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La Critica di Antonio Coria

La Pittura è da sempre stata esercitata in maggioranza dagli uomini, ma credo siano le donne a dimostrare di gran lunga un’anima sensibile ed emozionata nell’esprimersi, questo è il caso della pittrice Maria Rosaria Verrone, una donna colta che con pudore denuncia attraverso la pittura la realtà che ci circonda, una società distorta che vive caoticamente per raggiungere dei falsi ideali, saper comprendere quali siano i veri valori che la vita ci pone dinanzi, riuscire a superare trepidazioni, ambiguità e divisioni, sono i messaggi che l’artista affida alle sue opere, veicolando verità. Nei dipinti di Maria Rosaria è percepibile il lungo processo meditativo che ne ha consentito la loro creazione, la sua ricerca del colore come funzione espressiva, la femminile tenerezza delle pennellate, i nudi ritratti in chiave simbolica, l’ambientazione dei soggetti realistici in scenari onirici.  La Verrone ha compreso il più elevato obiettivo dell’Arte, migliorare la qualificazione dell’esistenza umana.

Antonio Coria

 

ecco la risposta di Maria Rosaria Verrone

 

Per coloro che  operano nel campo pittorico e lo fanno non per fini di lucro, ma per il gusto di creare, è una gratificazione enorme se qualche critico, volontariamente, dedica loro un po’ di attenzione, ancor più se il critico è disponibile a leggere nel mondo artistico delle donne. E’ il caso di Antonio Coria che, attraverso “Tuttarteonline”, mi scrive parole di grande incisività. Interessante il punto in cui evidenzia come la pittura sia stata sempre esercitata in maggioranza dagli uomini anche se sono proprio le donne a dimostrare di gran lunga un’anima sensibile, capace di leggere a fondo le problematiche esistenziali. Vorrei aggiungere che, purtroppo, da secoli, un potere e una cultura maschilista hanno impedito alle donne di dimostrare il proprio talento e di affermarsi. Quelle poche che sono riuscite a scrivere qualche pagina di storia dell’arte hanno una posizione marginale, sono state mortificate e costrette a superare numerosi ostacoli. Solo due esempi: Angelica Kauffmann, nel Settecento, il cosiddetto secolo dei lumi”, era costretta a vestirsi da uomo per frequentare l’Accademia; Frida, artista del Novecento, per tutta la vita dipinse all’ombra del compagno artista Diego Rivera e, soltanto dopo la morte, è stata riconosciuta come un’artista molto più grande e originale di suo marito. Speriamo in questo nuovo secolo! Dal momento che la donna è in grado di affermarsi in tutti campi avendo superato in parte quella mentalità che la relegava esclusivamente al solo ruolo di casalinga, credo che abbia tutte le carte in regola per non continuare ad essere soltanto “una pittrice della domenica” ma sia pronta a dare un contributo notevole per il progresso della civiltà attraverso l’arte . Naturalmente dovrà dare il meglio di sé con l’impegno costante e sfruttando le proprie capacità , soprattutto con l’ausilio dei critici d’arte, liberi da pregiudizi, come il gentilissimo Antonio Coria a cui va il mio ringraziamento per l’attenzione dimostratami.

 

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