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La Critica di Rosa Spinillo

Il mondo fantastico creato dal pennello dell’artista mantovana annienta la convenzionalità di certe  opere del passato, trasfigurandole in  una  visione   ed  estetica del tutto  nuove.  Sia  che  si  tratti della  “Gioconda”  del Louvre o della “Dama dell’ermellino” di Cracovia o di altri soggetti, Maria Rita compie un’azione nuova; deformandone le forme, alterandone i colori,   rielaborando il soggetto del quadro gli conferisce l’aspetto favolistico e fumettistico. I suoi personaggi possono tranquillamente illustrare  libri per bambini, ma fanno  sognare  anche  gli   adulti. E’ un mondo fatato, surreale, forme attinte   all’inconscio  dell’artista che attraverso  la manipolazione ottiene  un  senso di spaesamento nel fruitore.  L’arte della Brunazzi suscita   meraviglia  in  chi guarda, le sue donne commuovono, l’opulenza delle forme contrasta con l’innocenza dello sguardo, una giocosità emerge dalla carnalità riposta.  Le protagoniste di Maria Rita   sono   disegnate   nel  cerchio  e la   linea melodica  emerge  da  un  fondo  di  colori vivi  stemperati nella massa del corpo , vivo e palpitante.  Queste donne  vivono   in  un  teatrino  il cui  costante riferimento alla memoria, alla classicità, viene sconvolto dalla trasformazione in icone del  moderno, in suggestioni naif,  fino   a   sconfinare  nel mondo  dell’ infanzia e nascono così le bambine  dell’arte della Brunazzi. E’ sempre l’universo bambino dell’artista a creare l’opera d’arte, ed in ciò  risiede la magia.

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