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Il Pensiero di Donata Negrini

Mariarita Brunazzi è una pittrice naif che ,con ironia, rivisita i capolavori di antichi maestri e nel gioco divertito dell’imitazione manipola gli ideali di bellezza muliebre tramandati nei secoli, privandoli della loro aura. Di fronte alla celeberrima Gioconda o alla raffinatissima Dama con l’ermellino di Leonardo,ora riprodotte in un’iperbole di rotondità,ci si può ritrovare a sorridere,consapevoli che l’intenzionalità del gesto è infinitamente distante dalla dissacrazione dadaista. I soggetti di Mariarita, paffuti ed enigmatici, hanno occhi malinconici,labbra serrate e corpi morbidi che si muovono su scene fittizie,anche se non prive di punti di riferimento riconoscibili: una piazza mantovana, una casa a più piani, un prato con viole galleggianti. Nessuna verosimiglianza sostiene la struttura del quadro,solo l’illusione di ritrovare alcune forme consuete,ora spiazzate dalla sproporzione della figura femminile, esageratamente grande rispetto allo sfondo. E’ lei che regna e costituisce la protagonista innegabile della rappresentazione, una donna-bambina che sovrasta tutto ciò che la circonda e si rivolge con uno sguardo interrogativo e aperto allo spettatore. I colori sono caldi, pieni e decisi, le linee che definiscono i corpi sono arrotondate e senza imperfezioni: l’effetto onirico che Mariarita ottiene è il risultato di una immaginazione che ama rimanere innocente e giocosa, e sembra ignorare volutamente le  sfumature  dell’età adulta.

 

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