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Le opere di Romano Santarinii, al primo impatto visivo, emanano
gioia serenità per una più serena visione della vita. L’
affermazione del forte cromatismo, attento grazie alla miscela
ottica dei colori, esuberante luminosità che inonda le tele di
straordinaria poesia sono, punti fermi della sua impostazione
pittorica che si manifesta, sottolineando innanzitutto due
aspetti principali: la sintesi e il colorismo.
Ma bisogna anche rilevare che le sue tele sono la prova
tangibile, raffinata di un profondo intimismo lirico e amabile
che sublima gli elementi che ci circondano in piccoli momenti di
emozione.
Rimangono suoi soggetti prediletti:
IL PAESAGGIO, nel cui stile rimane l’ eco dell’ amore sconfitto
per una natura forte, quella esaltata da un disegno nitido, dai
colori vivi e da una ricerca di effetti marcati.
Le sue splendide composizioni surreali, sembrano esaltare di
vitalità. La sua capacità di dare vita, la chiarezza unica delle
sue pennellate e lo sfondo ricco di vibrazioni danno un senso di
plasticità, profondità e di solarità
all’ osservatore. Tonalità esaltanti, incantevoli, radiose,
colori caldi che accendono il nostro animo.
Di notevole forza, sono anche i paesaggi innevati, dove in primo
piano si evidenzia l’ incantevole luminosità delle sfumature
della luce esaltando la fresca limpidezza del paesaggio
retrostante.
La pittura di Romano Santarini è certamente la pittura dello
sguardo, avvolte fugace ma mai superficiale, sempre chiaro nel
far percepire la situazione e nel contempo coinvolge l’
immaginazione.
Complimenti sinceri
"sei un grande"
Roberto Garavello
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Albertina
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TRIPLICE ABBRACCIO
Padre, madre, figlio
nel solare biancore,
azzurro intenso d’un
cielo in attesa,
alberi puliti,
silenziose promesse
di triplici abbracci
d’un nucleo familiare.
Chi è
solo attende un mondo di Luce
smagliante se altri
abbracci
saranno ombre
crescenti spinte da amore
a ridisegnare la
terra ormai senza voce.
MARESA BAUR
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Vuole vivere
da cittadino libero in una Italia libera, illustra le idee che ha in testa
e nel cuore, e così si tuffa nel relax mentale regalando indistintamente
agli occhi dei fruitori le sue spontanee narrative, conferendo loro un
prestigioso splendore.
Approfitto
della gradita occasione per augurare pace e gioia a tutti.
Nava Gemma
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Sono
opere da mirare e rimirare in silenzio e con flemma.
Ho ancora negli occhi e nel cuore i pensieri, le emozioni, i
sentimenti, le riflessioni generate dal primo incontro in
particolare per l’opera “il candore di un’anima”….
Il
desiderio di vedere il mare. Respirare l’aria fresca intrisa di
salsedine, sentire il vento sfiorarmi le guance. E poi con lo
sguardo afferrare quell`idea di libertà che viene da un orizzonte
senza limiti….è il desiderio di sentirsi viva!
Meastro Santarini grazie, grazie, grazie!!!
Un
abbraccio e un

Carla
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Il suo amore sfrenato
per l’arte è ingente, i suoi colori commuovono
per l’intensità, il fervore e la squisitezza, le sue figure sembrano
uscire dalle favole di Disney. Solo con un’arte vera e sincera si può
cercare di sollevare il mondo e Santarini è il nostro abile
portabandiera…
”è creare il suo piacere vero!!!”, un modo di stare in
compagnia, testimonianza di aspettativa per sè e per gli altri. Con
immensa riconoscenza, cordialità
G.Carlo
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Romano Santarini
cresce sempre...la sua pittura subisce ogni anno una evoluzione incantata
che lo porterà lontano.
Lucia
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mi piace il tuo modo
di legare le bellezze del creato in una maniera così personale e semplice.
Giuseppe
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Respiri
surreali di
Onirici pensieri...
Malleabili
figure
Ambrate
Nascoste
da
Ornate
lenzuola blu
Strette
e
Attorcigliate...
Nuvole
singolari,
Tramonti
mirabili
Albe
rilassanti...
Riaffiorano
alla mente
Immagini
di terre lontane
Nascoste
nei nostri
Immaginari
pensieri!
Gius.Cai
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complimenti per la
grande lezione di umiltà che doni a noi visitatori con la tua pittura
magica e surreale.
Nadia
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Forse, il trucco,
davanti alle opere di Santarini, è proprio quello di non lasciarsi
irretire dall'interpretazione a tutti i costi. E' meccanismo di pensiero
quasi automatico quello di decrittare gli oggetti che lampeggiano sulla
sua tela, con l'irriverenza della loro esuberante realtà coloristica,
trasferendoli sic et simpliciter nel mondo (troppo comodo!) del simbolico.
E' un sistema anche per prendere le distanze, per superare quella certa
angoscia che il surreale, bene o male, esercita su tutti noi, visto che
mette in un angolo la ragione, come colpita da un inatteso "uppercut"
straniante. Per questo motivo, non per altro, vogliamo fuggire da certe
immagini, dando loro significati altri e più tranquillizzanti. Ma,
riconosciamolo, alla fine non siamo per niente convinti di quel che
facciamo e la nostra ritrosia accende l'immediato cortocircuito della
curiosità morbosa che più che tutto ha la forza di stordirci. In questa
ambigua contraddittorietà, cercare di evitare la presenza inquietante
delle loro forme, delle loro ambigue e sottili malie equivale esattamente
al suo contrario: rimanerne inestricabilmente avviluppati. Abbacinati dal
candore della sabbia, dai misteri delle donne avvolte in lunghe vesti,
dalle conchiglie eternamente mute, dalla tigre eternamente raggelata in un
movimento rattenuto, o dall'anguria, terrigna e benevola presenza, che,
aperta, squartata, insanguinata e succosa, ci appare come la fonte di una
verità a cui abbeverarsi dopo tanto arido ricercare.
dr Ugo Perugini
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Caro Maestro, sono un pittore anch’io e puoi
virtualmente conoscere qualcosa che mi riguarda ( se vuoi)
visionando
i siti qui in giro.
Non sono bravo come te. Sono solo tanto più
vecchio e “perseguitato” da un grosso carico di esperienze che
gravitano sul mio percorso d’arte.
Ma se
certi eventi sono stati di “ostacolo” al mio produrre nell’arte,
tuttavia le esperienze vissute mi danno ora il privilegio di
“entrare” , quale partecipe spettatore, nell’entità delle Tue
Opere. In ognuna di loro, a dispetto delle tante esaltanti
espressioni spese dai tuoi ammiratori (particolarmente le
Ammiratrici) sono costretto a negare i tanto ripetuti riferimenti
a visioni surrealistiche dei Tuoi Dipinti.La mia negazione al
termine di surrealista che ti è appioppato, e bontà loro se la
convinzione gli è stata generata da errate esegesi del pensiero
di Magritte o dell’interpretazione delle teorie dell’inconscio di
Proust, o delle visionazioni di Breton e, meglio ancora, del
SalvadorDalì del ‘46 o del DeChirico degli anni venti… e tant’altri
sarebbero gli esempi da citare ma comunque, per me, a Te…..”inconformi”.
Infatti, sempre secondo il mio modo di sentire, di percepire, di
soffrire e gioire al cospetto delle Tue Opere, provo profondissime
emozioni per il fatto che mi “riproponi” visioni di realtà vissute
nell’oggettività di ciò che è reale nel mondo che ti circonda.
Capisco che sono affermazioni che non saranno condivise dai più
(spero non da Te); forse perché non tutti hanno avuto la
possibilità di vivere nel fascino di un Deserto o di abbracciare
un Amore in riva a un Mare? Forse, non hanno mai visto i Tronchi
di Betulle o di Pioppi contro un limpido Cielo blu e un candido
manto di Neve? Forse non conoscono le emozioni generate cavalcando
per giorni sulle bianche Sabbie del WitheSand Desert, nel New
Mexico ?. – Del resto, una Tigre (come un Puma) su una Bianca
Spiaggia, un Cocomero o una colonna Dorica, o il Partenone, o un
Elefante o un Abbraccio di Amore sule Rive del Mare e i Cieli del
Tuo Dono dell’Arte
corrispondono a visioni certe del reale. La fantasia da
Te immessa sulla tela, filtrata dal Tuo Animo, plasmata con
quella Tua meravigliosa e delicata e sapiente e vibrante Tecnica e
dovizia d’Arte e grandissima anima è, appunto, il Tuo
trasferimento dalla
visione della realtà che per altri rimarrebbe fotografica, a quel
qualcosa, invece, di incommensurabilmente emozionale che sai dare
alla Tua visione e alla Tua Arte; che nessuna macchina fotografica
né il suo manovratore potranno mai raggiungere. Ma allora dov’è la
“visione immaginaria” ?; dove la metafisica surrealista? La realtà
stravolta dalla surrealtà della visione? – Non è la Tua Arte che è
surreale. E’ surreale la emotività di chi
vede ma non sa
guardare; non
osserva, non
contempla, non vive
ciò che Tu comunichi. Si lasciano soccombere dalla potenza del Tuo
rappresentare. Se in taluni visitatori delle Tue Opere, le loro
personali dotazioni non gli consentono la capacità di trasferire
ciò che vedono nelle Tue Opere, ai ricordi di visioni vissute o
sognate e non riesce a emozionarsi fino a sentirsi parte delle Tue
Opere, essi vedono solo la parte surreale della
Visione; invece di
percepire il meraviglioso sogno di un evento che vorresti vivere o
far vivere.Quindi diventa un dono della Realtà. Il dono di
concepire il senso della Libertà di usufruire con umiltà ogni
condizione che ci è offerta dal Creato. Saper “guardare” il Creato
è la porta per entrare nella universalità dell’Arte. Mi scuserai
se Ti ho infastidito con queste “sbriciolate” considerazioni ma
tutto quell’appiopparti di “surrealista” a me dava …un pò…fastidio
– Non so a Te. Un abbraccio e Auguri, per tutto
RiccardoBattigelli
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SANTARINI RIESCE A COGLIERE L'ATTIMO FINO IN FONDO. LA SUA
PITTURA E' FONDATA SU DI UNA REALTA' CONSTATATA ASSOCIATA ALLA
GEMMA CONSCIA, UN'ESPLOSIONE DI COLORI LUCCICANTI E AUDACI.....LA
PITTURA E' LA SUA FORZA, LA SUA PITTURA NON AVRA' MAI FINE!!!
Mariangela
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Chi è stato almeno una volta in Africa non può dimenticare la
magia del deserto, il fascino dei suoi colori: l'oro della
sabbia, l'azzurro del cielo terso e illuminato da un sole che
appare forte, robusto e inestinguibile, il mare ceruleo in cui
si annega il pensiero vagabondo. Nell'universo onirico e
surreale di Santarini si innestano poche presenze concrete
dalla valenza fortemente simbolica: su tutte spiccano la tigre
e il tuareg. La tigre è il male che si annida in ogni angolo.
E' feroce, crudele, attiva: deve uccidere ogni giorno per
sopravvivere ( è l'emblema del caos). Ma essa è bella,
maestosa, potente: simboleggia anche la potenza creatrice di
Dio. Il tuareg rappresenta l'uomo solo, perso in spazi
sterminati, ma è di spalle, guarda avanti, cammina speranzoso
e libero, fiero di tracciare il suo cammino e capace di
opporre la sua fierezza e la sua dignità nel deserto
dell'esistenza. Quella di Santarini è una pittura che scalda
il cuore, è una pittura che graffia l'anima. E' una pittura
che scolpisce con la lama del tempo valori insopprimibili: la
tenacia, la forza, la lotta per la libertà e
l'autodeterminazione, lo sforzo spasmodico di sopravvivere a
questi tempi oscuri.
Tiziana Foti
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