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Apprendere
il mestiere dell'artista, per chi non
ha una predisposizione naturale, è
come scalare a pieni nudi una piramide di
ghiaccio, perchè i segreti che fanno di un
pittore un primo attore del panorama
artistico mondiale, non si studiano su alcun
manuale in commercio, ma bisogna ricercarli
all'interno del proprio io e del proprio
mondo che ognuno gelosamente custodisce. È
un’impresa ardua cercare di trasformare i
colori per donagli delle forme eteree, cosa
che da tutta una vita non succede al Maestro
Vincenzo Conciatori; È un po’
di tempo che mi sono accorto
della sua pittura, della sua espressione artistica personale, che
definirei un connubio tra il metafisico per eccellenza “Giorgio De
Chirico” e un caro amico dei giorni nostri, un giovane venuto da
oltre oceano “Mark Kostabi”, che si è avvicinato all'arte di
Vincenzo involontariamente visto che il Maestro Conciatori porta
avanti questo simbolismo da più di trent'anni.. Sono infatti dei manichini
a diventare il simbolismo del nuovo "Grande dell’arte". Ominidi,
preferibilmente chiamati “umanoidi” vengono inseriti in quasi tutte
le creazioni, mostrando diverse sfaccettature della propria
personalità. Alcuni scalano montagne faticosamente per raggiungere
una vetta, altri sovrastano cieli, ma tutti sono introdotti nei
paradisi fantasiosi che Conciatori crea meticolosamente. In alcune
creazioni rivedo opere di grandi pittori trasformate in una maniera
superba; È il mestiere costruito in tanti anni di duro e intenso
lavoro che gli permette di fare simili cose; di giocare con
l’arte e di creare sempre qualcosa di nuovo e di terribilmente
emozionante perchè ogni creazione deve lanciare un messaggio: questo
dovrebbe essere il vero potere dell'arte. Spero che Vincenzo possa,
in un futuro prossimo, riuscire a farsi capire da tutti gli amanti
dell'arte e a conquistare un posizione alta che gli permetterà di
essere ricordato e di vincere la caducità che il mondo terreno porta
purtroppo con se. |