dense di
striature e chi-azze, concrezioni mate-riche
stratificate, alter-nanze di vuoti e pieni,
viluppi di colori a volte opachi e sfumati,
a volte brillanti e sgargianti, ci
restituisce una gustosa sintesi ermeneutica
e semiologica dei recessi più nascosti
dell'Io, resa mediante un simbolismo
penetrante che sconfina nell'espressionismo
as-tratto. La sua arte è un crocevia dove si
in-tersecano sinfonie di sentimenti cangianti
e sfuggenti che rimbal-zano dentro dedali di
storie di vita quotidiana, creando affabulazioni ambivalenti, imprevedi-bili,
giocose o malinco-niche, generate
dall'inti-mità sfaccettata, miste-riosa e
caleidoscopica dell'anima umana. E'
necessario soffermarsi e indugiare sulle
opere di Monica Maffei affinché esse svelino
i loro significati più intensi e profondi. A
un' analisi superficiale, infatti, i
soggetti rappresentati dalla pittrice
possono apparire avvolti da un'atmosfera di
impe-netrabilità ermetica, co-me se
custodissero un segreto inviolabile e
difficilmente compren-sibile a una lettura
negligente e frettolosa. Ed è proprio così:
le figure umane impresse sulle sue tele
devono essere decifrate con cura e solerzia;
sono latori di enigmi e di scorci di
esistenza squisiti e arcani, che si
manifestano e si rivelano solo a chi abbia
l'audacia e il desiderio di guardare con gli
occhi del cuore, e di entrare in risonanza
emotiva con essi. Nei volti della Maffei le
pupille sono bandoli scintillanti e
iridescenti che si dipa-nano verso
l'immensità del cielo, che roteano avanti e
indietro tra gli anfratti emblematici del
tempo, e traboccano di energia vitale anche
quando vi serpeggiano i marchi a fuoco del
dolore e dell'inquietu-dine. Clement
Green-berg affermò che la vera arte deve
basarsi sul sentimento, e Monica Maffei
incarna perfetta-mente questa conce-zione
dell'arte, lamben-do le emozioni che si
nascondono dentro le emozioni, in un gioco
di scatole cinesi che si schiudono come
bocci-oli alla luce. La luce è lo sguardo
della pittrice, di donna, prima ancora che
di artista, che sa scorgere oltre le
ma-schere dell'apparen-za, che sa sfogliare
con delicatezza e acume le pagine dei libri
scritti tra le pieghe della pelle delle
persone che incontra, e sa farne opera
d'arte, trasponendo sulla tela la
passionalità sommessa di coloro che si
muovo-no nel mondo in modo compito e
discreto. La sua è un'azione di “archeologia
umana” finalizzata a recuperare il magma che
pulsa sotto la cenere, per ritrovare ciò che
giace sepolto dal tempo e dalla frenesia
convulsa della vita moderna, dando voce,
attraverso il segno pittorico, al fragore
del silenzio, ed esprimendo con le immagini
quello che la parola riesce appena a
sfiorare e abbozzare. Nei suoi quadri c'è il
profumo di uno stile informale che ricorda
alcuni artisti del Color Field Painting come
Jules Olitski, Kennet Noland e Mark Rothko,
e in molte delle sue tele l'uso del dripping
richiama l'im-portanza dell'atto incon-scio
nella creazione artistica, rimandando ai
fondamenti concettuali dell'Action Art di Jack-son Pollok. L'impiego di spatolate
verticali crea suggestive texture di diversi
colori o dello stesso colore declinato in
differenti intensità e sfumature, che
elargi-scono un peculiare effe-tto di
distorsione della profondità prospettica, e
che hanno come con-seguenza l'amplifica-zione
della dimensione emotiva del soggetto
rappresentato. |