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io non prevedo una durata eterna della confusione,
delle affettazioni, delle margiassate, delle
solenni puerilità che oggi sono praticate,
insegnate, proclamate, ammirate. Il ballo di
S.Vito che si agita da cinquant’anni potrà durare
ancora. Simili cose negli ultimi millenni sono
successe. Daremo il diritto alla mente, al cuore,
al vedere e sapere, al sentire, al pensare. In
altre epoche l’arte è scesa così in basso. Dopo il
crollo della civiltà egea (1500 a.C.) seguì una
schematizzazione di stile geometrico, freddo con
molte affinità con l’arte astratta di oggi; ma poi
sorsero nuovi artisti e ritornò l’equilibrio. Dopo
l’impero romano, con i disastri che ne seguirono,
scomparve la scultura (400 d.C.) e la pittura
produsse solo vaghi tentativi. Nel 110 nel Massif
Central-Sierra Morena si possono vedere affreschi
di una crudezza ed assurdità tali da suscitare
l’ammirazione dei critici d’oggi. Poi venne
Giotto, Cimabue, il Pisano, Beato Angelico,
Masaccio ecc. che riordinarono, creando un
compromesso fra vedere e sapere.
Bernard Berenson, 1950 |