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Nicola Vietti conduce l'interlocutore
negli spazi sereni, seppure pensosi, di un'ironia raffinata e allo
stesso tempo innocente come innocenti sono
anche i più
dolorosi giochi delle fiabe. Le fiabe e il fiabesco sono un esito
della fantasia che sfugge alla strotipia del quotidiano ed elabora
in lontane realtà possibili dell'animo le
situazioni e gli oggetti del tempo e dello
spazio razionali. Un'evasione
ammiccante, ma senza l'intenzionalità definita dell'ammiccamento
che stabilisce un'intesa cosciente, finalizzata; i personaggi
di questo artista offrono un loro modo d'essere lasciandolo indefinito
e cangiante, sospeso sulla contentezza di un
gioco appena iniziato che però non
dice di se stesso che non sarà
mai interrotto. Questi personaggi sono
uomini, donne e bambini che sono
semplicemente bambini; bambini che forse
giocano a fare le donne e
gli uomini, oppure donne e
uomini che non sono riusciti a cancellare la loro
dimensione bambina. Bambolotti come persone o forse persone
che vivono come bambolotti. La
fragilità dell'infanzia e la divisa della
vita sociale adulta si sposano e si contraddicono
a vicenda sortendo una certa tenerezza nello
spettatore che finisce col chiedersi quanto teme
di assomigliare a loro o piuttosto quanto amerebbe essere come loro
sono. Dal punto di vista stilistico,
la linearità delle forme leggermente plastiche contribuisce ad
evocare proprio quella prima tenera età
accudita che sempre resta a legare
l'individuo al mito della sua infanzia;
il cromatismo delicato della tavolozza pastello
presenta a volte un tono di forte timbricità nel
delineare un qualche particolare della
composizione quasi come una spia sfuggita
al controllo pacato dell' artista che denuncia, in
qualche angolo di
quel sogno, la presenza di un affetto
più acceso. D'altro canto la
stereotipia degli atteggiamenti,
volutamente statici, quasi
fissati in un
tempo rigido, conducono ad un presente reale
e diverso da quello
evocato. Ma è anche una compostezza garbata
che smussa i contrasti
riportando il tono su una
felicità fanciullesca di " buon
comportamento", che avrà il
suo premio. In fondo
l'artista porta un dono
silenzioso e ricco di
fantasia ad ogni
individuo che si lascia
andare, anche
per un solo attimo,
dietro l'attesa, completamente
gratuita e fin e a se stessa, che si avveri un sogno; un sogno
che si avvera semplicemente in quanto c'è chi lo sogna e lo vive così, sospeso nel tempo di quelle "
ragioni del cuore" tanto care a Pascal. |