.

La Critica di Guido Pintorello

La prima sensazione che assale colui che si pone di fronte all’opera di Santarini è quella del vuoto. I  colori  puri, il  predominio  del  vacuo sul pieno

la   rarefazione  delle   atmosfere, tutto  rimanda  ad un universo asettico, inconsistente, privo di spessore e di materia, ma ricco di atmosfere e di ironia. Ed è l’ironia, appunto, la principale componente dell’opera pittorica di Santarini, un’ironia sottile a volte quasi malinconica, ma oltremodo stimolante, capace di suscitare associazioni mentali sempre mutevoli e ricche; per richiami culturali, per veri e propri stati d’animo, suscitati e negati ad un tempo, posti comunque sotto il segno dell’inquietudine. Lo straniamento è dunque la chiave di volta dell’opera di Santarini, quella che meglio si sposa all’ironia e che viene ottenuto sia dalla raffinata tecnica, sia dalla commistione temporale e culturale evocata dalle figure e dagli ambienti   dove    la   vicenda  figurata,

prima di svolgersi, semplicemente  “ appare”. Epifania di atmosfere, ma anche epifania di forme,  di corpi,  di oggetti, sempre   riconoscibili, ricchi   di  valori

tattili, sapientemente inseriti in un contesto che presenta, ad un tempo, la materialità e l’astrazione della quinta teatrale e come questa conserva intatta la capacità di allusione a mondi “ altri”. La composizione, il progetto, studiati con cura e metodicità, rimangono una delle cifre più immediatamente avvertibili, in questo personalissimo universo    dai      colori    sinceri e puri.   Geometrie  sapienti,  prospettive

classicamente      solide, dove  la  piattezza  e  la  simultaneità  dei   piani visivi sono accuratamente evitate, conducendoci  in una dimensione  in cui  le 

passioni sono come congelate un attimo  prima di esplodere. Naturalmente , di fronte a tanta sensibilità non dobbiamo dimenticarci dell’intelligenza, che stà alla base di qualsivoglia ironia; non accenneremo qui    al    ricco  bagaglio  culturale che

sottostà a questa pittura, dai richiami ad un esoterismo non volgare, alle rivisitazioni di grandi capolavori del passato, rivissuti e reinterpretati in maniera personalissima. Ci limiteremo soltanto a sottolineare, come questa continua altalena tra sensibilità e intelligenza, sia capace di parlare alla mente e all’anima di chi guarda, instaurare un dialogo sempre mutevole ma sempre ricco di nuovi spunti. Un dialogo che parte da valori estetici e che a valori estetici approda, ma capace, proprio per questo, di riverberare una gamma altissima e sempre diversificata di sensazioni.

Se Vuoi Lasciare Un Commento All'Artista Clicca Qui

AVANTI

Il materiale contenuto in questo sito, appartiene ai rispettivi autori. è vietato un qualsiasi utilizzo  Tutte le iniziative di questo sito sono completamente GRATUITE e servono ad arricchire solo la cultura dell'anima .