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Franco Marras è un giovane artista, tra i più promettenti nel
panorama dell' Arte figurativa italiana; Marras deve il suo
successo ad un'apparente inquietudine che sfocia nella drammaturgia
del pennello, come lui stesso ama dire.
Egli effettua un’indagine
nella realtà che gli è più vicina,con uno stile chiaro e immediato,
decisamente iperrealista , e che risente di un'impronta teatrale per
completarsi con l'influenza della fotografia, ma anche della
tradizione pittorica del suo Paese. I suoi quadri rappresentano
persone della sua età e non ripresi a figura intera o a mezzo busto:
sono i suoi amici e i suoi familiari che divengono "santi" o
“eroi”,chiamati spesso solo per nome. Hanno tutti la stessa
espressione; seria, indecifrabile, con un che di inquietudine nello
sguardo, che sembra il marchio di una generazione. Proprio da qui
trae forza il lavoro dell'artista: da questo marchio
"generazionale", dove si fondono erotismo sacralità e cura per
l'immagine, evidenziata da un'eleganza solo apparentemente casuale.
La preparazione delle tele e delle tavole è lunga e metodica, in
base ai dettami "classici" che troviamo sui trattati di pittura;
ogni dipinto è la risultante di una attenta fase preparatoria
consistente in bozzetti a matita ed eventuali fotografie. Questo
giovane "creativo" è indubbiamente un esteta, un virtuoso della
pittura, che negli anni ha affinato lo studio del corpo umano con
trattati di medicina e con studi dal vero, che gli sono
indubbiamente serviti per padroneggiare in maniera eccelsa ogni
muscolo del corpo umano. I critici definiscono i suoi quadri
"Fashion Painting". Provengono infatti dalla fotografia di moda il
taglio delle immagini, l'uso di uno sfondo particolare, e di rari
indumenti. Forse il successo di Marras, che confessa di amare
Michelangelo e Caravaggio allo stesso modo in cui ama Herb Ritts e
Bruce Weber, è dovuto al fatto di essere un ragazzo come tanti,
affascinato dalla moda, dal cinema, dalla pubblicità, e di non
nasconderlo dietro all'intellettualismo di cui è permeata parte
dell'attuale arte contemporanea.
Il critico Marco Rinaldi,dice di lui:”l’impostazione neomanierista
di Franco Marras viene spinta in molte sue opere alle soglie di un
kitsch voluto e ricercato, funzionale ad evitare un effetto empatico
nei confronti dell’immagine . Negli ultimi lavori l’artista sembra
abbandonare il virtuosismo tecnico che lo ha da sempre
contraddistinto,per lasciar spazio al processo inverso,ossia la
destrutturazione di quella perfezione stessa: i visi dei ritratti
appaiono quasi consumati dal fuoco,e sciogliersi come paraffina fusa
in un intricato sistema di colature e sovrapposizioni cromatiche. In
altri ritratti ,i consueti fondi scuri. Si tramutano per assurdo in
un’ esplosione di chiarore che quasi non lascia intravedere i tratti
somatici dei soggetti ,che divengono impalpabili presenze eteree”. |