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Guardando i lavori di Silvano Poggiani non si può non rimanere
stupiti dalla bravura tecnica dell’artista, la gamma cromatica e la
resa pittorica sono a dei livelli talmente vicini al reale che un
cielo di Poggiani può rilassare, stupire o inquietare, tanto quanto
l’originale. Alcuni cieli sono
sereni altri raffigurati dopo un
temporale, altri ancora coperti da nuvole minacciose o rappresentati
poco prima del tramonto, quando una leggera luce rossastra colpisce
le nuvole, o all’alba quando i raggi del nuovo giorno irradiano un
paesaggio aereo di straordinaria bellezza. Mai una presenza, ne
fisica o reale, ne divina, disturbano la quiete rilassante dei cieli
di Poggiani, nulla che ricolleghi i suoi paesaggi alla
realtà, mai un segno di indecisione o di turbamento, mai un uccello
o una rondine, mai un colore troppo forte o troppo intenso, mai una
nuvola che disturbi e renda meno vivo
lo stupore. La natura che delle volte è imperfetta sembra
addirittura da Poggiani rielaborata e privata degli eventuali errori
per rendere lo spettacolo più interessante. Tanti potrebbero essere
i riferimenti per i lavori di Poggiani, dalle monumentali
rappresentazioni del Tiepolo, ai mirabili scorci di Canaletto, ma
sicuramente nel suo percorso è ben presente la lezione
ottocentesca di Gericault, di
Delacroix e di tutti quei pittori francesi o inglesi, che
nell’ottocento rappresentavano la natura nelle sue manifestazioni
più impressionanti; cascate altissime, spaventose tempeste e cieli
coperti da miriadi di nuvole in turbolenza,
dando origine ad un filone rappresentativo che
avrà molto successo e che doveva
destare stupore e maraviglia nello
spettatore, non con effetti irreali ma con la rappresentazione
meticolosa di magnifiche e cruente realtà fenomeniche. Mi immagino
nelle mia mente un suo lavoro grande, ma talmente
grande da perdersi completamente nella profondità dei
suoi colori e delle sue nuvole, immaginando sensazioni “aeree” , di
leggerezza e di meraviglia che
altrimenti difficilmente si
potrebbero provare,simili alle sensazioni che si provano osservando
l’immensità del cielo dal finestrino di un Aereo. |