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La poesia è la musica dell'anima.
- Impressioni
- Ricordi
- Sentimenti |
Il mio cavalletto
Siedo
qui sola
e nel silenzio
che circonda la mia vita
io penso e penso....
E guardo in alto
al mio vecchio amico
incrostato cavalletto.
A quella bianca
vergin tela
su di esso stesa.
e vedo con gli occhi
del cuore
e della mente
il mio pennello
intingersi nel rosso colore,
incominciar così
un bel vermiglio fiore
Eppur non é
ancor questo
forse che
il mio pennello
libero infine
volteggiar vorrà
legger
su quella tela
e tracciar
dei segni lievi
brevi decisi,
dei segni aperti
e forse tondi
e nascerà così
un tema nuovo,
forse chissà
un tema astratto.
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Ma poi non
sò
non ho ancor deciso
forse, forse
disegnerà ilmio pennello
indisciplinato
un paesaggio ameno.
Oh com'é strana
incerta
spesso la vita
e guardo quasi con paura
quella mia tela bianca
e provo quasi un
senso di rispetto
e sento che m'aspetta
fiduciosa aspetta
la bianca tela
il mio lavor
così incerto ancor.
Certo il tutto é
forse incominciare
e riempir così di gioia
col mio lavoro
il lungo giorno
queste mie vuote
solitarie ore
e dal nulla qualcosa
di bello forse creare
e la mia anima
altrimenti afflitta
appagare.
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L'Ariete
Tecnica mista |
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Tristezza
Triste io siedo
solitaria giornata
ove sempre uguali
si sussegono
fuggenti attimi angosciosi.
Io guardo la vita fuggire
felice appagata.
Solo io prigioniera
di monotone giornate
siedo e attendo
un'ora più felice.
E vorrei fuggire
andar lontano.
vagare per i prati in fiore
in un'eterna giovinezza
in un eterno amore.
E in quest'anelito sognando
attendo
uno sguardo, un saluto gentile
che mi riscaldi
il cuore.

Solitudine
Olio su
tela
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Autunno
Oh com'è triste
il mio giardino
in questo grigio
e freddo mese
novembrino,
non c'è più un fiore
un uccellino
un'alberello chiaro
e pur il verde praticello
s'è come stinto stanco.
Tutto riposa e dorme
sotto la bruna terra
che per abbellirsi aspetta
il bianco di neve
manto.
C'è un che d'attesa
come d'eterna pace,
mentre d'intorno il mondo
silenzioso tace.
Nell'albero qui accanto
Il merlo nero
par dormire stanco.
Mentre la tramontana
dispettosa spira
le morte foglie
in terra
ad una ad una
ammassa.
Tutto sembra ritrarsi
impaurito
e si nasconde.
par cercar un'angolino
angusto,
anche piccino
per il freddo e ventoso
inverno
al caldo passar
al povero e al viandante
infreddolito
un'asil donar.
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Ma ecco che nell'aria
grigia
della sera
un buon sentore
arriva da lontano
un piacevole caldo
gentile odore
che di semplice gioia
allieta
e riempie il cuore
son le caldarroste profumate
che cotte nella brace
invitano grandi e piccini
a liete ore.
Ed ecco siamo già
a San Martino
e oh gioia,
frizzante
si assaggia
il nuovo vino.
così é che nell' autunnale
mese
nell'aspro buio nebbioso
malinconico novembre
di tristi ricordi intriso
ove la mente
con dolor ognun di noi
rinvaga
i nostri in cielo trapassati
estinti
nel fervido pregar
e nel ricordo vivo
d'essi
la mente
si compiace
ecco allor
riconfortare il cuore
una bella tradizione
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Guarda fanciullo,
guarda fanciullo
e ascolta,
primavera, primavera
é nell'aria.
Non odi tu quel battito
d'ali
quel cinguettio
sommesso,
non senti tu quest'alito
fresco
e questo canto
gioioso?
è il vento d'aprile
che gioca
lezioso
come un monello
birbone
fra gli alberi vecchi
e gli alberi nuovi
del bosco
qui dietro,
e fischia e striscia
'inoltra
sinuoso
e sbatte le tenere
gemme
e dispettoso
le ancor sfoltite chiome
inchina. |
La tenera erbetta
occhieggia curiosa
in tra le zolle rimosse
con mano amorosa
verdeggia graziosa
e subito é un mare.
Nell'orto qui accanto
sbocciano i fiori
i primi i più belli
e il mio occhio beato
spazia si appaga
e poi si ferma
estasiato;
ma là c'é ...
una nuvola bianca
ma là c'é...
una nuvola rosa
ma ieri
ancora non c'era...
é l'albero melo
é l'albero pero
ecco é rinato
ecco é rifiorito.
E tanto azzurro
é il cielo
e profumata é la terra
Oh si fanciullo guarda
e ascolta
primavera, primavera
é nell'aria.
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L'Attesa
Ore dolcissime d'attesa
agognata
serata
mentre lentamente
trascorrono le ore
e passa la giornata.
Ho con amor
parato,
il pane il desco
e un lume
e sul mio viso
un sorriso gioioso
splende.
E spio di dietro
la vetrata
il tuo ritorno
a casa.
Conto i minuti
ed odo già
il tuo svelto passo
s'apre la porta
s'anima la casa
già si silenziosa
ed ecco sei tornato
ed io non
son più sola.
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Il Terremoto
È caduto il cielo
ed ha tremato la terra
su quei poveri resti
un pianto accorato
straziato
di bimbo e di madre
intorno ad una povera bara.
Grida e lamenti
frà le rovinose
macerie
disperata ricerca
di poveri corpi feriti
di poveri resti maroriati
e pianto, pianto di madre
pianto di padre
pianto di uomini e donne
che tutto han perduto.
Odore di morte
nella livida alba nascente.
E intorno dolore
soltanto dolore
ciò che fù un dì
lavoro speranza vita,
or é distrutto e giace
ciò che fù
amor un dì
or tace.
La terra ha tremato
e intorno è cominciato il terrore |
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