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Il filosofo francese Voltaire ha detto che il caso non esiste, che
tutto è punizione, ricompensa o provvidenza.
Per me l'incontro con Cuba ha significato
ricompensa e provvidenza. L'incontro risale
al gennaio del 1992. Ero con un amico a
Miami (Florida). Faceva brutto tempo:
"Perché non andiamo a Cuba per un po' di
sole?" Via Cancun, ci imbarchiamo per
l'Avana: la città è magica, l'armonia della
gente ti trasmette una gran voglia di
vivere; il paesaggio è unico, assoluto. E
una tavolozza di colori e sorrisi
coinvolgenti, che mi riportano a casa mia:
la Calabria, la Magna Grecia, il
Mediterraneo di Ulisse e della mitologia. Se
la Calabria è la mia Itaca, Cuba è la mia
Isola dei Feaci. Mi incuriosiva l'idea di
visitare l'interno dell'isola e soprattutto
la parte orientale. Ci siamo spinti fino a
Camagiiey. Parlavo poco lo spagnolo, ma
grazie alla gentilezza e alla semplicità dei
cubani riuscivo a comunicare. Tutti erano
molto disponibili ad aiutarci, come un tempo
accadeva anche in Italia. Qualcuno
addirittura si offriva per accompagnarci nei
luoghi in cui volevamo andare. Nel visitarli
avevo l'impressione di essere tornato
indietro nel tempo, a quando ero bambino. Mi
riaffioravano nella mente immagini che avevo
già visto: lo sforzo dell'uomo per estrarre
dalla terra la fertilità. Fui molto colpito
dai vecchi, dalla rugosità dei loro volti
(testimoni della vita) e dal modo in cui,
molto serenamente, lavoravano i campi, con
la forza delle loro braccia. Mi innamorai:
un giorno sarei ritornato con la tavolozza e
i colori per raccontare sulla tela questi
luoghi di magia, dalla natura intatta e
incontaminata, con il sole che bacia la
frutta e la rende sensuale. Da allora sono
passati una decina d'anni, ho realizzato
circa 200 opere, disegnando e dipingendo
tutto ciò che mi ha maggiormente colpito:
l'uomo e la natura. Ho ritratto anche
diversi personaggi importanti: Gregorio
Fuentes, Alejandro Robaina, Compay Segundo e
il líder mdximo: Fidel Castro. E oggi,
grazie anche all'interessamento del
ministero della Cultura dell'Avana,
dell'ambasciata di Cuba a Roma e dell'Uneac,
sono orgoglioso e felice di poter
racchiudere questa bellissima avventura in
un libro e di poterlo mostrare assieme alle
mie opere al Museo de Bellas Artes
dell'Avana e al resto del mondo. |