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"La Sfida di Franco Azzinari" a cura di Miguel Barnet

La natura è tutto, anche ciò che non riusciamo a vedere. È questo, il mistero: quello spazio che rimane occulto finché non ci viene reso dalla mano dell'artista. Finché, come per miracolo, ciò che era dinanzi ai nostri occhi e non vedevamo ci viene rivelato come qualcosa di straordinario. Solo un vero creatore può raggiungere tale profondità. Solo un grande artista ci consegna il paesaggio quotidiano, spesso invisibile, con tratti nuovi e nuove tinte. Solo colui che è in grado di sostenere un dialogo intimo, tellurico con la natura può operare un tale sortilegio. Quando guardo i quadri di Franco Azzinari mi domando se il pittore calabrese non senta, quando dipinge, una gioia profonda, una grande felicità. Se non provi, anche, una sensazione di attaccamento alla terra, di ritorno alle origini, accompagnata da licheni amari e resine viscose. Franco Azzinari vive nell'intensità delle sue tele ed esse gli sono fedeli, docili come animali domestici. La sua pittura è scevra di qualsiasi artifizio falsamente sperimentale o di concettualismi, come quelli che tante volte trasformano l'opera d'arte solo in un enigmatico oggetto di riflessione e non semplicemente in un'opera d'arte, qualcosa in grado di suscitare godimento e sensualità. Azzinari, di origini contadine, è stato impregnato, fin dall'infanzia, della linfa ancestrale che offrono la campagna e le intemperie. L'assenza di lussi urbani e di oggetti futili o inservibili, assieme alla sua sensibilità e amore per la natura, lo hanno portato a una totale dedizione, in cui primeggiano i valori dell'essere umano semplice ed elementare e dove l'elemento primordiale si fonde con quello squisitamente intellettuale. Franco Azzinari è un pittore delle origini, ma non è un primitivo. La sua scuola è empirica e ha imparato il mestiere strada facendo, dipingendo, dipingendo e dipingendo: questa è la ragione della sua professionalità. Una professionalità esasperata, sempre più rifinita, sempre più perfetta e rigorosa. La magia della creazione, che si tratti della nascita di un fiore o dei frutti che maturano sui rami, è un motivo essenziale per l'artista. Ma non si tratta di nature morte aventi esclusivamente una funzione estetica od ornamentale. Sono fiori e frutti che vivono e respirano con l'alito di vita che lui, e solo lui, ha saputo infondergli. Paesaggi vivi, cieli aperti e trasparenti, campi di papaveri o girasoli che trasmettono serietà e serenità, eleganza naturale e pienezza di sensazioni. In tutta la sua opera Azzinari sfoggia un disegno perfetto, ondulante, quasi preziosista, con tessiture molto ben riuscite, vicine alla realtà, quasi, forse, all'iperrealtà, con un movimento del fogliame e una profondità di prospettive che ricordano Bonnard o Monet. Il disegno di Azzinari esibisce piani molto ben definiti ed una forza cromatica ineguagliabile. Una gestione armoniosa del colore, senza stridori, ossigenato dalla magica tavolozza dell'artista. Nei suoi quadri, ammiriamo l'eccellente impiego della luce in tutte le sue sfumature, ora nei leggiadri paesaggi primaverili, ora nella luminosa estate, o nell'autunno rosseggiante e malinconico, o nei grigiori dell'inverno. La composizione delle sue tele rivela inoltre un duello con l'estetica, nel quale trionfa il genio dell'artista che crea forme equilibrate non puntando necessariamente alla simmetria. C'è una violenza interiore che scorgiamo nei volti dei contadini e in alcune piante spinose e dure che feriscono deliberatamente il tessuto delicato del paesaggio. Da pittore di massa com'è, Azzinari non fa concessioni al gusto medio. Con la sua tavolozza plasma ciò che il cuore gli detta e in questo duello emerge il contadino calabrese amante di ciò che la natura ci prodiga, tutto ciò che è vivente e si mostra come un tesoro agli occhi dell'artista. Con Franco Azzinari, ci troviamo di fronte all'opera di un seduttore che ha messo la sua immaginazione e il suo talento al servizio del gusto più raffinato. La perfezione realistica delle sue tele non perde il potere di seduzione e sogno. Questo è il giusto equilibrio che Franco Azzinari è riuscito a conservare nel corso di tutta la sua carriera artistica. Dietro questa profusione di immagini realistiche, vivono l'illusione, l'amore per la vita e quella sostanza erotica senza la quale l'uomo non sarebbe tale. Tutta l'opera di Azzinari è una metafora della vita. È per questo che nei suoi paesaggi sentiamo la libertà di uno spazio infinito e delle intemperie che accolgono la nostra solitudine e ci confortano. Anche se sappiamo che molti dei suoi paesaggi si ispirano alla Calabria natia, non siamo mai limitati dall'ambito geografico della sua terra, bensì ci sentiamo trasportati verso un luogo imprecisato che potrebbe trovarsi in qualsiasi angolo del pianeta. Erede di Courbet, la purezza del suo naturalismo ci colpisce in ognuno dei suoi quadri, collocandolo al centro di un ritorno alla natura, di un raccoglimento dello spirito in sintonia con le nuove tendenze ecologiste. È una sfida anche al cospetto di un mondo alienato dall'obiettivo fisico, dalla tecnologia più avanzata, dalle fibre ottiche e da Internet. La bellezza e il candore delle sue opere contribuiscono a un'espressione poetica rara ai giorni nostri. In queste tele troviamo malinconia e nostalgia, purezza e spontaneità. Il tutto creato con una naturalezza sorprendente che lo allontana da qualsiasi corrente moderna o postmoderna, collocandolo fuori dal tempo e trasformandolo in un classico. La sua dedizione al paesaggio cubano, a quelle sculture viventi che sono i vigorosi e austeri uomini di campagna, con le loro rughe e le mani callose, dimostra la passione di Azzinari per l'essere umano. Cuba lo ha stregato e da essa ha tratto le linfe più pure, senza concessioni mercantilistiche né stereotipi. In tutta la sua produzione cubana, troviamo la forza evocativa della Calabria natia, sia nel paesaggio umano sia in quello della campagna e della foresta. Lirismo al massimo grado, esplosione di colori, sentimenti e luci, mistero e sintesi. La sua pittura è un canto cromatico alla natura. Cuba e la Calabria si uniscono in un'alchimia che l'artista ha saputo creare in modo ammirevole. La dolce luce del Mediterraneo si fonde con quella dei Caraibi in un incredibile gioco nuziale. Le memorie della sua ter­ra natale e il fascino che Cuba ha esercitato su di lui hanno consentito a questo grande artista contemporaneo di raggiungere una profusione di immagini commoventi, figlie del più autentico sentimento creativo. La Calabria rinasce a Cuba, con nuove tonalità e nuove tinte. Cuba riceve il misterioso dono di Azzinari per mostrarsi più feconda e matura. La natura è una, in tutto il pianeta: torniamo a lei! sembra gridare con tutto il fiato che ha in corpo Franco Azzinari, atemporale pittore del mondo.

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