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Dipingere è come trovarsi ogni volta di fronte ad un abisso. Lo
sforzo fisico e mentale è l’eterna scelta. Ma subito dopo è la luce,
è la forza, è la poesia e musica. Che fortuna! Tutti i giorni compio
un rito, che è quello di affrontare la tela. Primo è il disegno,
affascinante e misterioso, pieno di sorprese fino alla fine. lo
eseguo sulla tela con matite morbide acquerellabili dai toni bruni.
Egli segna l’ingombro, le forme. E’ il concetto del quadro, non la
sola figurazione. Poi con i colori acrilici arrivo al monocromo,
dove fisso il disegno ricalcando il segno giusto e acquerellando il
tutto facendo sciogliere la matita e lasciando solo più l’acrilico.
L’abbozzo del dipinto avviene usando i colori ad olio. Faccio
impasti di colore ricercati anche se l’intera gamma dei colori della
mia tavolozza è sempre quella, ma bastano pochi e differenti dosaggi
per ottenere tinte ed atmosfere completamente diversi. Siamo giunti,
dopo l’abbozzo, alla fase finale: LA MAGIA.
E’ il momento delle velature, ovvero colori trasparenti che
controllano le ombre rendendole “limpide” e appunto
trasparenti. Le velature, che controllano i toni dei colori
sottolineando riflessi più freddi o al contrario più caldi. I
“lumi”, sono i colpi finali, quelli del virtuosismo e dell’effetto
ricercato. Applico ulteriori paste di colore puro nei punti di
massima luce. A volte è come ricominciare il quadro. Non è mai
finito, ecco perchè si continua a dipingere, e questa piacevole
ossessione riempie la vita. |