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"Dino D'Alessio e il Neoespressionismo satirico" di Rosa Spinillo

“L’arte per me non è una questione estetica. Il disegno non è fine a se stesso, senza senso. Né uno scarabocchio musicale che solo pochi dotti dai nervi delicati possono avvertire e indovinare. E’ necessario che il disegno sia di nuovo subordinato a un fine sociale”.   George Grosz

La pittura di Dino D’Alessio ci permette di intendere la complessità  dei  suoi

riferimenti culturali dal rapporto con la “ Nuova Oggettività”, della quale condivide la propensione per il tratto fortemente critico e l'interesse per Goya, Grosz, Dix e l’Espressionismo, al confronto con Maccari, che utilizza un linguaggio articolato, satirico. La ricerca di D’Alessio  è, infatti, caratterizzata dall'uso di diversi linguaggi grafici e dalla sperimentazione nell'ambito della grafica umoristica e satirica di "scritture" innovative, come il collage ed il fotomontaggio, mediate dalle elaborazioni attuate nell'ambito delle avanguardie storiche. Le  sue opere  mettono, dunque, in luce la capacità dell’artista  di utilizzare linguaggi diversi ed il costante confronto con la storia, dal realismo tardo ottocentesco al realismo di Guttuso, dal surrealismo all’espressionismo, alla sintesi razionalista del segno. Dino riesce ad esprimere uno spirito satirico che si nutre di ribellione e di anarchia; i temi ruotano essenzialmente attorno alla liberazione della sensualità dell'amore naturale, e alla lotta contro il comportamento inibito e falsamente moralista di certa società attuale.  L’importanza della pittura di Dino D’Alessio consiste essenzialmente nel suo rapporto con lo spazio pittorico.  L’immagine è ritratta in un’agitazione di superfici, in un loro riempimento totale o parziale con figure crudeli, in un contrappunto di abbandoni e ostinazioni. La sua pittura ci accoglie con un frullare di materia fresca ed un crollare di pittura, non ancora messa a fuoco. Forse ci vuole la collaborazione dello spettatore, mai tanto spettatore come in questa occasione: al limite si trasformi in una fantesca volitiva, che deve rimboccarsi le maniche e rimettere le mani in pasta, in queste opere  mai-finite, e da concludere otticamente. Non che ci sia aria di riordino, di vera rimessa in ordine, in questa curiosa retrospettiva, che avanza a passi trafelati, da gatto con gli stivali, con «periodi» ben dissuggellati e altre lacune evidenti. Forse sarebbe meglio definirlo un filosofo, in certe sue tele si respira un clima di «grund», di terrestrità, di zolla profonda, alla Heidegger.  Sembra quasi ritornare “ Il Verismo Sociale di Otto Dix”, figurazione concisa e seccamente narrativa della realtà, in una intenzionale volgarità di linguaggio che sconvolge ed emoziona.  Acido e sgorbiante il realismo di questo pittore che non teme di giungere all'esasperazione, al grottesco, all'orrido, per tracciare i contorni di una condizione umana che riflette nella sua essenza fisica e mentale gli aspetti morali e sociali di un mondo violento, dissoluto, ingiusto e distruttivo.  Testimone implacabile del suo tempo, Dino D’Alessio ritrae, con atteggiamento freddamente analitico ma anche empatico, una realtà che non ha bisogno di essere enfatizzata dall'urlo espressionista perchè ha già in sè una carica emozionale dirompente che la rende più efficacemente espressiva di ogni rappresentazione artistica: tutto ciò senza negare la validità del movimento moderno e la continuità storica con la tradizione culturale tedesca, concretizzata in Otto Dix dall'amore per i maestri della storia dell'arte quali Durer, Cranach, Grunewald, e dalla presenza, nelle sue opere, di citazioni stilistiche e rimandi formali riferiti al passato. La sua opera, spietata, implacabile critica satirica della società attuale, esplicitamente richiama ad una funzione sociale dell'arte, ha i toni amari di una cronaca raccontata da un punto di vista neutrale e sofferto, senza eroismo e senza cinismo, lontana da ogni approccio idealista, attraverso una figurazione concisa e seccamente narrativa, talvolta con deformazioni in chiave caricaturale, in una intenzionale volgarità di linguaggio che sconvolge ed emoziona.


"Rosa Spinillo e
 Dino D'Alessio"


"La Cacciata di Lucifero"
Olio su tela 30x40
L'Arcangelo in quanto
tale; il nome della
forza celeste nascosta
 ma che agisce, che
 appare a chi volesse
trovarla nel bianco opaco dell'epoca odierna.


"Donne con Foresta"
Olio su tela 50x60
L'uomo che si ritrae dal
caos della vita cittadina,
 la scoperta delle acque, dell'azzurro dei cieli,
del verde della natura.


"Interno con pranzo"
Olio su tela 60x80
Il Ritrovarsi con gli amici,
 il significato di dividere
 insieme quello che si
possiede. Ancora,
l'immagine della
madre come centro
 del focolare domestico.


"Nel Bosco"
Olio su tela 70x100
Episodi di vita comune,
 ordinaria, ma non banali. l'incontro nella e con la
 natura e con quanto essa
 ha da offrire all'uomo
nella sua immediatezza.
Dialoghi con le persone
che si amano o che si
sceglie di amare per
coltivare un sentimento
 antico come quello
di voler bene


"In Spiaggia"
Olio su tela 60x90
C'è una donna che resta
in piedi a riva mentre
guarda la sua piccola
 ammirando lontano
senza trascurare
 l'ambiente circostante.
 Il Calore della mamma, dell'affetto che non tramonta
 e che accompagna
l'esigenza dell'uomo
 

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