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Il viaggio
portoghese, nei suoni e colori di questa terra, è un esito naturale
ed atteso della pittura di Riccardo Benvenuti, autore toscano, di
grande sapienza figurativa, da sempre affascinato dai luoghi
lontani, dall’incontro con culture diverse. La sua attrazione per le
donne orientali e per i sentimenti interiori, che possono contenere
uno sguardo femminile, lo spingono a cercare l’anima dei suoi
personaggi in territori distanti: il suo viaggio cubano e l’approdo
alla magica terra portoghese. Il suo ciclo sulle donne di Giacomo
Puccini è stato un altro felice momento d’incontro con il fascino e
l’incanto dell’opera lirica, volti misteriosi di donna che vivono
attraverso la musica, un pittore lucchese che rende omaggio al
compositore più celebre della sua terra, alle magiche note nate
sulla riva del lago. Scrive Antonio
Tabucchi nell’apertura del suo romanzo:
“ Sostiene
Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica
giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava...
Quel bel giorno d’estate con la brezza atlantica che accarezzava le
cime degli alberi e il sole splendeva, e con una città che
scintillava, letteralmente scintillava sotto la sua finestra, e un
azzurro, un azzurro mai visto, sostiene Pereira di un nitore che
quasi feriva gli occhi, lui si mise a pensare alla morte.”
Le parole di
Tabucchi possono diventare un perfetto preludio al magico viaggio di
Benvenuti, che si avvicina al mistero del fado e delle donne
portoghesi, con la curiosità di uno sguardo, acceccato dalla luce
unica di queste terre, ma anche con la consapevolezza di dover
indagare nei misteri dell’animo umano, nella profonda nostalgia che
accompagna lo sguardo triste delle donna. Un viaggio solare, ma
anche un viaggio nella notte e nei segni del destino.
L’etimologia della parola fado, viene dal latino “fatum”, che
significa destino. Il destino di un popolo che non si può cambiare.
Si dice che il fado sia la canzone portoghese per eccellenza,
proprio perché rispecchia, in un certo modo, le credenze del popolo
nel destino. Destino inteso come qualcosa che ci domina e da cui non
possiamo fuggire: il dominio dell’anima, il primato del cuore sulla
ragione, cose che ci portano alla disperazione. E’ naturale l’incontro
di Benvenuti con le donne del fado, anche le sue donne sono dominate
dalla passione e dal
cuore. Le loro storie sono storie intense e brucianti di passioni ed
amori, i segni del destino già scritti sulla tela: nei segni della
pittura, nei movimenti della luce e nel vento, nei mille volti di
donna che, poi, sono le infinite suggestioni di un solo volto di
donna, disponibile a racconti ed emozioni sempre nuove. La pittura
di Benvenuti, partita da strade informali e astratte, si è poi
diretta verso una figurazione realista, ma di un realismo magico
sempre evocante, che cerca di cogliere la natura intima delle cose,
i segreti del cuore e
dei sentimenti. Le sue donne
trasfigurano dalla realtà della tela, diventando magiche
apparizioni, incanti sempre sul punto di dissolversi. In un certo
modo come i suoi paesaggi, le isole, i palazzi, sempre evocati tra
le nebbie, in un clima sospeso tra realtà e sogno, che emergono dal
nero della notte, indicando una accentuazione
della dimensione fantastica e favolistica.La donna del fado è
vestita con un abito scuro, canta i propri amori, la sua città, le
miserie della vita; anche le donne di Benvenuti appaiono dal buio
della notte, alla ricerca della bellezza e dell’armonia, ma sempre
con un sottile sguardo pieno di inquietudine e tristezza, sulla
soglia di una porta
invalicabile. In questi quadri risuona la canzone dei sentimenti del
fado del marinaio, dove si coglie il dolore di chi rimaneva a terra
e vedeva partire i propri cari, senza avere la certezza del loro
ritorno. Le immagini di bellezza delle donne di Benvenuti contengono
inevitabilmente la profonda nostalgia di una visione catturata per
un attimo, destinata a dissolversi, a svanire nel buio della notte,
che arriva. Le donne di Puccini, la danza di Salomè, le donne del
fado, le fanciulle perse nel paesaggio, le orientali sono i mille volti
che assume il sogno artistico di una ricerca di bellezza che non
diventa mai quieta contemplazione, ma sempre ricerca di un orizzonte
che si allontana, di un porto sicuro dove trovare rifugio, ma tutto
resta come sospeso, miraggio destinato a dissolversi nella magica
luce portoghese.Lisbona è una città dell’anima, un luogo unico, che
trova in Benvenuti un artista attento a cogliere la sinfonia
sotterranea, i misteri che emergono tra le luci ed i tramonti. Nei
dipinti sembra di sentire la magica voce di Amàlia Rodigrues , il giardino, a lei dedicato,
lo ritroviamo nei fiori e nei colori della pittura, ma la sua
presenza sembra esserci anche nei ritratti di altre figure, un sogno
ad occhi aperti, iniziato ascoltando il canto di una voce.Riccardo
Benvenuti ha saputo ascoltare la città di Lisbona, le sue voci ed i
suoi colori, poi ha ricreato sulla tela un magico viaggio, immerso
nei suoni e nei rumori dell’anima, di una terra che non si può dimenticare,
ma diventa parte di te, dei tuoi sentimenti ed emozioni. I colori ed
i suoni di Cuba s’incontrano in modo misterioso con la voce del
fado, che richiama il Brasile e terre lontane, colori più
vivaci da contrapporre alle paure della notte. Tutto controllato da
una misura poetica che riesce a evocare, con leggerezza, sentimenti
ed emozioni, a porgere la bellezza con uno stile maturo e
consapevole.La pittura di Benvenuti è ormai entrata nella sua
stagione più profonda, ogni cosa toccata assume le movenze del
sogno e della fantasia,si perdono di vista le tragedie quotidiane per
immergersi in una visione
purificatrice che parla al cuore dell’uomo, dimentica l’ordinario
per trasformarsi in evento straordinario. La dimensione pittorica
rimanda alla costruzione musicale per ragioni compositive interne,
ogni opera si parla e si guarda: attraverso pause, improvvisi
crescendi, assoli, variazioni ritmiche, cori che possiedono
l’armonia e l’indefinitezza della musica. Una sinfonia per gli occhi
è quella costruita, opera dopo opera, da Benvenuti che
ha trovato a Lisbona il luogo perfetto per una costruzione
armonica totale, che risponde al nome di canto.
Confessa
Benvenuti: “ Mi è difficile spiegare anche perché dipingo
sempre figure di donna. Forse perché la donna è un ideale, o forse
perché, più di ogni altra cosa contiene in sé l’amore, evoca la
figura dell’amante, ricorda la madre. Ma non so fino a che punto,
sostenendo queste mie opinioni, dico pienamente la verità.” L’amore e la passione animano il
lavoro di Benvenuti, ma le sue donne diventano simbolo anche di una
realtà diversa, di un sogno nostalgico che ci guarda, ma che non si può
catturare fino in fondo. Resta sempre
qualcosa di altro, un non detto, qualcosa di impronunciabile, che
contiene un segreto che non possiamo svelare : il mistero di una
donna che si comunica anche ai paesaggi, alle vedute veneziane, agli
altri temi pittorici. Il sogno della bellezza è l’idea fondate di
questi lavori, ma di una bellezza che nessuno può possedere
totalmente, soltanto veder sfuggire e allontanarsi attraverso un
riflesso magico, un’attrazione continua che non diventa mai realtà. Suggerisce
Paolo Levi: “L’abilità di Benvenuti è tutta in questa sua
sapiente simulazione dell’afferrabilità del bello, ma anche nella
squisita malinconia con cui fa balenare in un sorriso appena
trattenuto, in un gesto accennato o in un fondo accarezzato dal
colore, l’inattingibilità dell’amore totale.” Il viaggio
portoghese, la voce di Amalia, le strade di Lisbona sono l’ultimo
sogno in cui s’incarna il desiderio di bellezza di Benvenuti, ma,
come nella vita, l’amore e la bellezza la possiamo afferrare
soltanto per un attimo, poi tutto scompare, resta il dolce canto di
un addio o di una partenza. Il volto e lo sguardo di quella donna,
che ci sembrava di conoscere per sempre, è già svanito, riemerge la
notte con i suoi misteri, con i segreti della favola eterna del
vivere. |