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Mi chiamo Franco Padovan e sono un pittore veneto.
Con la mia pittura ricca di toni accesi, come le atmosfere di questa
regione, cerco di portare il visitatore in un percorso culturale
alla riscoperta delle tradizioni della via rurale. Mi
piace definirmi “pittore della cultura contadina”
e attraverso le immagini dipinte
sulle mie tele dare vita a personaggi, fatti e luoghi ed allegorie che pur senza
parlare riescano a raccontare la loro storia.
Il mio grande Maestro del passato, colui che mi
ispira maggiormente è Pieter Bruegel, pittore fiammingo del
Cinquecento. Qualche anno fa ho ammirato alcune sue opere nella
stupenda sala, a lui dedicata, al Kunsthistorisches Museum di
Vienna. Nel vedere i quadri di questo Artista dal vivo mi sono
reso conto della ricchezza dei particolari e
della precisione del segno, quadri
talmente ricchi di personaggi
e di particolari che per goderne appieno della loro bellezza, avrei dovuto passare ore
davanti ad ogni opera. Le riproduzioni presenti nei libri, essendo
di piccolo formato, non sempre riescono a dare la reale visione
della capacità di miniaturista di Pieter Bruegel. Io però amo la sua
pittura proprio per la ricchezza di
particolari con cui componeva le opere e con
le quali, ancora oggi, trasporta lo
spettatore in un mondo svelato fino al più
minuto particolare anatomico, di costume e
di atteggiamento. E’ben nota l’accuratezza
con cui i fiamminghi sapevano ritrarre un
fiore, un albero, un granaio o
un gregge di pecore. La loro
specializzazione consisteva nel
dipingere quadri il cui pregio essenziale era la stupenda abilità e fedeltà della rappresentazione. Il tema principale, che identificava l’arte di Pieter Bruegel, fu lo studio
della
vita paesana, l’uomo che egli prediligeva dipingere era colto dal
vero e amava ritrarlo mentre mangiava, danzava o lavorava. A Bruegel
interessava osservare e descrivere le manifestazioni della vita,
proprio in queste egli ricercava e trovava lo stravagante e il
grottesco. L’uomo viene perciò rappresentato per quello che è in
realtà, con i suoi difetti ma anche con le sue furberie. Un soggetto
tragicomico, uno scherzo della natura, un uomo talvolta rachitico
che si rotola sotto il sole, dove niente afferra e niente capisce.
Allo spettatore il compito di trarne la
morale. Scene di vita reali,
rappresentate con dovizia nei minimi
particolari non tralasciando la cura del
paesaggio circostante;
rupi, fiumi, monti, valli e colline si
sviluppano su diversi piani creando allo spettatore la
sensazione di una prospettiva a volo
d’uccello. Non mancano tranquilli villaggi
con le case dai tetti di paglia, gli alberi
e cespugli disegnati con la precisione
di un
botanico, e uccelli |