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Fin dai secoli più reconditi e lontani
l’uomo ha sempre cercato di rappresentare attraverso degli oggetti o
dei semplici colori il mondo circostante e soprattutto gli attimi
più sublimi che nascevano nelle loro anime. Dal mio punto di vista
l’Arte può essere rappresentata simbolicamente attraverso una
bellissima colomba bianca con la coda cinta di fiori colorati che
emanano un profumo inebriante capace di catturare l’animo delle
poche persone che sanno sentirlo; La colomba che voglio chiamare in
queste parole da un po’ di tempo non è così felice perché ha le ali
tarpate da questa società di ignavi e di avidi, ma nonostante questo
riesce lo stesso a volare grazie alla nascita di animi puri a cui
Dio ha dato il dono di imprimere sulle tele attraverso dei colori
che parlano d’amore, di Bellezza e di Libertà, il mondo da lui
creato. Questa triste situazione, che rischia di soffocare la vera
arte, è nata nel nostro secolo in cui gli uomini non sono più come
una volta cioè contadini dei propri valori ma sono diventati dei
veri e propri imprenditori di se stessi affannati nell’impegno
costante di arricchirsi, di sperperare e di imbruttire i propri
sentimenti, ma la cosa peggiore è che anche gli artisti si sono
lasciati travolgere da questo uragano che imperversa e che ha
sostituito al bello l’informale e il moderno avendo come risultato
finale l’annullamento dell’arte vera e la ricerca di un’arte
spazzatura costruita facilmente e capace di soddisfare il mercato
ignorante di oggi che ama gli imbrattatele . Per fortuna sono
rimaste ancora persone come il Grande Pittore Franco Padovan un uomo
colto che cerca di diffondere un messaggio universale, che parla
d’amore, di bellezza e di felicità. Franco attraverso la sua arte
arriva a scavare nel profondo delle cose cercando di corroderne
l’essenza e ci racconta la storia dei nostri avi che lavoravano per
mantenere una famiglia, che giocavano, che frequentavano la chiesa e
che pranzano serenamente alla luce di un camino. Facendo questo,
spuntano sulle sue tele attimi di vita quotidiana visti da un
sognatore, da un pittore fanciullo che scrive le poesie della vita
mentre dorme nella sua culla di stelle. È difficile trovare un
aggettivo per Franco…io lo definirei sicuramente un “Mercante Di
Stelle” e di attimi purtroppo ormai persi. Vorrei tanto che questo
suo affannoso lavoro possa portare davvero ad un ritorno al passato
che non significa regredire ma solo migliorare. Auguro veramente a
Franco che tutte le stelle che ha sbriciolato sulla propria
tavolozza possano illuminare a tal punto le sue tele tanto da
bloccare questo ritmo regressivo che la nostra società sta seguendo;
questa per me è solo una grande certezza perché credo fermamente
nelle capacità di quel grande artista che dalla sua terra veneta
racconta il passato di tutti noi e ci permette di non dimenticarlo
mai.

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