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Ad un quarto del cammin di nostra
vita mi ritrovai tra i quadri di Ghirardo ove la fantasia si era
smarrita. Ahi quanto a dir qual era è cosa bella a questo paesaggio
caldo e forte che nel pensier rinova l’allegria! Tant’è
bello che poco è più l’amore; ma per
trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò
de l’altre cose che vidi quand’io v’entrai.
Ho dovuto usare
l’inizio della Divina Commedia perché non riuscivo a trovare le parole per descrivere la bellezza che ho visto nelle opere
di Dino Ghirardo. Il paragone potrebbe sembrare impossibile; come si fa a comparare cotanta
bellezza a quella selva che incuteva paura a chiunque vi
s’addentrasse? Lo faccio perché sono profondamente convinto che
anche le cose brutte ,guardate con un occhio sognante, possono
cambiare aspetto e mostrare tutta la magia che racchiudono. Per me
le opere di Dino sono dei piccoli pezzi di Eden; sento ,quando li guardo, il canto
di una poesia antichissima che si impone con tutta
la sua bellezza; Sapere che quegli scorci onirici sono reali
per me è sintomo sia di grande gioia che di profonda
malinconia perché purtroppo so che vivo troppo lontano per
avere la possibilità di ammirarli da vicino. Quando parlo con
Dino si sente il profondo amore che prova
per la sua terra
adottiva che gli regala la possibilità di
Fotografare qualcosa che per il mondo della tecnologia è
irreale. Spero che con questo lavoro potrò far conoscere a
molte persone Dino Ghirardo; un artista così speciale che sicuramente
verrà apprezzato ancora di più da tutto il mondo dell’arte e sarà inserito in quel limbo dove si respira il latente profumo
della gloria. |