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Nell'estate del duemilatre per caso al ritorno delle vacanze estive
mi fermai ad Orvieto è lì, con grande stupore, conobbi il Maestro
Umberto Verdirosi, un uomo di età indefinibile, che gesticolando e
raccontando la sua ricca pittura come un grande erudita, catturò
subito la mia curiosità. Le sue opere mi avevano colpito
immediatamente, ma guardandole con più dovizia riuscii a percepire
un messaggio trascendentale di forte impatto. Mi avvicinai perciò
per guardare meglio, il "vecchio" era sempre lì, ombreggiava in
tutte le tele, era il prim’attore di tutto il suo mondo pittorico:
era il teatro della vita. Tutto ad un tratto sentii un brivido e
cadendo, come un corpo morto cade, avvertii anch’io improvvisamente
un grande gelo… Capii che il vecchio mi aveva portato con se!!!
Quando presi di nuovo coscienza quell'uomo mi chiese di seguirlo e
così mi incamminai assieme a lui verso la creatività verdirosiana e
ammirai tutte le sue opere ricche di anedotti davvero entusiasmanti
e di messaggi. Egli mi disse che non dovevo farmi ingannare dai
falsi ideali artistici del novecento: dadaismo, cubismo, arte pop,
sacco, ferro, buco e bussolotto, perché dietro ogni tela c’è sempre
un pittore e se questo dipinge uno scarabocchio lui è uno
scarabocchio… dopo aver parlato per molto tempo con lui mi resi
finalmente conto di avere incontrato l’arte e l’artista. un artista
indimenticabile che porterò con me. |