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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine

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Gerardo Pecci
Ci Presenta:

"Viaggio Nella
Critica D'Arte...
"

 

Francesco Cairone
Ci Presenta:

"I Grandi Dell'Arte"

 
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Presentazione rubrica "Viaggio nella Critica D'Arte"

La  storia della critica d’arte oggi la si studia nelle università, ma non sempre è stato così. L’esercizio critico per sua stessa intrinseca natura è un atto di volizione  da  parte  di  chi cerca di capire l’ ”essenza” delle opere  artistiche e

letterarie, da parte di chi tenta, più o meno con successo, di “giudicare” le opere d’arte. Il termine classico, greco, kritike techne  significa “arte di giudicare” e indica, nell’accezione più vasta del termine, una rigorosa analisi delle opere d’arte, realizzata secondo la ragione, che conduce poi al “giudizio di valore” ossia al riconoscimento dell’artisticità da parte del critico. Infatti, al giudizio di valore, che fa di un oggetto    un’opera   d’arte, il critico    perviene     attraverso    un complesso    di    operazioni    che  egli

compie, basandosi su concezioni estetiche, conoscitive e valutative, e su precise metodologie di indagine tendenti a riconoscere, chiarire e descrivere i caratteri stessi dell’opera d’arte (letteraria, figurativa, musicale, cinematografica, televisiva, ecc.). Il mio viaggio, quello che proporrò al pubblico dei lettori, sarà un viaggio dentro la critica dell’arte, partendo dai fondamenti  storici  e  teorici  di  tale  esercizio  nel  tempo, per   arrivare, poi,

all’esercizio della critica d’arte oggi, cioè nel tempo della complessità della nostra cultura figurativa, per riflettere meglio e per fare riflettere, me lo auguro, sul ruolo della critica e su di chi la fa, pur con tutte le sfaccettature con cui  tale attività si presenta. Il mio sarà quindi un viaggio dalla storia alla contemporaneità, nel necessario e imprescindibile rapporto tra la storia dell’arte e la critica d’arte “militante”, contemporanea. Mi rendo conto che “raccontare” la critica d’arte che non sarà né semplice, né agevole, ma spero che le cose che scriverò potranno in qualche modo aiutare il pubblico a comprendere    meglio    le    ansie,  le

difficoltà e i successi (o gli insuccessi) che tale attività comporta per un critico d’arte. Il mio viaggio inizierà con una panoramica generale, a grandi linee, sull’esercizio critico da parte di artisti che hanno variamente scritto d’arte, il cui esempio più importante, fondamentale direi, è certamente offerto dalle celeberrime Vite di Giorgio Vasari, per toccare, poi, i fondamenti del fare critica d’arte nel corso dei secoli successivi, fino a giungere alla contemporaneità e alle diverse “scuole di pensiero” estetico e storico-artistico

e critico del nostro tempo. Teniamo presente, inoltre, che la critica d’arte, per sua stessa natura, si avvale di un linguaggio specifico, particolarissimo, che la distingue poiché il lessico usato deve servire a rendere con le parole concetti e modi espressivi che appartengono alla figuratività la quale non si manifesta con le parole, ma attraverso un linguaggio in cui la parola è assente. Da questa esigenza di mediazione tra la parola scritta e il linguaggio figurativo nasce, quindi, il linguaggio settoriale, particolare, della critica d’arte e con esso la vasta produzione di testi che vengono identificati nel filone della “letteratura artistica”, cioè con tutte le opere che raccolgono gli scritti d’arte di qualsiasi

cultura e in qualsiasi tempo. Il mio viaggio nella critica d’arte poi  proseguirà con una disamina sullo status dello storico e del critico d’arte oggi, sulla sua capacità di leggere la contemporaneità, sul suo ruolo sociale e sulle funzioni che il critico svolge nell’esercizio della propria pratica professionale. Cercherò di mettere a fuoco l’ “identikit” del critico d’arte dei nostri tempi, ben conoscendo le difficoltà e l’eterogeneità delle diverse scuole di pensiero storico-critico sviluppatesi nel corso del Novecento e le difficoltà e i “contrasti” che spesso sono nati tra le diverse personalità che hanno contraddistinto l’esercizio della critica nel mondo d’oggi.  Mi sforzerò di essere il più obiettivo possibile e di offrire ulteriori spunti per un dibattito così delicato e importante, nel confronto aperto e nel rispetto di ogni scuola di pensiero. Se, infine, riuscirò a far capire al lettore, sia pure in minima parte, le difficoltà e la delicatezza del ruolo del critico d’arte potrò dire di aver rispettato mio intento.

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