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"Commenti Dei Visitatori Per Nicola Vietti"

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L'Opera In Regalo è Questa:



Il Premio è stato assegnato in via eccezionale al commento di
DANILO SENSI critico di Tuttarteonline

Ecco i Commenti ricevuti:

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mea culpa. mea culpa caro nicola. non ti conoscevo e di questo me ne rammarico.  al di là della loro intrinseca bellezza, guardare le tue opere da un senso di pace, serenità. i tuoi azzurri sono cielo puro. le tue figure, e queste sono solo tue, per quanto esagerate nelle forme, trattengono l'occhio sopra se stesse. ma possono anche essere i cieli e le persone di tutti i nostri giorni.  oggi ti ho conosciuto. oggi è una bella giornata.

ciao e complimenti.

carlo scomparin

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Nicola Vietti, un'artista surreale o reale? Le dimensioni femminili come rappresentazione di un mondo femminile "grande", "imponente", "dominante" ma anche e soprattuto "sensibile".  Alla mia domanda io rispondo un'artista reale! Ciò che il Maestro Vietti vede nella femminilità è quanto di più realistico si possa immaginare dell'altro sesso: grandiosità della donna ma anche debolezza e insicurezza dell'animo femminile. I miei più sinceri complimenti!

Carlo

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Figure realizzate con linee morbide e tondeggianti rappresentate in spaccati di vita quotidiana. Colori vivaci che trasmettono energia. La serenità di rappresentare situazioni e persone serene nella loro consapevolezza d'essere.

Riccardo

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Allegro, anticonformista, fuori dall'ordinario: in tal modo si  potrebbe descrivere lo stile del maestro Vietti. I suoi soggetti raffigurano la morbida concretezza che diventa  irrealtà, ammiccante fantasia. Candide, avvolgenti figure femminili innamorate dell'amore, invitanti come dolcissime caramelle pronte per essere gustate. Voluttuose creature che fluttuano nello spazio, lasciandosi dietro il peso della propria fisicità, libere da ogni impedimento e pregiudizio morale. In un mondo come il nostro, in cui impera il mito della bellezza,in cui il senso del bello coincide con quello della longilineità, le sue abnormi eppure seducenti figure  femminili  offrono ai nostri occhi uno spettacolo di gaiezza e conturbante sensualità.

Russo Angela

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Soffici, gonfie bamboline? O piuttosto rassicuranti, morbide donne, come non più se ne trova? Moderno Botero, o piuttosto il più anticonformista sentimentale?

Seaweed

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La pittura di nicola vietti  è racconto fantastico, onirico, simbolico, e sempre di forte risentimento sensuale. Come tutti gli slittamenti sul piano della surrealtà, nasce da una visione introspettiva: non tanto come ricomposizione o memoria del reale, ma come 'invenzione', scoperta di una diversa realtà che pure diventa emblematica di tutta l'esperienza esistenziale e delle attese, delle speranze, dei desideri, dei fermenti che appartengono alla psiche, al mondo intimo, dove memoria genetica e memoria personale, anima collettiva e anima individuale costantemente metabolizzano elaborano e trasformano visioni, esperienze, sensazioni, sentimenti, intuizioni, premonizioni, facendo aggallare dal profondo nodi, sequenze, concatenazioni che hanno bisogno di manifestazione in qualche modo liberatoria. La fantasia produce sintesi formali, semplificazioni ed esemplificazioni narrative ricche di suggestioni, di significati ora più espliciti ora più reconditi, di modulazioni metaforiche di 'viaggi' e di atmosfere della mente e del cuore, dello sguardo e del sogno. La pittura, fin dalle origini, da sempre si può dire, ha esplorato ed 'esorcizzato' l'inquietudine per le altre realtà, per i mondi paralleli, cercando di dare visibilità , 'maschera', cioè personalità e carattere alle tensioni erotiche, mistiche, all'energia, al proiettarsi nel viaggio come percorso e come itinerario conoscitivo interiore. Essa e stata spesso, e lo e indubbiamente , specchio dell'anima sofferente e dunque non di rado traduzione di apocalittiche visioni, di conflitti esistenziali, ma anche dei voli delle fantasticherie dell'eros, dell'ascesi esistenziale e spirituale, di una 'levitazione' che nelle opere di vietti con questo termino il mio criticare una delle opere femminile e alla sua estrosità. pittoriche e bellissime da vedere e da tenere care con affetto e amicizia maestro giuseppe cascella da nocera

Giuseppe

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In un mondo fiabesco, onirico, accompagnato da atmosfere incantate, sognanti e maliziose, esplodono con ironia, sensualità, erotismo corpi femminili dalle pelle setosa, madreperlacea  che sprigionano voglie di giochi erotici, disponibilità rilassanti, approcci invitanti. Un "velo di cipria" rosata accarezza le opere del Maestro Vietti.Un profumo primaverile di pesca e fragola misto a brioches fresche mattutine e di pane casereccio appena sfornato si spande in questa preziosa arte. Genuinità e raffinatezza esaltante,squisita! Un soffio e la cipria si scompone e ci lascia leggere oltre...eccola la Donna in tutta la sua generosità di corpo e di anima. Non si sa cosa emerge...il corpo o l'anima...ma sicuramente emerge lei...la  Donna che tutti vorremmo essere per il nostro uomo. Grazie e complimenti tantissimi Maestro Vietti.


Solarita'

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Gli occhi mi sorridono ammirando le opere del Maestro Nicola Vietti. Che bella sensazione!!! Una libidine di immagini proiettate nell’immaginario di ognuno di noi. Figure femminili,penetranti nella loro  carnalità, nelle loro curve, nella tanta rotondità… in queste donne…grasse…Donne da assaggiare  tanto sono burrose, pannose, cremose. Tutto questo si amalgama bene con i colori pastello : gli azzurri, i gialli, i rosa nelle varie sfumature e diventa tutto armonioso, malizioso, spiritoso e quegli sguardi quasi invisibili assumono  una presenza importante diventano arguti ma al tempo stesso adolescenziali, quelle pose accattivanti sembrano studiate invece sono tanto spontanee,quasi ingenue. Ma quale è la donna del maestro?. un mosaico; un insieme di piccole pietruzze preziose  tanto indispensabili ed uniche per un completamento perfetto dell’opera, quell’opera d’arte che è la nostra donna, indispensabile per la nostra vita. Bravo maestro!!!

ANTONIO

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Siamo tutti nati in Arcadia, tutti veniamo al mondo pieni di pretese di felicità e di piaceri e nutriamo la folle speranza di farle valere, fino a quando il destino ci afferra bruscamente e ci mostra che nulla è nostro, mentre tutto è suo…
A. Schopenhauer

Se è vero che con la ragione non si può spiegare proprio tutto, possiamo però almeno provarci…Arthur Schopenhaur nelle cinquanta massime in cui espone “L’arte di essere felici”, ci rende la sua personale visione di ciò che è la felicità e cioè la mera assenza di dolore, si è felici non perché si raggiunga una chimerica felicità, ma perché si riesce ad arrivare ad uno stato di assenza di dolore. Attraverso il suo risaputo pessimismo, il filosofo ci detta massime applicabili in tutti i campi ed in tutti i momenti e grande influenza il suo pensiero ha avuto nel mondo delle arti figurative. Grazie a filosofi come Schopenhauer crolla nel novecento l’idea di bellezza e crollano definitivamente vecchi e superati canoni estetici che ne vincolavano la rappresentazione, partendo da questo presupposto si può decisamente affermare che molta arte del novecento è decisamente bella, bella non nella rappresentazione, ma bella perché trasmette bellezza, intesa come ricerca, trasformazione, impegno e fantasia. Guardando la produzione artistica di Nicola Vietti con mero occhio da spettatore e non da chi attraverso la figurazione cerca di orientarsi nel pensiero, viene spontaneo dire che l’artista o ama enormemente le donne in quanto tali, o le disprezza a tal punto da sformarle e ridicolizzarle in buffe ed esasperate caricature. Ad una più approfondita analisi, si percepisce che Vietti ama non la figura femminile che da secoli è primaria fonte d’ispirazione per tutte le arti e che particolare successo ha avuto nella rappresentazione pittorica, ma la donna nella sua essenza, Vietti difatti rappresenta allegre e irreali donnine, allegoriche figure che sono figlie o nipoti di  quelle illustrazioni pubblicitarie dei primi decenni del novecento, fiorite soprattutto negli Stati Uniti d’America e importate in Italia con il turismo e con le guerre. Nicola Vietti esalta trasformandola, la figura femminile e la civetteria propria delle donne, così Eva è rappresentata esagerata in tutto, nel trucco, nelle forme, nella spesso provocante posa e negli atteggiamenti. Non si può accostare il lavoro di Vietti a nessun altro artista contemporaneo, pur se per i temi trattati la mente corre a pittori famosi come Botero o Bueno, ma le loro pur interessanti figure, non raggiungono mai la freschezza e la leggerezza che meriterebbero e Botero soprattutto conferisce alla rappresentazione una troppo rigida impostazione formale, mentre nel lavoro di Vietti si percepisce un alone di gioco e di leggera irriverenza che realizzano quella piacevolezza alla vista.

Danilo Sensi

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Non posso dire altro che COMPLIMENTI! Ho visitato il suo sito e ho potuto ammirare le sue opere, che sono davvero splendide! Appena ho visto uno dei suoi quadri nella mia mente è tornato il grande Botero... Tuttavia penso che i suoi quadri abbiano una particolarità in più rispetto al grande maestro, che li rende davvero speciali! Tantissimi complimenti e buon lavoro!

Francesca

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Esageratamente "abonormi", esageramente "tante" queste donne del maestro Vietti ,ma sono di un'esagerata graziata,invitante simpatia e malizia. Un'attrattiva gioiosa ai nostri occhi, al nostro sorriso. Questo invitante gioco di pose quasi di bimbe ingenue si alternano a donne intriganti e loro..."gli omini" quasi nascosti o comunque sempre in secondo piano sembrano risultare quasi invisibili. Sono loro che esplodono...le donne...come un piatto prelibato per ogni "palato fino" ed allora viene gustato in tutto il suo apparire, in tutto il suo sapore e pian pianino si copre nella sua pienezza di essere apprezzato. Al tempo stesso ...le donne....assumono atteggiamenti noncuranti, sicure, autonome. Un insieme dunque di varie sfaccettature della donna che la rende attuale nonostante oggi ci vengono proposte di una bellezza competamente diversa, irreale,costruita a forza di ritocchi vari. Un inno all'essere donna nella propria identità, nella propria femminilità. Un arcobaleno che si apre splende sempre dopo un grosso temporale. Complimenti davvero maestro per la Sua "splendida" positività sulla donna!

 

CARLA

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Ma non ti rompi le scatole ad essere sempre paragonato a Botero? Tu non hai niente a che vedere con lui...lo stile, l'atmosfera, sono tutto un altro mondo. I tuoi lavori, tra l'altro, mi piacciono di più ...sei decisamente superiore!!! Non scherzo.

Robo

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E’ una bambolina che fa no no no!
E’ così carina ma fa no no no no! 

Banale, forse! Non so perché, ma la visione di queste opere mi riporta a questa canzoncina degli anni 70, tanto semplice  e scanzonata, ma al tempo stesso vezzosa ed accattivamente. Sono bamboline dolcissime le donne del maestro Vietti! E queste bamboline  dicone invece sempre siiii. “SI” con tutto il significato che un’affermazione può raccogliere, un “si” tanto gradito ed aspettato dalla propria donna  che fa di noi uomini, in fondo un po’ egoisti e possessivi, la persona  più felice ed appagata di questa terra. Il maestro rende la donna una creatura superiore,  indubbiamente importante in queste scenografie dalle tinte tenui e pastello, avvolte  in atmosfere a volte  oniriche, a volte primaverili, a volte viziose. Uno spaccato della nostra vita ..ma in fondo cosa saremmo senza sogni? Oppure senza risveglio dopo un lungo inverno? Oppure senza “qualche vizietto”  che a volte ci da la spinta giusta ed un pizzico  di sale alla nostra giornata?. Stupende rotondità di porcellana  ed esaltante leggerezza della donna in uno spaccato di eterna voglia di vivere, di volare alto e di lasciare a terra tutte le brutture. Accogliere fino fondo l’essenza di bellissime emozioni che solo un animo sereno ci può regalare ….credo che il maestro Vietti di questa serenità ne sia maestro indiscusso!

MAX

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.....in questa serata uggiosa e malinconica l'incontro casuale con Nicola Vietti è stato, come spesso accade per il timido e cocciuto raggio di sole che si fa spazio fra le nuvole, come l'avvento della luce nella penombra.....la leggerezza, il colore, la simpatia, la sfrontatezza l'orgoglio impudente e la calda sensualità dei suoi corpi femminili ti fanno sorridere l'animo. La donna al centro dell'universo;la donna che gioca, ammicca, prende in giro l'uomo.....la forza del carattere espressa da una rotondità fanciullesca, spiritosa e disarmante........... Complimenti!

Sabrina

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Le figure rotonde del Maestro Vietti  ricalcano il movimento circolare dell'universo : ricordano il sole e tutti i pianeti ma anche la purezza di un girotondo di bambini ed il famoso cerchio di Giotto. La sapiente scelta del colore poi, contribuisce a rendere il quadro semplicemente magico ed io, spettatore, non posso che essere piacevolmente cullato da tutta questa atmosfera. Grazie.

Carlo

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