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La
natura è tutto, anche ciò che non riusciamo
a vedere. È questo, il mistero: quello
spazio che rimane occulto finché non ci
viene reso dalla mano dell'artista. Finché,
come per miracolo, ciò che era dinanzi ai
nostri occhi e non vedevamo ci viene
rivelato come qualcosa di straordinario.
Solo un vero creatore può raggiungere tale
profondità. Solo un grande artista ci
consegna il paesaggio quotidiano, spesso
invisibile, con tratti nuovi e nuove tinte.
Solo colui che è in grado di sostenere un
dialogo intimo, tellurico con la natura può
operare un tale sortilegio. Quando guardo i
quadri di Franco Azzinari mi domando se il
pittore calabrese non senta, quando dipinge,
una gioia profonda, una grande felicità. Se
non provi, anche, una sensazione di
attaccamento alla terra, di ritorno alle
origini, accompagnata da licheni amari e
resine viscose. Franco Azzinari vive
nell'intensità delle sue tele ed esse gli
sono fedeli, docili come animali domestici.
La sua pittura è scevra di qualsiasi
artifizio falsamente sperimentale o di
concettualismi, come quelli che tante volte
trasformano l'opera d'arte solo in un
enigmatico oggetto di riflessione e non
semplicemente in un'opera d'arte, qualcosa
in grado di suscitare godimento e
sensualità. Azzinari, di origini contadine,
è stato impregnato, fin dall'infanzia, della
linfa ancestrale che offrono la campagna e
le intemperie. L'assenza di lussi urbani e
di oggetti futili o inservibili, assieme
alla sua sensibilità e amore per la natura,
lo hanno portato a una totale dedizione, in
cui primeggiano i valori dell'essere umano
semplice ed elementare e dove l'elemento
primordiale si fonde con quello
squisitamente intellettuale. Franco Azzinari
è un pittore delle origini, ma non è un
primitivo. La sua scuola è empirica e ha
imparato il mestiere strada facendo,
dipingendo, dipingendo e dipingendo: questa
è la ragione della sua professionalità. Una
professionalità esasperata, sempre più
rifinita, sempre più perfetta e rigorosa. La
magia della creazione, che si tratti della
nascita di un fiore o dei frutti che
maturano sui rami, è un motivo essenziale
per l'artista. Ma non si tratta di nature
morte aventi esclusivamente una funzione
estetica od ornamentale. Sono fiori e frutti
che vivono e respirano con l'alito di vita
che lui, e solo lui, ha saputo infondergli.
Paesaggi vivi, cieli aperti e trasparenti,
campi di papaveri o girasoli che trasmettono
serietà e serenità, eleganza naturale e
pienezza di sensazioni. In tutta la sua
opera Azzinari sfoggia un disegno perfetto,
ondulante, quasi preziosista, con tessiture
molto ben riuscite, vicine alla realtà,
quasi, forse, all'iperrealtà, con un
movimento del fogliame e una profondità di
prospettive che ricordano Bonnard o Monet.
Il disegno di Azzinari esibisce piani molto
ben definiti ed una forza cromatica
ineguagliabile. Una gestione armoniosa del
colore, senza stridori, ossigenato dalla
magica tavolozza dell'artista. Nei suoi
quadri, ammiriamo l'eccellente impiego della
luce in tutte le sue sfumature, ora nei
leggiadri paesaggi primaverili, ora nella
luminosa estate, o nell'autunno rosseggiante
e malinconico, o nei grigiori dell'inverno.
La composizione delle sue tele rivela
inoltre un duello con l'estetica, nel quale
trionfa il genio dell'artista che crea forme
equilibrate non puntando necessariamente
alla simmetria. C'è una violenza interiore
che scorgiamo nei volti dei contadini e in
alcune piante spinose e dure che feriscono
deliberatamente il tessuto delicato del
paesaggio. Da pittore di massa com'è,
Azzinari non fa concessioni al gusto medio.
Con la sua tavolozza plasma ciò che il cuore
gli detta e in questo duello emerge il
contadino calabrese amante di ciò che la
natura ci prodiga, tutto ciò che è vivente e
si mostra come un tesoro agli occhi
dell'artista. Con Franco Azzinari, ci
troviamo di fronte all'opera di un seduttore
che ha messo la sua immaginazione e il suo
talento al servizio del gusto più raffinato.
La perfezione realistica delle sue tele non
perde il potere di seduzione e sogno. Questo
è il giusto equilibrio che Franco Azzinari è
riuscito a conservare nel corso di tutta la
sua carriera artistica. Dietro questa
profusione di immagini realistiche, vivono
l'illusione, l'amore per la vita e quella
sostanza erotica senza la quale l'uomo non
sarebbe tale. Tutta l'opera di Azzinari è
una metafora della vita. È per questo che
nei suoi paesaggi sentiamo la libertà di uno
spazio infinito
e delle intemperie che accolgono la nostra solitudine e ci
confortano. Anche se sappiamo che molti dei
suoi paesaggi si ispirano alla Calabria
natia, non siamo mai limitati dall'ambito
geografico della sua terra, bensì ci
sentiamo trasportati verso un luogo
imprecisato che potrebbe trovarsi in
qualsiasi angolo del pianeta. Erede di
Courbet, la purezza del suo naturalismo ci
colpisce in ognuno dei suoi quadri,
collocandolo al centro di un ritorno alla
natura, di un raccoglimento dello spirito in
sintonia con le nuove tendenze ecologiste. È
una sfida anche al cospetto di un mondo
alienato dall'obiettivo fisico, dalla
tecnologia più avanzata, dalle fibre ottiche
e da Internet. La bellezza e il candore
delle sue opere contribuiscono a
un'espressione poetica rara ai giorni
nostri. In queste tele troviamo malinconia e
nostalgia, purezza e spontaneità. Il tutto
creato con una naturalezza sorprendente che
lo allontana da qualsiasi corrente moderna o
postmoderna, collocandolo fuori dal tempo e
trasformandolo in un classico. La sua
dedizione al paesaggio cubano, a quelle
sculture viventi che sono i vigorosi e
austeri uomini di campagna, con le loro
rughe e le mani callose, dimostra la
passione di Azzinari per l'essere umano.
Cuba lo ha stregato e da essa ha tratto le
linfe più pure, senza concessioni
mercantilistiche né stereotipi. In tutta la
sua produzione cubana, troviamo la forza
evocativa della Calabria natia, sia nel
paesaggio umano sia in quello della campagna
e della foresta. Lirismo al massimo grado,
esplosione di colori, sentimenti e luci,
mistero e sintesi. La sua pittura è un canto
cromatico alla natura. Cuba e la Calabria si
uniscono in un'alchimia che l'artista ha
saputo creare in modo ammirevole. La dolce
luce del Mediterraneo si fonde con quella
dei Caraibi in un incredibile gioco nuziale.
Le memorie della sua terra natale e il
fascino che Cuba ha esercitato su di lui
hanno consentito a questo grande artista
contemporaneo di raggiungere una profusione
di immagini commoventi, figlie del più
autentico sentimento creativo. La Calabria
rinasce a Cuba, con nuove tonalità e nuove
tinte. Cuba riceve il misterioso dono di
Azzinari per mostrarsi più feconda e matura.
La natura è una, in tutto il pianeta:
torniamo a lei! sembra gridare con tutto il
fiato che ha in corpo Franco Azzinari,
atemporale pittore del mondo. |