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"La Mia Arte" a cura di Alberto Pirpan

Da bambino ricordo che restavo incantato a guardare l'arcobaleno, quei colori mi facevano sognare, mi astraevano dalla realtà. Un giocattolo, un oggetto non mi attiravano per la loro funzione ma per i loro colori. Una volta mio padre mi regalò una trottola; quanto ho sognato perso in quel vortice di colori e quante ore trascorrevo a far volare le sonnacchiose bolle di sapone che riflettevano e distorcevano le luci e i colori del mondo. L'amore per quegli elementi prendeva il sopravvento su tutti i miei interessi di fanciullo e così, non   essendo   ancora   in grado di adoperare pennelli e colori, cominciai a lavorare con dei piccoli ritagli di carta e di stoffa.  In breve tutti si accorsero che con grande naturalezza componevo e riproducevo ogni immagine che avevo in mente. Ebbene, non avrei mai più lasciato il collage. Quando potei usare pennelli e tele, decisi di sposare le due tecniche tra loro, il collage e la pittura, per ottenere maggiori effetti luminosi e valori tonali. Oggi, dopo cinquanta anni, continuo serenamente a mettere insieme quei ritagli colorati e a far prevalere il momento creativo del collage su quello pittorico. Non amo riprodurre una nuvola o un fiore così come mi appaiono, ciò che mi affascina è la scomposizione e l'esaltazione dei loro colori; il reinterpretare quella nuvola o quel fiore prendendo in prestito pezzi da altre immagini, trasformando un piccolo pennello in un albero, un'onda impetuosa in una roccia immobile, la veste di una donna in una rosa rossa. Sento quel bambino curioso e sognante ancora al lavoro dentro di me, il suo messaggio?..dire a tutti che l'arte non ha mai smesso di essere magia."

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