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Commenti dei visitatori per Natale Addamiano

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Ecco i Commenti ricevuti:

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Di quei cieli e di quegli stormi,nei colori accesi,nel salire da terra  a guardare l'alto, in questo è il respiro dell'artista che cerca immagini. Natale Addamiano prefigura il figurato,con tocchi semplici,come nuova creazione di creato.

Franca
http://www.alifranca.com

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-  ( 1 ) - acrostico camuffato, ma vero! -

Titolo NATALE ADDAMIANO.

Nell’arte dicono:
Attenzione, è stato fatto tutto,
Ti resterebbe un déjà vu
Affardellato e
Lunga sarebbe la strada dove
E
stasi vere gravitazionerebbero nel sentire!...

Accoratamente obietto
Dando visioni rielaborate
Dove la figurazione confluisce in
Afflati di spazi orizzontati,
Melodici, tra luci nel cielo, dove
Iside e le stelle o la luce abbacinante regnano su
Arse pianure tutte nostre: dalla Mugia a Paestum,
Naturalisticamente assorte nella sinfonia
O
nirica percepita e che si fa colore mai pago...

Gaetano Calabrese

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- ( 2 ) - acrostico personalizzato -
TitoloNATALE ADDAMIANO.

Nuove
Atmosfere
Tingono
Attimi fuggenti
Legati
Esteticamente a orizzonti...

Aneliti cromatici
Dentro il dipinto
Danno
Assorti pensieri
Mescolati
Immaginativamente, sempre
Alimentati da
Natura che trattiene
Orchestrato spazio nella brevità della tela. 

Gaetano Calabrese

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Anima,dove sei?
Ti avevo nascosta dietro una nuvola
perché i sogni fossero solo nostri; 
donami la serenità di letture,
anima, araldo del sogno,
tienimi vivo quanto basta
ad aspettare
un amore che forse non verrà,
tienimi vivo solo per sperare
di vederti riflessa in altri occhi
prima di baciare.

(Pucci Riccardo)

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Siamo piccoli, ci perdiamo da quaggiù se il nostro sguardo si rivolge al cielo. La volta celeste ci inebria, ci da respiro, ci da anima! Il maestro Addamiano “ci scioglie”  ma soprattutto “ si scioglie “  su spazi bianchi, ibridi  che assumono subito l’aspetto di una interiorità  raccolta in pensieri intristiti, in riflessioni assonnate, per poi esplodere in una manifestazione di estasiata meraviglia nel “sentirsi urlare” nel “cantare a squarciagola” nell ‘avvolgersi in colori a volte infuocati o glaciali. Ci sentiamo  esplodere in modo anticonvenzionale, l’anima resuscita e ci riempie di divino, per poi tornare inerti, terreni,  pensando che “forse” se si vuole si può andare  oltre…. Ed allora….mi sovvengono parole di :

Marc Chagàll….da “ Se  il mio sole “ (1945) 

“Mi risveglio nella disperazione
di una giornata, di desideri
non ancora disegnati,
non ancora coperti di colore.
Corro lassù
ai miei pennelli seccati
e come il Cristo sono  crocefisso
fissato dai chiodi sul cavalletto”

Addamiano lo vedo così, fisso, indelebile, attaccato alla sua “interiorità” ed a pochi è permesso entrare. La luna , la privilegiata luna, si scopre dietro ad una flebile nuvola e  lo scorge sorpreso dalla Sua stessa anima!  Intimo questo Suo sentire….ed a me piace…questo suo sentire di anima !

CARLA

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Il territorio. Luogo naturale di contrasti. Nelle cose che contiene come nelle persone che lo vivono.

di Carlo Quadrino
responsabile comunicazione
GenomART - il portale dell'arte digitale
www.genomart.org

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Guardando la tua arte ho pensato che oltre a quella letteraria, esiste anche una letteratura del segno.Se questo è vero, penso che la tua pittura, sia una pittura poetica che racchiude in sè, un enigma situazionale, dove il travaglio, l'angoscia,soprattutto il dramma di una condizione irrisolta o irrisolvibile , appartiene ad una stasi di tempo che può essere la storia dell'uomo nell'universo... Comunque, una poesia portata avanti da un vento creativo che, impetuosamente cerca una nota vera, una nota definitiva. Da l'una all'altra sponda, un abbraccio grande

Lycia Bacchi Castiglia

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Trovare la vita nel colore e assaporare l'esperienza e la potenza espressiva in un tocco unico.

Riccardo

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La terra è il mio orizzonte, il cielo è sopra di me e mi avvolge nel suo infinito.

Rita Diano

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Il sogno arrivò e fu una risposta inattesa. Il cielo danzava spettinato dal vento ,danzava più lento di un campo di grano di giugno e più dolce della polvere sulle dune desertiche? Una visione astrale, inimmaginata, meravigliosa ci si apre ammirando queste opere ,dove rivoli biancastri s?insinuano in  spazi gialli, azzurri e rossi e cercano di scoperchiare la luna, che fredda, sovrasta questi cieli , per nasconderci forse il paradiso! Una luce ..quella luce di un paradiso idilliaco che sovrasta un lembo di terra che è vita, A volte contorni sfocati sembrano annullare questa terra rappresentata quasi a non voler disturbare il cielo,  ma  segni di forza e di sicurezza rendono questa visione  indispensabile per osannare invece quel  cielo, qualunque esso sia, di qualsiasi colore, di qualsiasi umore. perchè solo cosi si può completare il volgere del giorno. Il maestro rende affascinante un tratto, un segno, tutto diventa magico ed allora la Sua opera diventa .......grande! Complimenti maestro .

 

ELISA (Solarità)

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....al maestro sembra di aver finito!!! Poi guarda il Suo cielo, cosa che fa molto spesso suppongo, e si compiace, ma ...sospira e pensa ... c'è ancora qualcosa da modificare!!! Le nuvole sono incerte, si possono modificare,si possono muovere e si possono spostare!....Allora perchè non farlo? Il cielo del maestro è anche bizzarro. Dal Suo cielo siamo circondati, dal suo capriccio volatile, dalla sua musica continua, dalla sua ineffabile influenza e nei suoi spazi immensi  azzurri, rossi e gialli ci rispecchiamo. Maestro il cielo avvolge la Sua terra e avvolge noi e la terra con tutti noi , grati ,si innalzano  al respiro dei Suoi cieli.
Grazie.

 MAX

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Paesaggi tetri,  ambientazioni drammatiche. Visioni oniriche  ricorrenti,offuscamento dei sensi e dell'anima. Ma dov 'è finito il sole, con i suoi raggi e con il suo calore ? Pare si stia spegnendo, ferito  da una coltre di nubi assassine. E quanto son piccole le cose terrene per l'Addamiano, se le confrontiamo con i suoi cieli, tanto enormi che paiono uscir fuori dalla tela. Chissà, forse tale immensità cela il timore dell'artista che lo spazio celeste  non sia abbastanza capiente da contenere tutti noi in una dimensione ultraterrena?...

Russo Angela

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Il paesaggio è un debole abbaglio. E' il luogo dove il riverbero lunare trova riposo. Ogni zolla è ricordo, ogni filo d'erba è colpo di colore. La luce, la nuvola e l'azzurro ne ristabiliscono, con verosomiglianza, il raccordo che resta, comunque come un valore di emozionante subliminarietà.

Salvatore Lanzafame.

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