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"Pensieri Al Vento" a cura di Francesco Cairone

Secondo un pensiero generale, l’artista è colui che nella sua anima, dà vita al sacro fuoco sfavillante dell’arte, oppure che riesce a trasmettere attraverso linee, ombre, colori, le emozioni che dominano il suo inconscio in un determinato momento e che nascono fondamentalmente dal vivere all’interno della società. Dicendo questo mi accorgo che sostengo la tesi , secondo la quale, l’artista trasferisce sulla tela il mondo in cui vive… e allora mi domando: Questo è sempre così???? Fortunatamente devo dare una risposta negativa perché l’arte del nostro secolo non si dirige solo verso l’oblio e l’esaltazione dell’informale, dei buchi , dell’astratto , delle piegature, dei tagli, ma segue anche un filone diverso: quello del bello che non conosce limiti. Molti potrebbero dire che fare una donnina o un paesaggio ormai è una cosa superata ma io la penso diversamente soprattutto quando vedo riaffiorare su un pezzo di tela una donna fanciulla, un gatto, uno sposo, una festa, quando vedo nascere il simbolismo che contraddistingue il mondo creativo e fantasioso di Nicola Vietti; Ma da dove nasce una simile voglia di diversità? probabilmente proprio dalla volontà di ripudiare l’arte moderna e di chiudere quel ricorso storico che davvero porterà la bellezza al declino e la sostituirà con una "Madre Arte" che partorisce solo Mostri. Fortunatamente Il Maestro Vietti non ha subito gli influssi negativi della modernità e continua a fare, della suo mestiere ,  il    veicolo  della  bellezza.


 

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