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Tutta l’opera di Vietti è incentrata
sulla figura femminile, non scarna ma piena , dalle forme tonde,
che trae le sue origini dalla carnalità rubensiana fino a Botero e
Bueno. Ciò che coglie l’osservatore al primo impatto è l’ironia, la
favola dove vince la donna preponderante sull’uomo piccolo,
minuscolo e in entrambi arde il desiderio. La donna di Vietti non
fa diete, è bulimica, è come una torta di fragole e panna, dolce,
rotonda ma sensuale. Un sogno per chi rincorre un mondo diverso,
dove la fantasia si sente rinfrancata da un porto sicuro, fatto
d’amore e di tenerezza. Perché sono tenere le donne di Vietti,
morbide come la seta le carni rosee, i volti di pesca. La
consistenza della materia pittorica sembra quasi smaltata, i tenui
colori pastello preannunciano l’atmosfera di sogno che si respira in
ogni sua opera. Gli uomini di Vietti quando non sono minuscoli, sono
posti dietro alla donna, l’abbracciano o si abbracciano ed è un
fragore di muscoli e di carni profumanti di vaniglia. Tutto è dolce
e l’atmosfera rarefatta, sembra di vivere in una favola senza fine.
Una struggente bellezza pervade il mondo di questo artista, una
messa in scena continua, dove ogni personaggio sembra recitare una
parte tra il serio e il faceto e sempre l’ironia compare sorniona e
sfuggente. Donne e uomini si amano, si vogliono, si prendono e si
lasciano; l’eros assume il dominio totale dei corpi e delle anime.
Corpi e anime incantate perse nel vortice delle passioni ma surreali
nella loro irrealtà, questo l’universo di Vietti.
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