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Carissimi amici e assidui lettori
delle mie rubriche, oggi vorrei parlarvi della grande
amicizia che è nata con una delle persone più importanti
della mia vita e che reputo una pittrice dal grande
talento artistico…per chi non avesse capito sto parlando
di Maria Rosaria Verrone.. per spiegarvi però meglio tutto
quello che è successo, devo fare un salto nel passato e
precisamente a 4 anni fa, quando al tintinnare del
campanello della scuola arrivò la nuova Prof di italiano
che tutti aspettavamo con ansia.. si aprì la porta ed
entrò una tipina tutta ben accomodata, se vogliamo usare
le parole del Manzoni, con degli occhiali grigi e un
portamento e l’uso di movenze classiche di una persona non
comune…capii subito che era davvero speciale; rimasi
folgorato dalla bellezza del suo cuore che pian piano si
apriva e mostrava a tutti un arcobaleno che finalmente
illuminava quell’istituto ingrigito da tanta ignoranza da
parte di una moltitudine di burattini guidati dalla
società mangiafuoco. I primi mesi furono un po’ pesantucci .,,..la prof voleva diventare lo psicologo di
tutti….non mi fraintendete…voleva solo entrare nella testa
di ognuno di noi per metterci a nostro agio e farci
sentire finalmente tutti uguali… ci studiava attraverso
dei temi che mettevano in risalto il nostro essere e la
nostra effige interiore e penso che lì anche io ho fatto
colpo su di lei…facendole capire che non tutti i
quindicenni sono uguali…ce ne sono infatti alcuni più
sensibili che maturano prima e che arrivano a scavare nel
profondo delle cose cercando di corroderne l’essenza e a
non fermarsi alla superficialità…i nostri dialoghi erano
frequenti…nei mesi successivi ci svelò di avere una
grande passione, LA PITTURA, e da allora non ci fu niente
da fare…il mio sogno diventò quello di avere uno
straccetto di tela dipinto ad arte che ebbi, dopo un po’
di insistenza, qualche settimana dopo, quando le portai
una tela bianca.. la più piccola che trovai nella
ferramenta vicino casa. Fu un giorno indimenticabile
quando venne a trovarmi a casa portando nella mani un
lunare che ho custodito con molta gelosia:

ero finalmente ricco perché avevo
un pezzo dell’anima della straordinaria prof. L’amicizia
si rafforzava pian piano.. cresceva senza poterla fermare
…le interrogazioni erano diventate sempre più scoccianti,
anche lei mostrava i primi segni di stress scolastico
aumentato dopo i vari venerdì passati con noi….la
grammatica mi logorava la voglia di vivere.. finalmente la
scuola finì e la prof, quando le organizzai la mostra
nella biblioteca Di Capaccio Scalo, mi fece un altro
dono…finalmente ebbi anche io una donna…

il quadro era sensazionale….ero
felicissimo…non riuscivo a chiudere gli occhi e ad
addormentarmi se prima di posarmi sul letto non salutavo
la mia Venere del mare…era bellissima…e soprattutto
intonata con la mia camera che si illuminava sempre più di
immenso. Nonostante la fine della scuola la nostra
amicizia non si sciolse anzi nei mesi successivi si fece
sempre più forte … mi veniva a trovare ogni settimana a
casa e io partecipavo ad ogni sua mostra che si rivelava
sempre un grande successo. A settembre mi fece un altro
dono.. il paesaggio con le rose blu.

I mesi passarono sempre più
velocemente.. purtroppo la persi come insegnante perché
entrai nel triennio.. ma il grande amore che avevo per
l’arte mi mantenne sempre stretto a quell’anima così
candida.. la scuola iniziava ad essere sempre più
difficile…ora veramente i libri facevano sudare e
soprattutto mi stressavano le giornate di bel tempo in cui
il cuore avrebbe voluto uscire fuori e giocare. La secca
estate lasciò spazio alla primavera…gli incontri con la
mia prof erano sempre più sporadici.. quando sentivo la
sua mancanza la telefonavo e mi teneva aggiornato su tutto
quello che aveva fatto altresì facevo io. Arrivò natale e
le costruii come dono il primo sito web corredato da un
bellissimo cesto di regali. Lei mi portò due dipinti……era
arrivato anche babbo natale pittore….mi aveva fatto
sorridere di nuovo.

Le vacanze natalizie scapparono
via immediatamente senza nemmeno avere il tempo di
riflettere sul da farsi. La scuola iniziò di nuovo….lo
stesso malcontento e la stessa stanchezza erano provati
anche dalla Verrone che dopo un mesetto già faceva le
interrogazioni finali…a fine luglio mi fece un altro
regalo…era una ballerina…davvero bellissima …faceva
danzare anche il mio cuore.

Arrivò di nuovo il mio
compleanno questa volta in modo un po’ più triste perché
l’incompetenza strappò via una parte della mia prof.: il
padre morì. Non sapevo cosa fare…lo seppi perfino in
ritardo..ma lei riuscì apparentemente a superare il
dolore….come si fa ad accettare che la persona che più
credeva in lei e nelle sue capacità non c’era più???quando
mi venne a trovare a casa mi portò un quadro in cui si
ispirava ad un grande del passato…Renè Magritte…

la scuola iniziò di nuovo e lo
studio si faceva sempre più pesante..arrivato natale
decise di rappresentarmi per la prima volta la
morte…risultato???????????una donna dalle ali ghiacciate
che non può più volare….la donna era lei….la morte del
padre le aveva gelato le ali.. passarono dei mesi…

arrivò l’estate e il mio
diciottesimo anno si avvicinava sempre di più. Lei si mise
all’opera perchè doveva regalarmi davvero qualcosa di
grandioso e ci riuscì. Lavorò per mesi vicino alla mia
tela un po’ più alta di lei…la fatica diede però i suoi
buoni frutti era nata una nuova diva della pittura che
induceva tutti a cogliere l’attimo fuggente…il titolo del
dipinto fu CARPE DIEM…

non posso dirvi la gioia che
provai nel vederla perché naturalmente seguii tutta la
nascita del mio capolavoro…era la donna che sognavo….colei
che si cingeva di fiori, che parlava tramite le foglie,
che sorrideva,che aveva le labbra rosse e le guance
candide come una rosa… a casa non facevo che parlare di
lei….la donna del quadro era la mia prof… lei mi diceva di
no…ma le somiglianze erano troppe….così mi convinsi…..Carpe
Diem era lei… tutti coloro che la videro rimasero
abbagliati dalla sua bellezza che era davvero come una
fontana vivace,spruzzava gioia da tutte le parti…induceva
tutti a sognare. Il tempo riprese a scorrere
velocemente….a natale mi regalò un dipinto con delle
mimose in un vaso…
intanto la scuola iniziava di
nuovo a mostrare la coda finale..ma per me era davvero la
fine….dovevo affrontare l’esame di stato. Il tema che
scelsi fu molto pessimistico “ La Morte “ …. volevo nel
massimo dei modi essere realista. Cercai di renderlo più
poetico possibile e pensai questa cosa:
la Morte e il superamento della stessa attraverso
la fede...quella stessa fede che condusse Dante a brillare
della luce di Dio..e così mi prodigai ad imparare l’Ultimo
del Paradiso…dovevo fare qualcosa di speciale.
Anche per gli orali la Verrone era lì ad
ascoltarmi.. un po’ incredula…nel mio discorso elogiai
anche lei. Per l’esame dipinse per me un bellissimo
quadro…”le mimose”.

Siamo
arrivati alla fine di questo racconto…spero di aver
spiegato bene tutto quello che ho passato e soprattutto
tutti i momenti belli che ho vissuto,….naturalmente non
sono solo questi i momenti in cui sono stato felice..
Fortunatamente sto vivendo una vita piena di luce e
soprattutto cerco di vivere ogni singolo momento come
fosse l’ultimo e cioè alla massima espressione…
Ho cercato di fare del mio meglio e per scrivere queste
cose ho interrogato per primo il mio cuore…che ora palpita
di gioia ..la Verrone è tutto questo…io la definirei un
angelo dorato caduto dal cielo per seguire la mia
anima…sono davvero felice che quell’angelo sia capitato
proprio a me.
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