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Un leggero brivido
aveva percorso dall’interno la tela, mentre un rapido segno di
colore ne solcava la superficie indefinita. Era l’alba di percezioni
inconsapevoli nella figura nascente. Ogni
gesto impresso dall’esterno
trovava corrispondenza
dentro il quadro. Non erano ancora sensazioni, perché
il tratto lieve abbozzava
appena su quel nitore una sagoma femminile dalle ali raccolte. Il
nulla oscuro e sospeso fuori del tempo, in cui ella aveva fluttuato
fin ad allora, era stato rotto da impressioni inaspettate e
discontinue, sollecitate dal lavorio febbrile dell’artista. Non vi
era coscienza, né chiarore in quell’idea di angelo che fremeva nella
mano creatrice; solo percezioni inespresse e non comprese dalla
figura in bozzolo, priva di passato . Via via la forma si andava
delineando: mentre il pittore rappresentava l’idea, senza saperlo ne
disegnava l’identità, consegnandole una coscienza che per gradi
usciva dall’oscurità dei sensi. Prima un braccio tracciato, poi le
spalle, quindi le ali: per l’essere indefinito brancolante nel buio
erano brividi e sussulti. All’improvviso la luce: accecante, calda,
terribile che rappresentava - per chi da sempre nel nulla- la soglia
dell’ignoto. Lui proseguiva nel fissarne il volto, i lineamenti, il
capo ed a lei si dischiudeva un mondo sconosciuto ed un fermento
nuovo. Finché quello sguardo appena dipinto aveva incrociato gli
occhi dell’autore ed una scintilla aveva acceso ambedue. Ancor più
impetuoso il pennello assediava la tela, mosso dall’ansia di
tradurre in atto il sogno accarezzato a lungo: dal bozzetto al
colore, infine le velature che davano vita al carnato di quell’essere
dalle sembianze femminili ed angeliche insieme. Ed ella, che fino
ad allora aveva provato percezioni indistinte, avvertiva sulla pelle
ormai definita il tocco di una carezza vibrante, mal tollerando la
costrizione di un universo a due dimensioni. Sostenuto da un impeto
irrazionale l’artista interveniva ancora con luci ed ombre, per
conferire realtà illusoria alla forma senza vita. Pennellate
impazienti, gesti appassionati e movimenti impulsivi
si susseguivano
scuotendo entrambi: il creatore e la creatura. .Inaspettata una folata di
vento aveva spalancato la finestra distogliendolo dall’immagine; solo per
un momento Poi il battito d’ali: un soffio impalpabile di piume aveva
lasciato deserta la tela Allora egli ne avvertì la presenza
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