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"L'Illustratore di Sogni..." a cura di Rosa Spinillo

Gerry opera con uno stile realistico vagamente tendente ad un iperrealismo sognante nella grafia e nel colore. Difficilmente in arte vi e' qualcosa di totalmente nuovo nei soggetti;  lo scrivo per farmi comprendere e non per fare paragoni azzardati, Guttuso e Vespignani hanno dipinto "cimiteri d'auto" con indubbi risultati, sia sotto il profilo pittorico, sia con l'intendimento di mostrare le conseguenze estreme del consumismo borghese capitalista o di degrado ambientale delle periferie romane. Questa pittura di Gerry, cosi' bella nella stesura e cosi' poetica nelle conclusioni, mi riporta in mente la poesia di Garcia Lorca

"Vecchio pioppo ... diventerai nido di rame e di formiche e la corrente portera' via, lentamente, la tua corteccia..."

Credo che, se con la sua arte il pittore, riesce a suggerirmi certe riflessioni, vuol dire che ha raggiunto il suo intento artistico, che e' quello di regalare un'emozione all'osservatore. Da dove viene il fascino di queste opere, spesso minute e sempre impreviste, oltre che dalla perizia tecnica che Gerry  ha saputo testardamente acquisire? Dall’opposto dell’estetica mercantile degli oggetti da regalo, della loro serialità seducente, destinata alla routine dello sguardo domestico, fino al non essere. Gerry, che ho personalmente conosciuto, ha saputo elaborare il suo sentimento dei ricordi con audacia ludica, rimanifestando la natura e il visibile con il suo piacere; trasmette così all’ospite del suo mondo espressivo il gusto della reinvenzione. Non è stato banalmente transitivo all’arte l’orientamento di Gerry. Questo suo secondo dopo è stato lentissimo, quasi di raddoppiamento dell’identità, perché il tempo dell’artista contraddiceva quello “professionale” svolgendosi a bocca chiusa, incantato dai colori di un Magritte. Perciò forse non si è volto all’astratto come altri professionisti , inclini a valorizzare epicentri fisici del vissuto o ricorrenti nella loro fantasia. Il bisogno di evocare induce l’artista a una coniugazione propria, dell’iperrealismo con i colori mediterranei. Piante e animali sono da lui figurati per eccesso di presenza, mentre la perizia tecnica lo porta a cesellarli come incarnazioni della fertilità. Dopo aver conosciuto l’arte di Gerry, credo di aver colto un valore d’insieme in queste immagini variamente materializzate. Gerry ha bisogno del figurativo per manifestarsi intento a sfidare il limite che si crede imposto alla vita. Egli come tutti gli artisti, vive fuori dagli schemi comuni, anche se non può fare a meno di seguire quelli che ormai, con la maturità, hanno preso forma dentro di lui, frutto della sua cultura, delle sue scelte, del suo  viaggio umano. Un temperamento lievemente fiabesco insieme a originali punti di osservazione accompagnano questo artista che con la propria sensibilità si immedesima con il mondo sognante della fantasia cogliendo le suggestioni della natura collocate in una calibrata evocazione atmosferica. Le chiome lussureggianti degli alberi, i colori limpidi degli orizzonti ci appaiono tradotti con una vena nostalgica che si nota con gli accostamenti cromatici, nello spazio silente, nelle lievi sfumature che calibrano l’effetto emozionale della visione. Il sentimento si adagia sui luoghi amati, sulle suggestioni del mondo trasfigurante dallo stato emotivo del momento. Per Gerry tutto sembra diventare una rivisitazione sensoriale dei sentimenti per evadere dalle frenesie del quotidiano ed abbandonarsi allo splendore vivido della fiaba. Il tema assume così una valenza profondamente spirituale. L'arte pittorica come trasmissione di sensazioni delicate, dai colori sfumati e nello stesso tempo arricchiti di sussurri e leggeri messaggi: quasi un sommesso bisbiglio di antiche narrazioni. Mi piace immaginare che l’arte voglia significare la capacità di vedere prima dentro e poi fuori una realtà aggraziata non priva di fascino; una realtà nella quale l'artista si esprime con tecniche diverse: dall'utilizzo della matita, passando al pastello, alla china, all'acquerello per poi approdare alla tempera e all'olio su tela. La sua forza, paradossalmente, sta nella dolcezza, serenità, senso dell'infinito e della prospettiva che ti fanno entrare, quasi fisicamente, in ambienti reali dal sapore comunque quasi magico, fiabesco grazie alla perfezione dei tratti che ti invitano al sogno. Ma non è tanto la ricerca continua nelle espressioni cromatiche che fanno di Gerry un pittore speciale. Un gradevole ritorno (o riscoperta) a situazioni ideali, dove ogni dettaglio, esternamente curato , ti porta ad una dolcezza infinita. Ma non solo. Ci sono emozioni, situazioni nella quali è la Natura, rivisitata nel suo significato più rassicurante e romantico, che ti parla, si racconta e che ti culla…. “Gerry, con la sua tecnica che ti sfiora, accarezzandoti come una sorta di brezza ristoratrice, risveglia nell'osservatore il Buono che c'è in ognuno di noi, la sensibilità che, in un quotidiano in cui l'Avere conta più dell'Essere, a volte viene accantonata, richiusa e dolorosamente repressa. Non è però il caso di quest' abile artista che sa liberare la sensibilità, ti riconduce al Bello, alla visione ottimistica della Natura e di quanto la stessa può ancora dare a ciascuno di noi. Altri paesaggi, la cui rappresentazione si svincola dalla suggestiva caratterizzazione umorale, presentano una totale assenza di vincoli temporali escludendo accenni al divenire o alla metamorfosi: sono le sensazioni a dare ritmo alla composizione. Le fronde degli alberi vibrano seguendo il sussurrio del vento che muove impercettibilmente le foglie cangianti, ma l’azione pare si ripeta all’infinito, bloccata in un eterno istante e generata da un idilliaco connubio tra una sfuggente visione onirica e il reale splendore della natura. La liricità di Gerry è un elemento essenziale della creazione pittorica , è la vita poetica dei suoi lavori , è la preoccupazione di rendere al massimo i valori oggettivi della realtà . Vivere il proprio tempo e denunciare con immagini realistiche la società distruttrice ed alienante di oggi , questa è l’operazione estetico-concettuale del pittore . La pittura di Gerry, intesa come trasformazione della realtà visibile in un significato simbolistico-concettuale che va oltre e al di là della realtà . Gerry , in sostanza , rivela una sensibilità surrealistica che però , nell’esito espressivo , rimane fedele ad una figurazione chiara e leggibilissima perché non toccata da quegli stravolgimenti bizzarri e stravaganti di cui spesso si compiacciono gli artisti surrealisti . Per rimanere vicino allo svolgimento figurativo , egli sceglie la via dell’iperrealismo che , nella dimensione volutamente esasperata e insistita dell’immagine rappresentata , supera il dato realistico proiettandolo nel mondo interiore e segreto del pensiero , dell’inquietudine spirituale , dell’emozione poetica , della riflessione esistenzialista . La pittura iperrealista solitamente pretende una specie di spietata e penetrante esplorazione nel dettaglio realistico e ciò comporta un tipo di colore nitido e scandito che agisce sull’immagine come forza fredda e determinata . Ed è proprio questo il colore che caratterizza la pittura di Gerry , un colore catturato in spazi compositivi rigorosi e precisi , senza sfumature né espansioni incerte .  La pittura come espressione dello spirito : un soggetto che cattura la mente , e la mano che , quasi come entità autonoma , si muove abile sulla tela e restituisce un’immagine . L’accurata trama disegnativa stabilisce in modo completo e realistico l’immagine che il pittore desidera illustrare : ottiene così un’ atmosfera particolare dove il silenzio delle cose conduce il fruitore a riflettere . L’autore analizza lo spazio che resta al di fuori di invasioni gestuali ed instaura con la luce un rapporto che esalta la componente lirica . Gerry usa alla base dei suoi dipinti , una tecnica meticolosa che si addentra e affida la sua visione al dettaglio : è fondamentale la scrupolosità con la quale pone questi particolari in un ordine mai fortuito , per offrire un preciso gioco della composizione . Ogni piccola cosa racchiude una storia in sé stessa creando una visione nella quale c’è una trama . Le immagini si trasformano in un discorso dal quale emerge l’uomo e ciò che lo circonda . Il colore diventa il veicolo per creare una realtà fuori dal tempo dove gli oggetti trovano fra loro una complicità e un legame mai banale . Quando si alternano i pensieri nella mente di un’artista e spuntano i ricordi la vita sembra immobilizzarsi , il richiamo del passato intraprende il suo cammino e si trasforma in narrazione . Tutto è emblema del quotidiano e di presenze umane assenti ma testimoni di una circostanza. Versatile nel suo iter pittorico si dedica anche al ritratto che realizza con purezza espressiva e spontaneità dei soggetti scelti ; una pittura capace di indagare quel sentimento incomprensibile delle cose intorno a noi.

 

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