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"Verso
Sera e Di Notte" a cura di Luca Beatrice PARTE
I |
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Oltre che dagli stati d’animo il lavoro del pittore può risultare
influenzato da particolari condizioni
spazio-temporali: stare in un posto invece
che in un altro, essere caratterialmente
predisposto ad alcuni
momenti cruciali, nelle ore, nelle
giornate, nel corso delle stagioni. Per non
rischiare che il discorso prenda una piega
troppo romantica bisognerà subito aggiungere
che l’elemento “tempo” è
centrale nel processo di
concettualizzazione della pittura.
Se infatti lo spazio
è un’immagine, il tempo è un’idea, e
senza un esplicito rimando spaziale in grado
di contenere il tempo in maniera figurata,
quest’ultimo risulta pressoché
irrappresentabile. Il tempo dunque
concettualizza l’opera d’arte offrendole
l’inafferrabile mentre resta sospeso ai
margini dell’incertezza. Dagli anni ’70 a
oggi la pittura di Addamiano si manifesta
solo in quei momenti della giornata,
dall’imbrunire alla notte piena, che
favoriscono la riflessione e il
ripensamento. Fin dai primi lavori, o almeno
da quelli che gli hanno dato la notorietà
realizzati proprio all’inizio del decennio
in questione, i quadri di Addamiano
riferiscono di una sottile quanto intensa
malinconia serale. Mi racconta il pittore di
essersi allora trasferito poco più che
ventenne dalla Puglia a Milano: se
il giorno passava
rapido tra
incontri, inaugurazioni,
frequentazioni con l’ambiente dell’arte
sempre vivo e ricco di stimoli, la sera si
affacciava la solitudine, il pensiero del
distacco dalla piccola e rassicurante
provincia, la sofferenza per
l’allontanamento dalla famiglia, in
particolare dalla figura paterna che tanto
ha significato nella formazione del giovane
Addamiano. Quei quadri dunque,
che rappresentano il
primo tempo di questa
mostra che non ha un taglio esattamente
antologico ma che vuole puntare l’attenzione
su tre distinti e complementari momenti
nella carriera, nascono dentro la notte; pur
tenendo conto della particolare sensibilità
“biografica” dell’artista è importante
notare che la sua pittura tenta il dialogo
con il clima naturalistico che si inseriva
allora sulle propaggini dell’ultimo
informale. Altrettanto fondamentale,
condizione che Addamiano porterà avanti
negli anni, è la costante partenza da un
dato di realtà: ovvero, se l’immagine
originaria nell’opera è qualcosa di
assolutamente tangibile, che si può cogliere
solo attraverso l’esperienza diretta,
altrettanto importante è la sua traduzione
in altri termini. Addamiano, dunque, è
l’esatto contrario del pittore narrativo ma
al contempo non può essere definito con
altrettanta schematicità né aniconico né
tantomeno astratto. Fin dalle origini gli si
attribuisce il desiderio di non “descrivere
la realtà” –pertanto è lontanissimo dalla
cultura neorealista nonostante si sia
formato |
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nel sud Italia, terra estremamente ricettiva a tale linguaggio-
ma, pur sempre, gli si deve riconoscere di
non essersi arrovellato su questioni troppo
interne alla pittura, come il gesto o il
segno appunto di natura informale. Punti di
riferimento per il giovane Addamiano sono
stati quindi essenzialmente esterni alla
tradizione italiana: un Bacon spogliato
della drammaticità, asciugato dalla
letterarietà, da cui “prende” per così dire
quel modo assai particolare di intromettere
una figura all’interno di uno spazio
sintetizzato in pochi elementi; un
Sutherland ma senza l’impianto simbolico e
surrealista; una vicinanza, meglio sarebbe
dire un’affinità, con le coeve
esperienze del Pop
milanese, che già mantiene toni più bassi se
confrontato al romano. Ciò che corre in gran
parte delle opere del primo Addamiano è
l’ossessione diaristica, quasi che la
pittura fosse uno scrivere per immagini,
quasi contenesse messaggi indirizzati
alle persone veramente
importanti nella sua vita, quasi che il
gesto iterato e regolare
del dipingere rendesse
possibile, per incanto, la
comunicazione con l’altrove, riuscisse a
dissolvere quelle barriere spazio-temporali
ragione di tanta sofferenza. Basta scorrere
i titoli per riuscire ad afferrarne il
senso: Diario notturno,
Apparizione, Notte abitata,
Insonnia, temi e soggetti che
accompagnano Addamiano per circa un decennio
tornando con insistenza, anche se la pittura
si scoglie gradualmente, e corrispondendo
forse a sentimenti umorali tra angosce
e periodi di relativa tranquillità. |
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