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L’idea della
mostra, che si è svolta nella Galleria
CM
Artestudio,
nasce dalla ricerca dell’artista Claudio Malacarne di
realizzare un ciclo di opere che riflettono sul regno
animale. Per l’occasione infatti ci presenta una ventina di
tele di piccole e grandi dimensioni in cui, attraverso le sue
folte e cromatiche pennellate, ci delinea le creature animali
a noi familiari. Aleggia nelle tele il desiderio di accostarsi
a questi esseri, quasi a umanizzarli, ingrandendone le loro
immagini e caricandoli di luce viva. Malcarne utilizza l’olio
pastoso quale medium della sua ricerca espressiva, narrativa e
rappresentativa. Così mucche, scimpanzè, cani , giaguari
camaleonti, maiali si mettono in posa quasi fossero
celebrità. Malacarne si imbatte in specie viventi a lui
familiari ma anche lontano dalle sue originali, che lo
inducono a focalizzare l’attenzione su di esse. Le sue
creature-animali vengono rappresentati quasi fosse uno zoom di
uno scatto fotografico, ne ingrandisce le loro dimensioni,
col fine di estraniarle nel loro ambiente e riuscire a
estrapolare il loro comportamento, il carattere e le loro
personalità. La sua indagine ce li fa scoprire nella loro
intimità in cui si accentua il senso ironico dell’ iconologia
animale: spesso gli animali vengono rappresentati con toni
allegri e i loro volti sono talmente intimi che azzera il
rapporto uomo –animale. Così come nell’opera Camaleonte,
dove il senso di beatitudine e tranquillità è così
espresso che disarma, quasi diventa una esteriorizzazione di
uno stato d’animo interiore, fatto di certezze e serenità. I
volti degli animali rappresentati vengono colti in uno stato
di calma, come i dipinti Giaguaro o Portrait Cow,
e sembrano non attendere o desiderare rinascite o
rinnovamenti, tipiche dell’uomo sempre affannato e avido di
nuove ragioni, ma di far scorrere il tempo in una gioiosa
solarità quotidiana. Un omaggio a vivere quindi la certezza
del momento e lasciando al libero arbitrio il futuro che
verrà. Le opere di Malacarne vivono essenzialmente della
magia della luce e coglie o inventa in modo davvero mirabile i
giochi dei piani delle figure (animale, uomo o paesaggio che
sia), proponendoceli in una fissità tipica da istantanea ma
arricchita di quel pathos che solo la pittura sa regalarci. |