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Viene spontaneo chiederci, in
questi nostri giorni di ansiosa ricerca, se alcuni codici di
crittografia pittorica - da molto tempo definiti "moderni" - non
incomincino, in realtà, ad essere alquanto frusti, cioè visti e
rivisti da troppo tempo, fissi ormai in un clichè di elucubrazione:
Si deve immediatamente aggiungere, però, che risulta alquanto
difficile ed implica pertanto una certa dose di coraggio, non solo
il fare una affermazione come questa, ma soprattutto di dipingere in
modo che sostenga un tale postulato, cioè in maniera onesta, che non
segua correnti di clans e non giochi a darla ad intendere.
La pittura di Ciro Palumbo si distingue per la sua concezione
estetica, che è in aperta polemica con alcune aberrazioni alle quali
assistiamo, da troppi anni ormai, sotto l'etichetta di vera arte
d'avanguardia. Palumbo intende essere d'avanguardia facendo della
pittura sul serio, cioè creando un suo diagramma di toni, che si
fondono per armonizzare e cambiano per trascolorare.
L'interpretazione di "ciò che esiste" diviene iperrealismo e quindi
irrealtà e sogno. L'iperrealismo infatti (se non fosse il caso di
ricorrere ad una definizione, ben sapendo che l'arte sconfigge ogni
definizione o formula), diviene mondo astratto, perchè leviga il
dettaglio ed esalta i contorni o i piani sino a creare felicissime
iperboli. Nato a Zurigo nel 1965 frequenta a Torino le scuole
superiori di Disegnatore Pubblicitario che lo fanno approdare alla
professione per alcuni anni. Ciro Palumbo possiede un mestiere, ma
non permette mai che questo mestiere diventi il confine della sua
anima; al contrario, lo vuole mezzo espressivo per riflettere il
proprio spirito, prima ancora di lasciar traspirare la sua
personalità. E l'artista si cimenta su di una panoramica compositiva,
il cui orizzonte include soprattutto quelle mirabili opere che
vanno, grazie alla sua miracolosa tecnica, oltre la realtà. I
soggetti utilizzati dall'artista posseggono una propria nobiltà, una
sua aristocrazia che non è più il "il reale", ma è l'incanto che
conduce all'incantesimo. Se è vero che la produzione pittorica del
maestro è sempre stata ad un livello di coscienzioso impegno, è
anche vero che alcune tappe evolutive possono essere individuate
lungo un percorso di continuo superamento. Ed è stato interessante
notare come critici più severi, abbiano da sempre concesso a Ciro
Palumbo una valutazione che è sinonimo di stima, di frequente
riconoscimento e molto spesso di plauso. La pittura del maestro
convince tutti ed è contesa dagli amatori. Ciro Palumbo ha esposto
in vari Paesi d'Europa e oltre oceano, in mostre collettive e
personali, ottenendo ampi consensi. Ma forse il consenso
determinante lo hanno sempre dato e lo stanno dando con un crescendo
meraviglioso i mercanti d'arte ed i collezionisti più ambiziosi di
Firenze, Verona, Treviso, Napoli e di altre città italiane che,
perseguendo una costante ricerca delle opere di questo straordinario
pittore, ne hanno aumentato le quotazioni, elevandole ad un livello
di prestigio internazionale. |