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Che si tratti
di un delicato volto di donna o di un
suggestivo paesaggio da favola, di una
raffinata natura morta o di un lirico
rincorrersi di contrappunti cromatici ,
densi allo stesso tempo di profondi
significati simbolici e di bellezza allo
stato puro, con il suo inimitabile
tocco e i suoi vivaci colori, che ne
hanno sancito la grandezza artistica,
Gerry ci seduce senza lasciarci alcuna via
di scampo. Poeta della vita che si afferma e
si staglia davanti all’ignoto, con quel
tanto di inquietudine che ci fa riflettere
sull’enigma della nostra esistenza e con
quella serena malinconia, paradossalmente
insieme dolce e romantica e più freddamente
razionalistica, inconsapevolmente quasi
illuministica, che ci rassicura senza mai
acquietare il nostro spirito, Gerry
scandaglia il suoi io più intimo e da lì ci
parla attraverso i segni dell’arte e
incessantemente dialoga con noi e con
quel nocciolo duro della realtà che il più
delle volte si rivela refrattario ad ogni
sollecitazione di pace e di armonia. E così
dalla composta tensione di “Un Sogno
irraggiungibile” o dalle più drammatiche
tinte rossastre di “Al di là
dell’immaginario” si vola sulle tenue
coloriture di “Romantiche visioni” per
arrivare alle eteree velature azzurre di “
Fiori di Primavera”, da cui sprizza un
incontenibile senso di gioia e vitalità. Il
tutto, formalmente, in un impianto
compositivo di ascendenza
simboli-co-surrealista che serve tuttavia
all’autore solo a dare ordine al
suo vigoroso impeto creativo, senza
intaccare l’elevatezza di ispirazione e le
originali soluzioni espressive che fanno di
Gerry un prim’attore sulla scena artistica
di oggi. |