|
Alberto Pirpan è l’artista
più intelligente e ingegnoso dell’ultimo Novecento. La sua
arte spazia dalla pittura di cui è maestro, al collage, ma la sua
tecnica è diversa. Dai piccoli ritagli di carta estrapola
forme e colori, con cui alimenta il genio della composizione.
Pirpan medita a lungo nel silenzio e con la calma dovuta ,
assembla e incolla il tutto sul supporto pittorico.
L’artista, così percepisce un nuovo modo di vedere la realtà
e reinterpretandola nascono le sue opere d’arte, veri e
propri mosaici di carta. Ho guardato a lungo le sue opere,
la luce che se ne intravede è abbagliante, i colori
sfavillanti; che si tratti di marine, paesaggi,figura o altro
si ha l’impressione di trovarsi, al
cospetto di una personalità geniale.
E’ personale la sua concezione del mondo, la sua visione
traduce ogni elemento della natura, trasfigurandolo. E’ come
un gioco misterioso che alimenta da sempre la magia
dell’arte. Arte somma quella di Pirpan. Pirpan ha
assimilato bene la lezione dei
maestri, e specialmente quella cubista di
Picasso. Ma le sue opere mi fanno venire in mente i
collage di Picabia,
Braque, ai più recenti di Boetti e Accardi. Tutti i
novecentisti, come anche Pirpan hanno trovato nel collage, il
linguaggio espressivo più congeniale. Questa tecnica
artistica usata inizialmente dai cubisti Picasso e Braque, già
nel 1911, applicando su una superficie ritagli di carta,
stoffa, materiali vari, come elementi di una composizione
pittorica. Juan Gris utilizza pagine di libri, spartiti
musicali, frammenti di giornale- e dai futuristi a partire
dal 1914, come Carrà e
Prampolini. Pirpan con i suoi
papier collé, o collart come ama definire i suoi collage, è il
grande continuatore di questa tendenza. |