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Non vivo
per me, ma per la generazione che verrà.
Vincent
Van Gogh
è dalla frase del grande impressionista
francese che io vorrei partire per
osservare, dal punto di vista emozionale, le
opere del nuovo grande dell'arte: l'amico
Giovan Battista Rotella. In Dieci parole Van
Gogh è riuscito a concentrare lo scopo di un
pittore, di un artista in genere, che è
quello di trasformare le proprie sensazioni
in immagini, in simboli, che poi tramandate
alle generazioni future porteranno l'artista
alla gloria, giardino però ahimè scarsamente
praticato. La Pittura di Rotella, artista
poliedrico e camaleontico, ha subito negli
anni diverse evoluzioni, ma il filone che
preferisco è sempre uno, quello dei girasoli
aggrovigliati e stanchi che bruciati dal
sole chinano il capo abbandonandosi alla
"vita" che verrà, mostrando i segni ineludibili della morte, che diventa
elemento da dover catturare quasi come una
forma di esorcismo... il senso innaturale
della tristezza, per la fine della vita,
appare fonte di sensualità ed energia; i
teneri girasoli anche se logorati, appassiti
e piegati al loro destino segnato,
conservano una regalità e una dignità senza
eguali che l'artista ritrae in modo superbo,
accoppiandoli tra di loro, legandoli con
fili immaginari. Il sole che fa sbocciare
questi magici fiori, si trasforma nei
messaggi che spesso lasciamo per
testimoniare un nostro sentimento: Un "Ti
Amo" sbiadito su una vecchia staccionata ci
racconta una favola che potrebbe aver avuto
un buon fine ma anche una sorte triste; un
numero telefonico, probabilmente
inesistente, lasciato per chiedere aiuto, un
nome, una lettera, un desiderio di voler
volare, due cuori incatenati da una freccia
secolare, una foglia appassita che si piega
comprendo il desiderio di un pazzo sprovveduto,
inchiostro che parla e ci racconta la nostra
esistenza ricca delle paure e delle gioie
che ci rendono umani, ricca di quella magia
che vincerà i secoli e che il tempo non
scalfirà mai...mi venderei un pezzo di anima
per avere nella mia stanza buia una di
queste composizioni naturali che
mi darebbero finalmente la mia luce ideale...
F.Cairone |