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In un’alternanza di colori e geometria sacra ( il “fiore della vita”) che vede come protagonista la “Mitologia”,Marisa Falbo (Aquila Faulds in sl ) inventa con le sue figure un teatro dell’anima trascendendo l’anonimo palcoscenico della vita di tutti i giorni,per condurci in una dimensione dove è possibile effettuare una “metamorfosi”, sfidando il sogno di essere farfalla,cigno o fenice. Artista Palermitana,frequenta il Liceo Artistisco e si abilita all'insegnamento dell'Ed. Artistica, iniziando così la sua attività di pittrice sin da giovanissima,partendo da un filone surrealista,che si è poi trasformato in simbolismo. Nel 1982 inventa una sua tecnica particolare che chiama "OSMOGRAFIA", e realizza una serie di opere che presenta in mostra personale a FIRENZE e dopo 3 anni a MILANO. Un lavoro originale che parte dallo studio approfondito della Grande Opera Filosofica alla Mitologia. Scrive così di lei lo scrittore e critico d'arte LEONARDO SCIASCIA: " La FALBO,donna di cultura dalla rara creatività e da una grande capacità introspettiva,che fa pensare a quella di uno sciamano o di un buddista Zen ,cosciente di quel turbamento che è la vita,la sofferenza e le risorse per rigenerarsi, ricerca la "SUBLIMAZIONE della MATERIA" trasferendo nei suoi dipinti una rara eleganza ed originalità,in quei "tessuti filtrati" quasi onirici,dove è costante il desiderio di tradurre quello che è il miracolo della TRASFORMAZIONE". |