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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine |
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Presentazione
rubrica "Viaggio nella Critica D'Arte" |
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La storia della critica d’arte oggi la
si studia nelle università, ma non sempre è stato così.
L’esercizio critico per sua stessa intrinseca natura è
un atto di volizione da parte di
chi cerca di capire l’ ”essenza” delle opere artistiche
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letterarie, da parte
di chi tenta, più o meno con successo, di “giudicare” le
opere d’arte. Il termine classico, greco, kritike
techne significa “arte di giudicare” e indica,
nell’accezione più vasta del termine, una rigorosa
analisi delle opere d’arte, realizzata secondo la
ragione, che conduce poi al “giudizio di valore” ossia
al riconoscimento dell’artisticità da parte del critico.
Infatti, al giudizio di valore, che fa di un oggetto un’opera d’arte, il critico perviene attraverso un
complesso di operazioni che egli |
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compie, basandosi su
concezioni estetiche, conoscitive e valutative, e su
precise metodologie di indagine tendenti a riconoscere,
chiarire e descrivere i caratteri stessi dell’opera
d’arte (letteraria, figurativa, musicale,
cinematografica, televisiva, ecc.). Il mio viaggio,
quello che proporrò al pubblico dei lettori, sarà un
viaggio dentro la critica dell’arte, partendo dai
fondamenti storici e teorici di tale esercizio
nel tempo, per arrivare, poi, |
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all’esercizio della
critica d’arte oggi, cioè nel tempo della complessità
della nostra cultura figurativa, per riflettere meglio e
per fare riflettere, me lo auguro, sul ruolo della
critica e su di chi la fa, pur con tutte le
sfaccettature con cui tale attività si presenta. Il mio
sarà quindi un viaggio dalla storia alla
contemporaneità, nel necessario e imprescindibile
rapporto tra la storia dell’arte e la critica d’arte
“militante”, contemporanea. Mi rendo conto che
“raccontare” la critica d’arte che non sarà né semplice,
né agevole, ma spero che le cose che scriverò potranno
in qualche modo aiutare il pubblico a comprendere
meglio le ansie, le |
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difficoltà e i
successi (o gli insuccessi) che tale attività comporta
per un critico d’arte. Il mio viaggio inizierà con una
panoramica generale, a grandi linee, sull’esercizio
critico da parte di artisti che hanno variamente scritto
d’arte, il cui esempio più importante, fondamentale
direi, è certamente offerto dalle celeberrime
Vite di Giorgio Vasari, per toccare, poi, i
fondamenti del fare critica d’arte nel corso dei secoli
successivi, fino a giungere alla contemporaneità e alle
diverse “scuole di pensiero” estetico e
storico-artistico |
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e critico del nostro
tempo. Teniamo presente, inoltre, che la critica d’arte,
per sua stessa natura, si avvale di un linguaggio
specifico, particolarissimo, che la distingue poiché il
lessico usato deve servire a rendere con le parole
concetti e modi espressivi che appartengono alla
figuratività la quale non si manifesta con le parole, ma
attraverso un linguaggio in cui la parola è assente. Da
questa esigenza di mediazione tra la parola scritta e il
linguaggio figurativo nasce, quindi, il linguaggio
settoriale, particolare, della critica d’arte e con esso
la vasta produzione di testi che vengono identificati
nel filone della “letteratura artistica”, cioè con tutte
le opere che raccolgono gli scritti d’arte di qualsiasi
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cultura e in qualsiasi
tempo. Il mio viaggio nella critica d’arte poi
proseguirà con una disamina sullo status dello storico e
del critico d’arte oggi, sulla sua capacità di leggere
la contemporaneità, sul suo ruolo sociale e sulle
funzioni che il critico svolge nell’esercizio della
propria pratica professionale. Cercherò di mettere a
fuoco l’ “identikit” del critico d’arte dei nostri
tempi, ben conoscendo le difficoltà e l’eterogeneità
delle diverse scuole di pensiero storico-critico
sviluppatesi nel corso del Novecento e le difficoltà e i
“contrasti” che spesso sono nati tra le diverse
personalità che hanno contraddistinto l’esercizio della
critica nel mondo d’oggi. Mi sforzerò di essere il più
obiettivo possibile e di offrire ulteriori spunti per un
dibattito così delicato e importante, nel confronto
aperto e nel rispetto di ogni scuola di pensiero. Se,
infine, riuscirò a far capire al lettore, sia pure in
minima parte, le difficoltà e la delicatezza del ruolo
del critico d’arte potrò dire di aver rispettato mio
intento. |
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