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Ci sono certi sguardi
di donna che
l'uomo amante non scambierebbe
con l'intero possesso
del corpo di lei.
Gabriele
D'Annunzio
Per scoprire
cosa si nasconde dietro le tenere e sensuali
creature del nuovo grande dell'arte Ezio
Farinelli, non si può non iniziare dalle
parole sublimi di D'Annunzio letterato che
fece dell'amore carnale un'esigenza, una
malattia esistenziale, quasi un dovere verso
la vita, perchè l'amore non ha rivali, e
solo il pensiero di possedere l'emblema che
la rappresenta, di riuscire anche solo ad
immaginare e a dipingere la Dea che
custodisce il grande segreto della felicità,
che fa sentire un povero immensamente ricco,
che fa luce nel buio, che porta un ceco a
vedere di nuovo, che impalla i numeri e le
macchine, porterebbe chiunque a sentirsi
pienamente realizzato. Artista multiforme il
Farinelli che spazia nei meandri della
bellezza alla ricerca di quelle espressioni,
di quegli atteggiamenti che carichi di una
lussuria beffarda fanno perdere il senno
agli uomini... il rosso dei mantelli
pieghettati, delle calze autoreggenti, i
ventagli che si sventolano per cercare un
alito di aria fresca che possa frenare le
calde emozioni dell'essere, i seni perfetti
talvolta nascosti, talvolta in bella mostra,
questo desiderio di mostrare le proprie
beltà, di raccogliere un consenso, un cenno
di approvazione, tutto ciò si intravede nei languidi
sguardi delle donne farinelliane esponenti
di una bellezza quasi da bordello guttusiano.
Un plauso al Maestro e alla sua bravura
pittorica con la speranza che il suo futuro
artistico possa essere sempre ricco di
quello stuzzicante sapore della lussuria che
non conosce limiti temporali e che
appassiona da millenni ogni genere umano...
F.Cairone |