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"Il Viaggio nei quadri di Verdirosi" a cura di Francesco Cairone

Nell'estate del duemilatre per caso al ritorno delle vacanze estive mi fermai ad Orvieto è lì, con grande stupore, conobbi il Maestro Umberto Verdirosi, un uomo di età indefinibile, che gesticolando e raccontando la sua ricca pittura come un grande erudita, catturò subito la mia curiosità. Le sue opere mi avevano colpito immediatamente, ma guardandole con più dovizia riuscii a percepire un messaggio trascendentale di forte impatto. Mi avvicinai perciò per guardare meglio, il "vecchio" era sempre lì, ombreggiava in tutte le tele, era il prim’attore di tutto il suo mondo pittorico: era il teatro della vita. Tutto ad un tratto sentii un brivido e cadendo, come un corpo morto cade, avvertii anch’io improvvisamente un grande gelo… Capii che il  vecchio mi aveva  portato con se!!! Quando presi di nuovo coscienza quell'uomo mi chiese di seguirlo e così mi incamminai assieme a lui verso la creatività verdirosiana e ammirai tutte le sue opere ricche di anedotti davvero entusiasmanti e di messaggi. Egli mi disse che non dovevo farmi ingannare dai falsi ideali artistici del novecento: dadaismo, cubismo, arte pop, sacco, ferro, buco e bussolotto, perché dietro ogni tela c’è  sempre un pittore e se questo dipinge uno scarabocchio lui è uno scarabocchio… dopo aver parlato per molto tempo con lui mi resi finalmente conto di avere incontrato l’arte e l’artista. un artista indimenticabile  che  porterò con  me.


 

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