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"Luce, colore, Armonia...la figura di Mirella Murrone" di D. Sensi

Capita spesso lavorando in questo ambiente, di osservare, parlare, conversare con gli artisti, pittori e scultori che credono di cogliere l’attimo fuggente  e  di  trasportarlo  nelle  loro opere, ognuno è convinto di essere il novello Picasso…ognuno dopo un po’ si ridimensiona e decide di smettere, di rinunciare al proprio sogno…purtroppo in troppi li hanno illusi, magari dandogli “carissimi” consigli su come lavorare, su come porsi, su come evolvere la propria ispirazione. Nessuno può dire da dove scaturisce l’ispirazione, io per mia natura e anche per innata ingenuità, vedo ancora l’artista come un personaggio magico, capace di realizzare i propri e altrui sogni, l’unico essere vivente che attraverso il proprio lavoro si esprime appieno, comunica con gli altri e trasferisce la contemporaneità ai posteri. Artista è colui che riesce in un difficile compito, creare    con    il     proprio   linguaggio (artistico),  un  dialogo  con  gli   altri  e quando manca questo dialogo viene meno la funzione di artista… ecco perché sono molti coloro che cominciano questo   difficile percorso e poi   lo   abbandonano, non  sono riusciti a trasformare  il  sogno in materia, durante il loro viaggio non sono riusciti a farsi comprendere e ciò, soprattutto oggi, è sempre più difficile. Il linguaggio della Murrone è semplice, fatto di richiami e di assonanze, di simboli e di colore, di luce e di armonia, una figurazione tradizionale che è ben comprensibile ma allo stesso tempo colta è intelligente. La donna è il personaggio cardine del suo immaginario, studiata e analizzata in mille modi, con mille tonalità di colore, con molteplici punti di luce. La donna è musica, la donna è sensibilità, la donna è eros e patos…nelle nature morte, nei paesaggi e anche negli strumenti musicali (superbi violoncelli), si respira una tradizione fatta di lavoro e di intelligente uso    della    propria ispirazione  e con l’inserimento   sulla tela  di materiali naturali, l’artista raggiunge una matericità che esalta ancora di più la resa pittorica…io amo le donne…amo il loro lavoro…amo il loro genio…una nuova donna è entrata nel mio bagaglio culturale, le fanno buona compagnia Artemisia Gentileschi e Tamara de Lempicka.

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