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Secondo un pensiero generale,
l’artista è colui che nella sua anima, dà vita al sacro fuoco
sfavillante dell’arte, oppure che riesce a trasmettere attraverso
linee, ombre, colori, le emozioni che dominano il suo inconscio in
un determinato momento e che nascono fondamentalmente dal vivere
all’interno della società. Dicendo questo mi accorgo che sostengo la
tesi , secondo la quale, l’artista trasferisce sulla tela il mondo
in cui vive… e allora mi domando: Questo è sempre così????
Fortunatamente devo dare una risposta negativa perché l’arte del
nostro secolo non si dirige solo verso l’oblio e l’esaltazione
dell’informale, dei buchi
, dell’astratto , delle piegature, dei tagli, ma segue anche un
filone diverso: quello del bello che non conosce limiti. Molti
potrebbero dire che fare una donnina o un paesaggio ormai è una cosa
superata ma io la penso diversamente soprattutto quando vedo
riaffiorare su un pezzo di tela una donna fanciulla, un gatto, uno
sposo, una festa, quando vedo nascere il simbolismo che
contraddistingue il mondo creativo e fantasioso di Nicola Vietti; Ma
da dove nasce una simile voglia di diversità? probabilmente proprio
dalla volontà di ripudiare l’arte moderna e di chiudere quel ricorso
storico che davvero porterà la bellezza al declino e la sostituirà
con una "Madre Arte" che partorisce solo Mostri. Fortunatamente Il
Maestro Vietti non ha subito gli influssi negativi della modernità e
continua a fare, della suo mestiere , il veicolo della bellezza. |