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La Critica di Antonio Coria

La vita è un’odissea  in  balìa  del mare, sino   al  giorno  in  cui avvistiamo un’isola misteriosa,  sbarcati su quella spiaggia veniamo ammaliati da molteplici scoperte che ne esaltano la realtà: la leggerezza sottolineata dalle trasparenze, cieli immensi e luminosi, morbidezze impalpabili, la serenità nei volti, ed in particolare, i meditati colori, energici e mai   violenti,opposti e mai stridenti; Inconsapevolmente l’attenta osservazione ci provoca un brivido e ci  trasporta  in  un  luogo dove  il nostro  cervello può detergersi e purificarsi da inutili modelli, immergendosi nella linfa creativa di Gerry.  Gustare le opere di Scaccabarozzi, significa ricevere l’emozione di una regata alla velocità di 50 nodi, un  paradigma per intendere un solidissimo scafo che rappresenta l’elevatissima cognizione  tecnica, enormi vele che  simboleggiano  la   fantasia  e raffiche  di  vento  che hanno la medesima forza delle grandi idee.  Quando c’imbattiamo dinanzi a tele che hanno questo seducente nitore, quando veniamo rapiti da una visione del mondo tersa e serena ed ogni pennellata è una parola e l’intero dipinto un racconto, è giunto il momento di dichiarare senza alcun timore che ci troviamo dinanzi al caposcuola del ventunesimo secolo, destinato a rappresentare l’Arte italiana in Europa,colui che tutti attendevamo, liberiamoci quindi della nostra pigrizia  mentale  e  comprendiamo quale incredibile dono ci stia facendo.


 

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