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L’esperienza artistica di Giuseppe Borrello si stacca nettamente
dalle vicende e dai linguaggi espressivi del secondo
Novecento. Si tratta di una ricerca che si ricollega alla
straordinaria stagione della pittura italiana, di un
impegno che riconsidera il valore del disegno, della linea,
del chiaroscuro, di una sequenza di immagini che hanno il
fascino di deliziose fanciulle, dei volti dei bambini, di
sinuosi nudi femminili, mentre prendono forma le testimonianze
tratte dall’iconografia relativa all’Arte Sacra. E questo suo
mondo si pone al di là dell’Arte Povera, dei concettuali, dei citazionisti
e dei minimalisti, per ridefinire il ruolo del pittore e della
pittura in questo ben preciso periodo legato alla sperimentazione più
avanzata, alle installazioni, all’impiego di nuove tecniche
per esprimere il senso più profondo dell’umana
esistenza. In tale angolazione si definisce
l’essenza del discorso di Borrello, la sua
capacità di cogliere e fissare un profilo, di dare consistenza a una
folta chioma, di circoscrivere la forma di un melograno o di un
bricco per il caffè . Le sue incisioni rinnovano, quindi, la
vibrazione del segno che scandisce la figurazione con energia, con
intensità, con la volontà di imprimere sulla lastra e, poi, sul
foglio di carta le antiche strade di Sant’Agata di Esaro, in
provincia di Cosenza, con i muri corrosi dal tempo , i
vasi di fiori sui balconi, le scale che immettono nelle
abitazioni . E la successione delle “impressioni” sottolinea
un mondo che ha l’espressione raccolta e ispirata
di “Padre Pio” , il drappeggio della
veste di “Claudia” , la sottile malinconia che trapela
da “Nostalgia del mare” ,sino ad “Estasi” con la ragazza dai
capelli sciolti. Dalla linea morbida e armoniosa ottenuta con la
punta della biro, si passa alla suggestione della punta d’argento,
alla maggior durezza delle incisioni che completano l’ampio “corpus”
delle “tavole” realizzate da Borrello e
di quel suo riconsiderare la
composizione, l’anatomia, l’impostazione della rappresentazione per
conferire una propria e classica individualità all’insieme della sua
opera. |