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Buon pomeriggio, mi è
stato segnalato da una conoscente diversi mesi addietro questo
megastrepitoso sito, ed ora pian piano, date le mie possibilità,
cerco di scoprirlo illudendomi un giorno, di ricevere la chiamata a
far parte di questa grande famiglia virtuale, ed è un onore poter
esprimere il mio personale pensiero. La vita umana è un
cammino tortuoso e il Grande Artista Guccione è riuscito a
respingere tutte le tentazioni egoistiche che continuamente
c’insidiamo e suscitano gelosie, rivalità e dubbi. Egli non si perde
mai d’animo e con i suoi dipinti riesce a propagare la quiete e
condividere le gioie ma anche le sofferenze, intuisce i nostri
desideri e ci offre una vera e profonda amicizia…spetta a noi la
scelta di afferrarla o attendere la prossima occasione. Grazie a
tutti.
Nava Gemma.
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Mitico Guccione con i suoi
mari che sanno di salsedine, di colori armoniosi e ben studiati, di poesia
e musica senza distinzione alcuna, ma ahimè….mari troppo ”uguali” alla
realtà, mari “ripetitivi” e “ quasi paranoici” . Ma perché, mi chiedo,
l’artista dovrebbe rappresentare così “fotograficamente” un soggetto? Dove
sta il vero creare di un artista, quando davanti a noi vediamo foto
di mari, uno simile all’altro, come granelli di un rosario a
diventare una nenia quasi infinita. E che senso ha, ripetersi
all’infinito, finchè dagli occhi esce quella difficoltà di non
poterne più ‘guardare”? Se io volessi vedere un mare fotografico, mi
basterebbe scattare una foto dietro l’altra e cogliere in tutta la
sua essenza il mare in calma piatta, il mare burrascoso, il mare
all’alba, il mare al tramonto e via di seguito. Penso che l’artista
dovrebbe interpretare non solo “copiare” la realtà. La realtà ci è
data da vedere, non ci servono altri mezzi per poterla cogliere
nella sua integrità, vorrei invece conoscere l’artista per la sua
rappresentazione personale, del suo pensare la realtà e vorrei vedere
l’artista alla ricerca sempre di nuove emozioni. L’emozione qui è
ripetitiva e le emozioni ripetute alla lunga non
sono più tali. Ammiro il maestro Guccione per la sua bravura, ma non piace
Guccione per la sua ripetitività e quindi prediligo il Guccione di altre
opere…dei disegni, degli studi, dei fiori. Un Guccione sentimentale e che
fa trasparire la sua sensibilità. La sensibilità nel suo mare è toccabile,
ma non ci si può arroccare sempre e solo sullo stesso soggetto. Ovviamente
questo è un mio parere personale.
Antonio
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Roma, studio
Verdirosi 1/1/2009
Pare che Sgarbi in questa occasione, presentando l'artista Guccione, sia
nata in lui (forse per il pagamento di rito) una pacatezza inaspettata nel
descrivere l'artista maestro Guccione... Infatti, Sgarbi presentandolo, si
arrampica sullo specchio dell'ipocrisia per trovare aggettivi
qualificativi che non a caso, per chi legge, diventano patetici.
Rousseau diventa per Sgarbi "evangelico" sono parole sue: "... accampando
le scuse più varie voleva giustificare la renitenza alla lettura..." e io,
devo dire che i cavoli a merenda, ci starebbero meglio, in questo contesto
di presentazione, dove Sgarbi, scomoda non solo Rousseau il doganiere ma
addirittura Giorgione e Friedrich, e anche l'ecologia dell'anima, non è
risparmiata per poi citare pure Leopardi... insomma, manca solo il padre
santo tedesco!...E continua Sgarbi: "... la veradad è la percezione dello
zero, il sapore del vuoto..." insomma, il suo presentare l'artista
Guccione diventa una sublimazione: precisamente quella dell'ipocrisia di
ogni critico d'arte che fa uso delle lettere per infastidire con le
parole, così la sua cultura diventa una masturbazione dell'intelletto!...
Poi l'artista non si sa come, ma si sa il perché pagherà di persona e di
portafoglio!... Torniamo ai mari di Guccione sempre bellissimi e sempre
ripetitivi... manca di tematica il suo fare pittura... e la sua creatività
è così castrata da una ripetitività fastidiosa... Devo dire che anche
Morandi e Lilloni nel nostro secolo caddero nel "vizietto"... per Morandi
una vita pittorica dedicata a nature morte ripetitive con vasi e
bottiglie... mentre Guidi, con le sue "chiese della salute" (rappresentata
con un solo punto di azzurro nella laguna veneta, così ripeteva di
continuo fino alla nausea, ma trovava il suo plauso nei critici d'arte con
altri aggettivi all'unisono, che si ripetevano in Morandi per il mito
della bottiglia e così via... Insomma non se ne può più, a questo punto la
fotografia lasciamola al fotografo nella ripetitività e direi anche anche
all'artista Guccione di ricordarsi Bosh per avere stimoli meno fotografici
ma più creativi!!!... E per fare anche io lo sgarbato dirò a Sgarbi di
fare anche lui un atto di umiltà e scrivere come l'ha fatto mamma, sarebbe
auspicabile perché il suo scrivere apparirebbe meno dotto, ma più inerente
e vivo cioè: meno fastidioso!... Diamo a questo secolo quel che è di
Cesare e all'artista quella creatività che non deve essere fotografica, ma
messaggio costante, per parlare con un quadro tutte le lingue, senza
averle studiate!... Forse così, l'artista tornerà ad essere genuino e
creativo.
Umberto Verdirosi
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Ragazzi ma come fate a
dire che Guccione è ripetitivo e non creativo????ora mi spiego come mai
Van Gogh, Ligabue ( e tanti altri ) siano morti di fame e i più
grandi non sono stati mai capiti... per fortuna ci sono persone che la
pensano diversamente. AMEN!W l'Arte che ci parla con le stesse parole di
PIERO GUCCIONE.
Stella
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Sono d'accordo con te
Stella. gli interventi di Verdirosi e di antonio sn davvero fuori luogo.verdirosi
ci parla di monotonia, di ripetitività,ma lui che da decenni ci ripropone
il vecchio con la lanterna ( che lo abbiamo visto in tutte le salse )non
può criticare di certo nè morandi nè guccione.scrive che la sua pittura è
colorata, ma il nero predomina sempre (e ce lo giustifica dicendo che è il
colore che ha più tonalità..che fesseria...il nero in arte quasi non
esiste, perchè è un colore gretto e sporco);scrive che i critici sn falsi
ma il suo teatro non è da meno.per favore zittitevi, e quando vi trovate
al cospetto di un maestro VERO, toglietevi il cappello e
inchinatevi,perchè è sicuramente migliore di voi e non lo dico io, lo dice
la storia!..!
Alessandro
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Guardando le sue opere sento una presenza
che mi assicura una navigazione tranquilla, dove le vele mia immaginazione
sono accarezzate da una tiepida brezza mattutina.
Roberto Garavello
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La
calma che si vede nelle tue opere mi disarma e mi fa sperare in una vita
tranquilla.complimenti Guccione!
Annalisa
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oggi
per la prima volta ho visto delle opere che mi hanno emozionato fortemente.belli,
anzi bellissimi questi mari che mi sembrano paradisiaci.
Massimo
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ho letto i vari commenti:
rispetto ai numerosi e apodittici atti di fede mi trovo mio malgrado a
concordare con a.antioco, antonio e umberto verdirosi circa quell'assenza
o ripetitività di contenuti nell'eccellente pittura del maestro guccione,
che tuttavia rammarica piuttosto che indignare. la "critica" di sgarbi in
proposito è proprio una conferma di tale constatazione: lo storico,
furbescamente come già con altri, attinge all'universalità della tematica
trattata da guccione - la natura e la sua sublimazione - e sciorina una
dottissima esegesi su una letteratura (rousseau il celebre pedagogista non
il pittore, per verdirosi) che ha puntato l'obiettivo sulla materia;
parallelamente illustra la storia artistica del maestro, ma i contenuti
delle opere vengono trattati solo marginalmente e solo in quanto
espressione della suddetta sublimazione, proprio perché c'è ben poco da
dire. l'arte è una sintesi di forma e contenuto, ed è l'armonia alchemica
tra queste componenti a fare di un quadro un'opera d'arte. i lavori di
guccione che qui vediamo sono senza dubbio ottimi quadri, ma non opere
d'arte. semplicemente sostituiscono una fotografia con un dipinto.
d'altronde, in un odierno settore dove si acclamano pittori che non sanno
usare un pennello e stendere un colore o scultori che demandano a terzi la
realizzazione delle proprie statue, ben pochi artisti si sottraggono a
questa amara critica. che, per chi ama l'arte, rammarica prima ancora di
indignare.
luigi
cervone
Gentili Visitatori, di solito non mi
sono mai trovato nella condizione di intervenire e scrivere quello
che penso in merito ai commenti che liberamente, voi fruitori delle
mie rubriche, lasciate; però oggi, dato che mi trovo in una
situazione aberrante che reputo ingiusta mi sento di dover prendere
una posizione che si discosta da quelle dei commenti negativi che ho
deciso comunque di pubblicare perchè credo nella libertà e detesto
qualsiasi forma di censura. ho contattato telefonicamente Umberto
Verdirosi, e mi ha detto che il suo commento è semplicemente un
attacco alla figura di Sgarbi come critico e non al Maestro Guccione
( secondo me è perfettamente cosciente di esagerare delle volte, ma
è un artista e non se ne rende conto
J
). per quanto riguarda invece luigi Cervone, ho visitato il suo sito
e tutto mi sembra fuorché un Maestro così innovativo da poter alzare
un dito e criticare un suo collega; Guccione è per tanti, anzi per coloro che
riescono a sognare con le sue opere un vanto nel mondo, un maestro
di umiltà, rigore e grazia da cui c’è sempre qualcosa da imparare!!!
Francesco Cairone
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Francesco, hai fatto
bene.W Guccione, e W le sue splendide marine!!! ho letto che secondo
alcune sono solo fotografiche...che dire???? chi vede in quei mari solo
una fotografia non ha un cuore!
Angelo
P.
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non è mai lo stesso...
come diverse le ore del giorno...
scartiamo la notte
ove tutto si spegne.
L'elogio al colore
è racchiuso in quadrato:
tre parti d'immenso,
cielo e mare confusi
in un blu più denso
e il grigiore diffuso terreno
urla all'Eterno di ridargli
la potenza celeste
del mare e del cielo.
MARESA BAUR
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Quella di Guccione è una
pittura sublime che ci lancia un messaggio d'amore così poco presente nel
mondo attuale.Maestro ho visitato con molto piacere la sua mostra di Roma
e mi hanno colpito in modo particolare le sue stupende marine che non sono
affatto fotografie ma visioni dell'anima.complimenti e auguri per il
prossimo anno.
Nora
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Ho visto a Palazzo
Reale a Milano la sua antologica. devo dire che era un percorso invitante
con il quale i curatori sono riusciti a raccontare bene la sua vita e la
sua evoluzione artistica, partendo dalle opere dei giardini ed arrivando
all'assoluto, all'azzurro, ai suoi splendidi cieli.
Antonietta
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nelle sue opere
intravedo la rarefattezza che contraddistingueva la pittura di Bacon.
Massimo
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Non sono un artista,
ma m'intendo abbastanza di arte. Anche io sono andato a vedere il sito di
Luigi Cervone e ne sono rimasto affascinato. Cervone rappresenta
magistralmente l'anatomia umana, le luci sui corpi o nelle atmosfere, le
espressioni dei volti, i panneggi e i riflessi, le mani "croce storica dei
pittori". Questi elementi formali classici della grande pittura sono
ripresi, ma vengono saggiamente inseriti in ambiti inattesi, eredi del
simbolismo e del polimaterismo di sapore dadaista e spazialista: opere
radicalmente ed eversivamente innovative, tanto più rispetto ai mari
crepuscolari e fotografici di Guccione con i quali è stato istituito un
confronto che ritengo, in tutta onestà, del tutto inappropriato,
incompetente e fuori luogo. Esprimo dunque il più totale dissenso dalla
nota di Cairone che, mostrandosi privo di ogni oggettività e di adeguata
competenza culturale, abdica dal ruolo di giusto moderatore in favore di
un intervento fazioso e profano contro due artisti che hanno apposto
commenti educati e pertinenti. Mi auguro che questo mio testo trovi
pubblicazione, in conformità della conclamata refrattarietà alle censure
da parte di Cairone. Buonasera.
A. Antioco
Gentile
Sig.Antioco, Aspettavo di sicuro un commento del genere ma più
sulle opere di Guccione lo ritengo un commento personale, rivolto
a me. con il mio scritto non ho voluto nè denigrare nè dire che
Luigi Cervone non è un buon Artista, anzi mi piace la sua pittura
e riconosco una grande bravura che però, per me, non supera quella
del Maestro che io ho presentato. Non mi sento per niente offeso
dalle sue parole, perchè oggettivamente a 24 anni non mi considero
un esperto d'arte ma come lei resto affascinato da determinati
canoni di bellezza; almeno questo me lo permette? o bisogna avere
una cultura artistica per amare l'arte? anche se il suo commento
non è rivolto Principalmente a Guccione io lo pubblico lo stesso
per essere assolutamente corretto nei confronti del Maestro
Cervone. volevo solo precisare che non ho mai voluto fare nessun
confronto tra i due artisti citati ma solo sottolineare di come
oggi nell'arte non ci sia nessun rispetto tra coloro che portano
avanti la stessa passione e sinceramente ancora devo capire
perchè. Ad ogni modo, dato il suo spirito critico, mi auguro che
durante le prossime rubriche sarà così gentile di esprimere altri
commenti che mi permetteranno di capire e di conoscere meglio
l'arte attraverso una persona che sicuramente col cuore, esprime i
suoi giudizi. a presto
Francesco Cairone
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L'arte è tutto. Può
essere divina leggerezza o divina profondità. Anche se abbiamo le nostre
propensioni, a noi spetta valutare prima di tutto che sia divina. E Piero
Guccione è divino in ogni sua miracolosa realizzazione. Il suo talento lo
porta alla sublimità.
Andrea Diprè
Critico D'Arte
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è difficile saper
trasmettere libertà, silenzio, profondità,
sensazioni di possibilità a remoti accessi per infiniti orizzonti.
l'uomo si perde negli infiniti azzurri che compongono il mare e il
cielo senza soluzione di continuità e trasmettono pace, quella che a
noi manca, che al mondo intero manca, devastato da guerre consumismo
avidità superficialità.
ti ho scoperto per caso e sono rimasta incantata, ho pensato che forse
basterebbe più colore per rendere l'uomo migliore...............scherzi
a parte, basterebbe come diceva il primo "socialista" della storia
forse solo un poco di buona volontà e di amore per il prossimo.
sto cercanco di capire le tue quotazioni ma credo siano alte, è
comunque un mio grande desiderio avere un dipinto blù!
come tutte le arti, anche la pittura è una espressione di sè stessi,
anche nel contemporaneo allora c'è qualcosa di spessore.
donatella
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Per quello che le tue opere mi trasmettono, tu sei il pittore che
preferisco di più al mondo.
Francesco
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Ricordo in una mattina di fine autunno, ancora giovane studente
d’Accademia, le parole dalla solennità antica che come relitti
campeggiavano sulla lavagna ormai consumata dalle tante frasi
cancellate: “ … LA PITTURA E’ GRANDE QUANDO NON PARLA DELLE COSE
TUE, MA DI QUELLE DELL’UNIVERSO “ mentre lo sguardo del vecchio
professore, volto verso il cielo oltre la finestra, di un azzurro
intenso ora velato, ora striato da bagliori dorati, come incantato
da tanta bellezza sembrava scrutare tra quei colori alla ricerca
di una conferma alle parole appena scritte.
Ora,
dopo tanti anni, all’ombra di un cavalletto divenuto altare, nave
pronta a salpare per isole lontane, patibolo e cornucopia mi
ritrovo al cospetto di quello stesso cielo e il mio pensiero va a
chi di quelle parole ha saputo trovare l’intimo senso e inseguirne
il grande mistero: Piero Guccione.
Sergio Nardoni
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Nei
cieli di Piero Guccione ritrovo me stesso e la mia famiglia,
quello che ero quando da bambino facevo lunghe corse sulla
spiaggia insieme ai miei genitori. mi creda maestro, le sue opere
mi hanno regalato un sorriso.
Umberto
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GUCCIONE FOR EVER AND EVER!
Anna
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C'è un
non so cosa di pacato in queste opere che mi avvolge con una
leggerezza introvabile.
Mimmo
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Gent.mo
Maestro
Mi sono
soffermato su alcuni commenti espressi nei confronti della sua
Arte, e da tali commenti ,dai quali dissento,colgo lo stimolo per
affrontare umilmente una valutazione personale sulle emozioni
colte guardando le sue opere. Parto dal presupposto che anche se
non si accettano ,ma bisogna rispettare le opinioni altrui “ non
condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte perché tu
possa esprimerle”. Criticare aspramente un’opera d’Arte può
premettere due cose : o che non si comprenda, o che non si abbia
l’animo atto a cogliere il “bello”. Osservando le sue marine colgo
le stesse emozioni che mi suscita il mare dal vero, queste
emozioni variano col variare della luce, del momento del giorno,
dei colori, delle ombre ; saper cogliere quell’attimo fuggente ed
imprigionarlo come per magia in una tela, consegnando
all’osservatore le stesse sensazioni è ARTE SUBLIME. Questo tipo
di emozioni non è per tutti, solo chi ha la sensibilità interiore
può veramente coglierle, se non può fare questo non può
comprendere nulla. Chi con grande sforzo quotidiano diventa
padrone dei propri cinque sensi, allora e solo allora , può
comprendere il mondo. Caro maestro grazie per aver colto e fissato
sulla tela tutto quanto il mare può insegnare all’Uomo
Romano Santarini
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finalmente ho la possibilità di complimentarmi con lei;avrei
voluto farlo personalmente a Roma all'inaugurazione della
mostra allestita al museo delle belle arti,ma era sempre
affiancato da molteplici persone. I suoi dipinti mi hanno
lasciata in estasi nel vederli e toccarli con mano;emozioni più
forti rispetto al reale. Mi riferisco ai soggetti che
rappresentano il mare. Spero di poter un giorno stringerle la
mano e di nuovo complimenti.
Antonella Gala
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Quella di Roma è una mostra senza precedenti!semplicemente
unica!
Dario
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I tuoi colori tenui manifestano la voglia di vivere. con
serenità la vita, e tutto ciò che ti circonda, ti emoziona sin
nel profondo del tuo io. Col cielo , il senso della luce,
della vita. Con l'acqua il desiderio di essere protetto
ancora dall'affetto materno, come se desiderassi rivivere
ancora nel grembo materno. complimenti sai risvegliare
sentimenti , e sensazioni molto romantiche in chi ama
profondamente la vita come me
Oly casadei
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Guardo la soavità di quelle marine...cosa sento? Profumo intenso di
salsedine, il suono leggero della impalpabile spuma sulle briciole di
conchiglia e una delicata melodia di un violino che si confonde nella
velatura all'orizzonte...Cosa è questa pittura?..pura POESIA..che scioglie
il cuore..dovessero passare anche mille anni.!..
Valeria Ballestrazzi
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i
tuoi mari sono l'immenso.
Antonietta
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Ogni tela
dell'artista nasce da sensazioni soggettive diverse, ma la
meta finale è sempre identica: suscitare una forte emozione
nel fruitore dell'opera riuscendo ad infervorare con
pennellate e colori sempre diversi ma che sempre riescono a
trasmettere una forte luminosità e serenità interiore.
Di fronte ad un talento così
grande, non mi resta che aggiungere un doveroso ringraziamento
per aver avuto la possibilità di esprimere il mio umile
pensiero.
Con osservanza,
Mary
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...viaggiare con la fantasia
allarga la mente. nei dipinti di questo grande artista viene
esaltato con stile unico e personale il desiderio di quiete
profonda in cui ogni osservatore vorrebbe essere
protagonista. pace e serenità questo è il mio augurio,
negri carlo
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Vorrei congratularmi con il Maestro Guccione per le belle
opere, ma vorrei anche rispondere al commento lasciato da
Alessandro:
Scrivi cose sconcertanti! Documentati, almeno, prima di
farlo! Proprio Vittorio Sgarbi ha spiegato, davanti a mille
persone, lo scorso giugno, le nette distinzioni fra il
lavoro di Guccione e quello di chi tu definisci,
offensivamente, "pittore toscano", un artista che ha una
storia, un percorso e un'evoluzione tutte sue. Prima di
affermare amenità del tipo: che questo Maestro dipinga su
indicazione di qualcuno, leggi, studia e ancora documentati!
Chiama Sgarbi, se vuoi. Ma non dire fesserie di cui devi
vergognarti! .
Vorrei anche lasciare il mio indirizzo e-mail "elba1it@yahoo.it"
Complimenti al Maestro Guccione
GIULIO.
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Sono
così
J
nell’osservare questi cieli e mari immensi… ma è con Piero
Guccione che si può sognare, ringraziare e sorridere alla
vita. Ora più che mai ho compreso il vero grande dono, anche
se difficoltoso dell’esistenza terrena. Grazie, saluti e
complimenti.
Amalia
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