|
Si Sentono spesso dei racconti
fantastici che narrano storie di galeoni carichi di oro e diamanti
che per delle fatalità imprevedibili vengono inghiottiti dalla forza
tempestosa del mare e si inabissano nel blu. Chissà quanti tesori
ancora sono sul fondo dell’oceano e rimarranno nascosti lì per
sempre o almeno fino a quando una calamità naturale non li farà
riemergere in tutto il loro splendore. Sono fermamente convinto che
possiamo, senza aspettare alcuna sciagura, vedere quello che il mare
ci nasconde; basta solo socchiudere gli occhi, aprire la fantasia, e
volare nei mondi marini che Mirella Murrone riproduce in quasi tutti
i suoi capolavori. Ed ecco riaffiorare nel blu, quasi per magia,
delle Sirene figlie di Venere, violini, fiori, pergamene che si
legano in una sinfonia d’amore. Cocci antichi e invecchiati dal
tempo che nascondono grappoli di frutta rigogliosa, fiori che
sbocciano, visi assorti nell'immenso e una voce paradisiaca che ci narra
una storia passata e ancora fortemente attuale. È un mondo tutto al
femminile quello che si scorge nel simbolismo della nuova grande
dell’arte; Non affiora mai la figura virile di un uomo che con la
sua poca leggiadra potrebbe deturpare quel fondo così dolcemente
perfetto; Sono donne felici e non vittime di alcuna lussuria a
mostrarci un mondo incantato pieno di vita. Infatti guardando con
più minuzia spesso si scorge il viso di un angelo nascosto, che si
mimetizza nella sabbia; Tali parole bastano per raccontare questo
stile che davvero si pone come l’iniziatore di un ricorso storico
diretto verso il bello ormai passato di moda. È un’arte d’ingegno e
soprattutto molto personale quella che sta portando avanti la nostra
cara Mirella Murrone; L’augurio più grande che posso farle è quello
di riuscire in ogni nuovo dipinto ad emozionare sempre di più,
attraverso un simbolismo che parla d’amore, noi poveri mortali. |