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Il
colloquio con la realtà di natura è il motivo inesausto che
accompagna la pittura di Natale Addamiano. Il rapporto inquieto e
ansioso dell’individuo moderno con l’ambiente e lo spazio naturale
in cui ancora si trova a vivere si traduce, nella versione di
Addamiano, in una dolce elegia che rievoca le memorie della nativa
Puglia. Ecco, è il ritorno alle
origini, il motivo che sommuove il fare del pittore: insieme con le
risonanze che risalgono dal mito della terra. Il mito, che è, al
tempo stesso, una realtà esteriore e una rifrangenza delle interiori
vicissitudini dell’uomo, anima con le sue potenzialità molto remote
l’incontro ciclico di Addamiano con la fisica urgenza del presente.
Ed è il dissidio, questo, che rende, se mi si passa la parola,
“problematica” la pittura di Addamiano: che procede con la sua
sensibilità a punta di sismografo alla ricerca di un’esistenza
piena, al di là dei colori, dei ritmi, con cui restituisce la “sua”
realtà di natura. E’ per questo che ho scomodato il mito: per la sua
capacità di fornirci gli elementi figurali della condizione umana,
in ogni tempo e in ogni luogo. Il mito che illumina, con i suoi
fuochi simbolici, la scena del mondo. Addamiano procede, con
l’ostinazione dei “chiamati” all’arte, lungo i sentieri impervi di
un’immagine tutta interiorizzata, e perciò difesa dalle interferenze
della “veduta”. Quel che il pittore restituisce, nei modi
linguistici della modernità, è il sentimento antico della natura e
dell’uomo. Tenuti insieme, l’una e l’altro, da un’emozione a lunga
durata. Come vuole, in ogni tempo, la vera pittura. |