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"La Critica Per Vincenzo Conciatori" a cura di Adriana Bolchini

Incontrare questo artista e sentirsi rapiti e' un tutt'uno. Con le sue opere si entra in una dimensione che lui stesso definisce metafisica, ma che possiede una forza comunicativa, che pur prendendo spunti dal maestro ispiratore Giorgio De Chirico, riesce ad assume una personalità propria e totalmente individuale che può aiutare gli osservatori ad amare questo tipo d'arte, da molti ritenuta prima, difficile. E' la semplicità delle immagini quella che colpisce e conquista, e' il tratto forte e vigoroso, sono i colori netti e taglienti, forti e aggressivi insieme, ma che si armonizzano gli uni agli altri, proprio come se anziché pennello e spatole, il pittore usasse degli strumenti musicali, perfettamente accordati fra loro, che riescono a toccare le corde profonde dell'animo dell'osservatore .L'origine mediterranea ha certamente un ruolo dominante, una valenza indiscutibile, perchè le immagini sono arricchite da simbolismi archetipici , propri delle genti mediterranee. Nei suoi quadri si vede il dolore, la gioia, il senso d'oppressione, che questo artista sente profondamente nel proprio animo, ma non appare mai la rassegnazione, infatti anche quando il cielo incombe sulle figure e sulla terra, quando intorno si fa buio, c'e' sempre un punto luminoso, una luce che emerge e illumina irradiandosi verso le zone scure. E' il senso di ottimismo, che evidentemente caratterizza il Conciatori uomo, nei suoi quadri non mancano mai i colori della gioia e della forza: rosso, arancio e giallo, punti fermi e costanti in ogni sua realizzazione.

 

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